Serate insieme …al cinema 2019

Il cammino della Comunità Ecclesiale Territoriale Valle Brembana verso la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2019 (domenica 29 settembre) si arricchisce di 4 appuntamenti cinematografici utili a meglio comprendere la poliedricità della questione migratoria e dei processi di integrazione interculturale.

Proiezioni: ore 20.45

Per informazioni: 3386201499 – veru.midali@libero.it

PROGRAMMA

Giovedì 2 maggio – Cinema parrocchiale di Branzi

Green Book di Peter Farrelly (USA, 2018, 130’)
New York City, 1962.
Tony Vallelonga, detto Tony Lip, fa il buttafuori al Copacabana, ma il locale deve chiudere per due mesi a causa dei lavori di ristrutturazione.
Tony ha moglie e due figli, e deve trovare il modo di sbarcare il lunario per quei due mesi. L’occasione buona si presenta nella forma del dottor Donald Shirley, un musicista che sta per partire per un tour di concerti con il suo trio attraverso gli Stati del Sud, dall’Iowa al Mississipi.
Peccato che Shirley sia afroamericano, in un’epoca in cui la pelle nera non era benvenuta, soprattutto nel Sud degli Stati Uniti. E che Tony, italoamericano cresciuto con l’idea che i neri siano animali, abbia sviluppato verso di loro una buona dose di razzismo.


Giovedì 9 maggio – Teatro dell’Oratorio di San Pellegrino Terme

Non sposate le mie figlie! di Philippe de Chauveron (Francia, 2014, 97’)
La famiglia Verneuil – padre ricco notaio di provincia, madre casalinga, cattolici e gollisti, 4 figlie belle, istruite e libere pensatrici – rischia di sfasciarsi a causa dei razzismi incrociati del capofamiglia e dei suoi 3 generi di origine araba, ebraica e cinese. L’equilibrio appena riconquistato è stravolto dalla scelta matrimoniale della 4ª figlia. Alla sua 6ª commedia – la 1ª che arriva in Italia sull’onda del successo francese – De Chauveron, anche sceneggiatore con Guy Laurent, affronta con il sorriso, meno satirico che ironico, il problema più scottante delle attuali società europee opulente, quello della convivenza tra differenti culture nazionali. A parte qualche sbavatura televisiva o farsesca, è una macchina ben oliata, il plot è originalmente prevedibile, i dialoghi vivaci, le battute azzeccate e dosate, la morale politicamente corretta. Il modello di fondo è francesissimo: Molière, in particolare Les Femmes savantes . Anche per questo, però, l’opzione impegnata è edulcorata dalla selezione sociale dei personaggi, tutti agiati borghesi, e dall’adesione all’ideologia squisitamente francese dell’assimilazionismo.

Giovedì 16 maggio – Cine-Teatro Piergiorgio Frassati di San Giovanni Bianco

The help di Tate Taylor (USA, 2011, 140’)

Jackson, Mississippi. Inizio degli Anni Sessanta. Skeeter si è appena laureata e il primo impiego che ottiene è presso un giornale locale in cui deve rispondere alla posta delle casalinghe. Le viene però un’idea migliore. Circondata com’è da un razzismo tanto ipocrita quanto esibito e consapevole del fatto che l’educazione dei piccoli, come lo è stata la sua, è nelle mani delle domestiche di colore, decide di raccontare la vita dei bianchi osservata dal punto di vista delle collaboratrici familiari ‘negre’ (come allora venivano dispregiativamente chiamate). Inizialmente trova delle ovvie resistenze ma, in concomitanza con la campagna che una delle ‘ladies’ lancia affinché nelle abitazioni dei bianchi ci sia un gabinetto riservato alle cameriere, qualche bocca inizia ad aprirsi. La prima a parlare è Aibileen seguita poi da Minny. Il libro di Skeeter comincia a prendere forma e, al contempo, a non essere più ‘suo’ ma delle donne che le confidano le umiliazioni patite.

Mercoledì 22 maggio – ex Casa di spiritualità San Giuseppe di Botta di Sedrina

CORTI MIGRANTI è occasioni di visibilità dell’ampio archivio di cortometraggi di qualità sul tema dell’integrazione interculturale intercettati in questi anni dall’INTEGRAZIONE FILM FESTIVAL. Nato come rassegna di cortometraggi nel Basso Sebino e cresciuto come festival cinematografico con il claim “C’è un tempo per… l’integrazione”,  giunto alla 13^ edizione nell’aprile 2019, IFF si ripropone quale  vetrina cinematografica, di cortometraggi e documentari capaci di rappresentare l’integrazione tra persone-famiglie-gruppi di diversa appartenenza culturale e provenienza nazionale.