Scuola di Preghiera online per giovani “LÀ, DOVE ACCADE…” (2)

“Là, dove accade”
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3, 1-11)
Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui».
Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che
abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza.

NASCERE
Persona dal cuore sincero e aperto, Nicodemo incontra Gesù di notte. Abituato a trattare con i suoi pari – egli è un “maestro in Israele” (v. 10) – si rivolge a Gesù chiamandolo appunto “maestro”, attribuendogli così quello che lui ritiene il massimo onore e riconoscendogli piena autorità.
Gesù riconosce in questo un desiderio autentico, ma sposta subito il discorso su un altro piano: nell’incontro con lui non è questione di imparare cose nuove, come avviene solitamente con un maestro, ma si tratta proprio di “nascere di nuovo”: è tutto un altro paio di maniche! Gesù offre ben altro!
Nicodemo non capisce e, anzi, si sente escluso da questa prospettiva, data la sua tarda età.
Ma Gesù rincara la dose: “Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito”. Come a dire: quando incontri me, si tratta proprio di cambiare registro. Noi possiamo cioè andare da Gesù semplicemente perché vogliamo aggiustare qualche cosa, risolvere un problema, dare una sistematina al carattere, diventare un po’ più bravi: qualcosa insomma che possiamo acquisire da
noi stessi, ad esempio con uno sforzo in più della volontà… Se fosse così, dice Gesù, resteremmo sul piano che lui chiama “della carne”, fermi cioè al nostro punto di vista umano e alle nostre forze, che poi non ci portano molto lontano, come sperimentiamo spesso.
Gesù parla invece di un vero e proprio scatto nella vita interiore, una nuova nascita dallo Spirito. Chi ha scritto il vangelo, del resto, ci ha avvisato fin dall’inizio: “Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati” (Gv 1,11-13). Gesù promette qualcosa che non possono darti i tuoi genitori (“non da sangue”), né può venire solo dal tuo sforzo personale (“non da volere di carne”) e nemmeno dall’aiuto di un uomo sia pure bravo (“né da volere di uomo”): si tratta proprio di una nuova creazione, una nuova nascita, come quella di Gesù che – guarda caso – nasce da un vergine senza opera di uomo, perché solo Dio può costruire un capolavoro come Gesù e solo Dio può ricostruire te in modo radicale: ti fa figlio del suo stesso Padre! Da questo può partire qualcosa di veramente nuovo per te, perché Dio non ti chiede se sei bravo o perfetto, ma ti
cambia proprio alla radice, perché tu possa prendere in mano te stesso.

È ciò che Dio ha fatto in te fin da quando sei stato battezzato, sei diventato cioè figlio di Dio, sei diventato come Gesù. Ma adesso, per te, “nascere di nuovo” significa ascoltare tutto questo come se fosse la prima volta e dare oggi a Dio il permesso di rifarti come nuovo, di riplasmare la tua vita. Tu non hai bisogno solo di “aggiustare” qualcosa o di lasciarti un po’ “addomesticare”, ma proprio di lasciarti rigenerare per assomigliare a quel fratello primogenito che è Gesù. Scoprirai che Dio non ha paura dei tuoi limiti o dei tuoi problemi, perché lui parte da ciò che lui stesso sa fare in te! E tu non sarai più autorizzato a scoraggiarti. Sei amato, sei unico, sei amabile così come sei e puoi costruire molto di nuovo e di bello proprio a partire da quello che sei, perché sei suo figlio.
(Commento a cura di don Pasquale Pezzoli)