… Prossimamente questi eventi!


Scuola di Preghiera presso il Tempio dei Caduti. Dal 14 novembre al 29 maggio 2020


15 novembre: Riambientiamoci – Oratorio di San Pellegrino

Da molto tempo e attraverso tutti i mezzi di comunicazione possibili, moltissimi autorevoli scienziati, organizzazioni internazionali per la salvaguardia dell’ambiente e la promozione umana, Papa Francesco e persino una ragazzina cocciuta insieme a tanti giovani appassionati, ci stanno ripetendo la gravità della situazione Climatica e Ambientale sul pianeta e l’urgenza di agire, ma ancora noi tutti, fatichiamo ad accettare l’evidenza che il clima sia “già” cambiato e che è ora di muoverci affinché le nuove generazioni possano avere un futuro degno di essere vissuto.

I cambiamenti climatici sono un problema di una tale complessità per cui è impensabile occuparsene senza una mobilitazione generale che coinvolga tutti, dai più alti livelli decisionali della società fino ai singoli cittadini, ognuno per la propria parte di competenza, ognuno con la propria responsabilità.

Questa iniziativa si colloca all’interno di un percorso di responsabilizzazione che ha come obiettivo quello di far dialogare le diverse generazioni, le diverse comunità locali, intorno al tema dell’ambiente per cercare insieme le migliori strategie capaci di tutelare e salvaguardare l’ambiente troppo spesso ritenuto di second’ordine rispetto alla questione dello sviluppo, salvo scoprire che le due cose non possono più permettersi di viaggiare separate e che un’economia fine a se stessa è un’economia che genera troppa “cultura dello scarto” oltre a diseguaglianza e povertà.

Ora, auspichiamo che, anche grazie a serate come questa, la consapevolezza dei cambiamenti in atto e la necessità di agire collettivamente, concretamente e coerentemente possa consolidarsi maggiormente in noi e sul nostro territorio.

Si tratta di valorizzare quelle scelte e quei gesti quotidiani, spesso già in atto singolarmente, che testimoniano la giusta direzione intrapresa verso quel cambiamento culturale capace di generare atteggiamenti di maggiore rispetto e attenzione verso l’ambente, applicandoli nelle nostre famiglie, nei nostri oratori, nelle nostre aziende, nei luoghi di lavoro, di studio, nei luoghi dello sport e del divertimento.
Questo cammino, in una visione ancora più ampia di salvaguardia, di ricerca della qualità della vita, non può non coinvolgere chi è imprenditore e, inevitabilmente, chi amministra le nostre comunità.

Ora si chiede di osare in una progettazione che mostri questa volontà di agire bene e collettivamente nelle scelte concrete, nel ricercare, ad esempio, una miglior mobilità vallare per i trasferimenti di merci e persone. In un tempo non remoto la ferrovia elettrica della val Brembana fu modello di trasporto efficiente e sostenibile a cui oggi si può ancora tendere. Encomiabile è lo sforzo collettivo di unirsi sul progetto tramvia tra Bergamo e Villa d’Almè, lo è altrettanto la recente realizzazione della ciclovia Almè Zogno, preludio al completamento dei restanti 3 km zognesi da poco finanziato. Una volta terminata, questa preziosa infrastruttura, consentirà una ulteriore promozione della ciclabilità vallare imprescindibile per la crescita di un turismo “responsabile”, peraltro in forte aumento in questi ultimi anni.

L’appuntamento è per Venerdì 15 novembre a San Pellegrino, per confrontarci intorno a questi temi.

Il muro di Alda. Un ricordo, un omaggio a Alda Merini

In questo romanzo breve Paolo D’Anna descrive una giornata passata con il libraio Fabio per i Navigli, conclusasi con l’incontro con la poetessa Alda Merini, alla quale Fabio doveva consegnare un libro. Un evento semplice, forse banale, che gli è rimasto nella mente in modo talmente intenso e coinvolgente da dedicarle un omaggio teatrale ed ora anche un libro. Gli altri personaggi che compaiono nella narrazione, il libraio Fabio, la signora Wanda, la sua gatta Regina, sembrano attori su un grande palcoscenico. Prendono posto, recitano la loro parte e scompaiono come comparse che hanno terminato il loro ruolo. È Alda Merini invece a riempire tutto lo spazio a disposizione, non soltanto come poetessa, ma come persona che ha sempre lottato contro avversità, malattia, solitudine dell’anima.

La Carezza di Dio

“Si è fatto tardi, Giuseppe.
Nella piazza non c’è più nessuno.
I grilli cantano sul cedro del tuo giardino.
Nelle case, le famiglie recitano lo ‘Shemà Israel’.
E tra poco Nazareth si addormenterà sotto la luna.
Di là, vicino al fuoco, la cena è pronta.
Cena di povera gente. L’acqua della fonte, 
il pane di giornata, e il vino di Engaddi.
E poi c’è Maria che ti aspetta.
Ti prego: quando entri da lei, sfiorala con un bacio.
Falle una carezza pure per me.
E dille che anch’io le voglio bene. Da morire.
Buona notte, Giuseppe!”