Tempio – San Carlo


Il Tempio dei Caduti di San Pellegrino nasce dall’esigenza di ricostruire la  precedente chiesa di San Carlo, che era stata demolita, e dal bisogno di erigere un monumento che commemorasse i caduti della Prima Guerra Mondiale. Il Tempio è dunque una chiesa-monumento che gli abitanti di San Pellegrino hanno fortemente voluto, sia per alimentare e accrescere la propria fede sia per ricordare i compaesani che hanno dato la propria vita per la patria.

Nella primavera del 1921 iniziano i lavori di costruzione, affidati all’ingegnere Luigi Angelini, giovane progettista bergamasco molto promettente. Nel giro di pochi anni il Tempio viene terminato, almeno nel suo aspetto esteriore. Nel settembre del 1927 vengono già traslate al suo interno le salme dei caduti della Prima Guerra Mondiale, tuttora presenti.

La stessa cosa avverrà negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, quando anche i caduti di questo conflitto originari di San Pellegrino verranno, in anni diversi, posti all’interno del Tempio con solenni cerimonie.

L’interno del Tempio presenta la superficie a mosaico più estesa della provincia di Bergamo, che oggi è possibile ammirare in tutta la sua bellezza grazie ai recenti restauri del 2016-2017.


1619 – la prima volta che troviamo ricordato S.Carlo sul registro Azienda dei Sindaci della Schola alla data 4 novembre 1619 (erano passati appena nove anni da quando il Papa Paolo V aveva proclamato santo il grande arcivescovo): “Ricevuti per l’offerta di l’altar di S.Carlo L. 11,4”; e poi: “Spesi a far stampar la indulgenzia a S.Carlo et firmation et in vescovado L. 10,4 et per aver mandato uno aposta a Bergamo per averla in tempo di poterla publicar L. 2; spesi a far comodar atorno e la ancona L. 1,10”

La pianta a croce greca porta l’edificio ad avere tre facciate, una per ogni braccio libero, essendo il quarto braccio occupato dal presbiterio. Ognuna delle facciate è in pietra locale e presenta un portale con contorno in pietra artificiale strombata e sagomata; sopra due di questi portali vi sono finestre trifore, a differenza di quello sulla facciata principale che è sormontata invece da un rosone; per dare maggiore risalto alla facciata principale si è cercato di far intervenire anche i fianchi dei due bracci trasversali, creando due porticati. La chiesa internamente presenta una navata unica a croce greca sormontata al transetto da un tamburo a pianta quadrata che poi diventa ottagonale ed è coperto da cupola emisferica: allo scopo di ampliare la capacità della chiesa, si sono utilizzati i primi due spazi ai lati del braccio della navata, ricavando due anditi in cui sono collocati confessionali. Le pareti della navata sono lisce e sormontate da volta a botte; sia le pareti che le volte, il tamburo e la cupola, sono internamente rivestite da tesserine in vetro che in alcune parti delle pareti e delle volte si trasformano in mosaici colorati. La cupola nel tamburo riporta scene bibliche e nella volta, il Padre Eterno e le quattro virtù cardinali. Il presbiterio è sopraelevato rispetto alla navata da due gradini ed è creato nel quarto braccio, dirimpetto alla navata d’ingresso; esso è ottenuto con una navata più piccola realizzata nel braccio stesso, così da lasciare attorno al presbiterio stesso un ambulacro accessibile dalla chiesa stessa con aperture. Il presbiterio comunica con l’ambulacro mediante cinque aperture ad arco dotate di balaustra traforata. Un ingresso posto a sinistra del presbiterio conduce alla sacrestia.


precedente: Spettino – Chiesa della Sacra Famiglia 
successiva: San Nicola – Chiesa di San Nicola da Tolentino
LE CHIESE DELLA PROSSIMA UNITÀ PASTORALE