Referendum di ottobre sulla costituzione

Referendum di ottobre sulla costituzione:
la libertà è un voto consapevole

Dopo l’approvazione definitiva della riforma costituzionale da parte del Parlamento, è entrato prepotentemente nel dibattito politico il referendum confermativo del prossimo mese di ottobre, con il quale gli italiani saranno chiamati ad esprimersi ai sensi dell’art. 138 secondo comma della Costituzione.

Nulla di drammatico o di forzato ma un passaggio (opzionale) previsto dalla Carta, di fatto una richiesta di investitura popolare che deve esser letto come occasione di crescita istituzionale importante.

Una condizione sola deve essere posta, che cioè si affronti questa fase serenamente, con serietà e piena consapevolezza. E’ sul tavolo il funzionamento delle Istituzioni, non il destino di uno dei 63 governi dell’era repubblicana. Non è accettabile che si costruisca un clima da corrida che sposti l’attenzione dal merito alla contingenza politica, che si pieghino le valutazioni giuridiche alle speculazioni partitiche.

Dentro questo quadro diventa compito di chiunque abbia davvero a cuore il futuro del nostro Paese aiutare il cittadino a capire e decifrare il contesto che stiamo vivendo, e questo significa innanzitutto mettere le cose in fila con responsabilità.

Parliamo di Costituzione, l’architrave della nostra Casa Comune, che ogni abitante (cittadino) deve contribuire tanto a difendere quanto a mantenere efficiente. Ci abbiamo mai pensato? Ce ne siamo mai preoccupati? Eppure ogni giorno godiamo sia della libertà (diritti) che della solidarietà (tutele) assicurati dalla nostra settantenne Carta. Dobbiamo partecipare, cioè prendere parte, semplicemente perché ci sentiamo parte viva della nostra comunità; è un’occasione da affrontare con la curiosità del conoscere e del comprendere a fondo, con l’ambizione di contribuire a rendere il Paese migliore. Potremo farlo scegliendo di rinnovare o di conservare, purché la nostra valutazione sia sul merito, ponderata e, infine, espressa con un voto.

Molto potrebbe dirsi su come si sia arrivati sin qui, tuttavia oggi è più importante giudicare il testo che abbiamo davanti, e rispondere ad una domanda su tutte: che Italia avremmo se vincesse il sì, migliore o peggiore? E se vincesse il no? Certamente non è facile offrire strumenti che rendano fruibile una materia complessa come il diritto costituzionale, ma questo han voluto i Padri Costituenti ed ad questo onere/onore dobbiamo rispondere. Da cristiani, da cittadini, da Persone appassionate e protese al Bene Comune. In merito l’ufficio per la Pastorale Sociale della diocesi, coordinato con altre associazioni laicali del territorio, si metterà a servizio delle comunità per ulteriori passaggi di approfondimento e condivisone su queste grosse tematiche che ci devono far sentire fortemente appartenenti al nostro territorio come uomini cristiani.

Serenità e serietà, equilibrio ed onestà intellettuale, se questo sarà lo stile che prevarrà, crediamo che il Paese che uscirà dal voto di ottobre avrà fatto un passo avanti. Comunque finisca, sarà un nuovo inizio.

Scarica l’articolo comparso su “L’Eco di Bergamo” del 25/07/2016

(Don Cristiano Re,
Direttore Ufficio per la Pastorale Sociale
della Curia Diocesana di Bergamo)