San Nicola da Tolentino


La chiesa di San Nicola da Tolentino risale al 1464, come testimonia l’iscrizione sull’arcata del presbiterio. Questa chiesa sorge nel quartiere di Piazzo, che all’epoca, unito alla frazione di Santa Croce (allora Piazzo Alto), faceva comune a sé, pur rimanendo parte della parrocchia di San Pellegrino.

La costruzione della chiesa inizia quando la congregazione degli Eremitani di Sant’Agostino e gli abitanti di Piazzo ottengono da papa Paolo II (1417-1471) il permesso per erigerla e termina nel 1471. L’edificio sacro e il convento sono dedicati a San Nicola da Tolentino, santo dell’ordine agostiniano morto nel 1305 e santificato nel 1446. Il primo priore è stato Michele Oprandi di Piazzo Basso e l’ordine ha continuato la sua permanenza in questi luoghi fino alla soppressione nel 1652 a causa del basso numero di confratelli presenti.

Il primo restauro della chiesa avviene per lascito testamentario di un componente della famiglia Sonzogno nel 1741: la chiesa viene dotata di volta, viene sopraelevata sui poderosi muri della vecchia e  viene rivestita all’interno da cornicioni, lesene e stucchi di ordine composito; si ricostruiscono l’organo con la cantoria e i pulpiti. La chiesa smette di essere proprietà dei Sonzogno nei primi anni del XIX secolo, con la morte dell’ultimo erede legittimo. L’11 dicembre del 1838 viene ceduta in amministrazione e proprietà alla parrocchia di San Pellegrino.

Nel 1931, su disegno dell’architetto Luigi Angelini, viene realizzata la facciata in stile classico visibile tutt’oggi.


1464 – 1471  – la chiesa risale al 1464, come risulta anche dall’iscrizione sull’arcata del presbiterio: “funditus erectum MCDLXIV”. L’erezione della chiesa fu iniziata dopo che il pontefice Paolo II ne ebbe concessa la relativa bolla di permissione su istanza della Congregazione degli Eremitani di S. Agostino e di uomini del paese di Piazzo.Chiesa e Convento furono così dedicati a S. Agostino.  La costruzione fu terminata nel 1471, e chi ne prese possesso a nome della Congregazione, in qualità di delegato speciale, fu Michele Oprandi di Piazzo Basso, che ne fu anche il primo priore.

Percorrendo il tranquillo viale, che lungo la sponda sinistra del Brembo congiunge le due ex stazioni ferroviarie, si incontra la chiesa presenta la sua facciata rivolta a ovest, suddivisa in due ordini non collegati fra loro; quello inferiore è delimitato ai lati da lesene a pianta semicircolare che reggono due tratti di timpano spezzato: al centro dell’ordine c’è un portale ad arco, sorretto da mezze colonne concluso da timpano recante sopra la porta, nella lunetta, una formella antica raffigurante S. Bernardino. Nel secondo ordine ed entro sfondato ad arco, si trova una finestra che illumina la navata. La facciata è conclusa da un timpano triangolare. La chiesa internamente presenta un’unica navata a pianta rettangolare suddivisa da lesene in muratura complete di basi e capitelli, in cinque campate di luce diversa. Sopra i capitelli corre una trabeazione con fregio e cornicione praticabile, sopra il quale si imposta la volta a botte che copre la navata; sei finestre, stanno sopra il cornicione complete di relative strombature. Nella prima campata vi sono entro sfondati, a destra la statua di S. Bernardino e a sinistra un confessionale; segue la seconda campata con due cappelle ai lati entro sfondati che non hanno particolare destinazioni. Nella terza campata sono presenti i due ingressi laterali, collocati anch’essi entro sfondato ad arco. Nella quarta campata sono presenti due altari: a sinistra quello dedicato a Maria Bambina e a destra quello dedicato alla Madonna del Cintura. Segue la quinta campata con a sinistra l’ingresso alla sacrestia. Il presbiterio è sopraelevato di tre gradini rispetto alla navata; è a pianta rettangolare coperto da volte a botte e si completa in un coro absidato concluso da catino.


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