Ododo porta i bimbi in Uganda

Da L’Eco di Bergamo di sabato 1 maggio 2010

UN LIBRO DELLA FONDAZIONE CORTI

Piero e Lucille Corti sono due grandi maestri di vita, grazie all’impegno donato per il Lacor Hospital in Uganda, primo grande ospedale no-profit nel Paese africano, nato nel 1959 per iniziativa di monsignor Giovanni Battista Cesana di Lecco missionario comboniano, allora vescovo di Gulu. La loro storia ora viene raccontata ai bambini in un libro. Il titolo è «Ododo», che in lingua Acoli significa racconto: è un volumetto molto agile che unisce la freschezza e la veste grafica moderna di un giornalino alla ricchezza di contenuti e di linguaggi di un vero e proprio libro. È una storia affascinante da leggere e da conoscere e proprio per questo uno strumento didattico di grande efficacia, perché arriva dritto al cuore.

Nei giorni scorsi il volume, firmato da Roberta Grazzani, nota autrice milanese di libri per ragazzi, con le illustrazioni di Franca Trabacchi e le foto di Mauro Fermariello, è stato presentato alla Fiera dei librai dove, fino alla fine della manifestazione, si può ancora trovare allo stand della Fondazione Corti. L’iniziativa ha avuto il patrocinio dell’Ufficio scolastico provinciale. «Siamo molto felici – spiega Achille Rosa, responsabile della Fondazione Corti di Bergamo – perché riteniamo che questo libro possa essere prezioso per trasmettere ai più giovani e agli allievi delle scuole un messaggio di solidarietà, di impegno, di incontro tra le culture». Durante la presentazione è stato tra l’altro proiettato anche il video «La Piqure» (La puntura), che in otto minuti racconta la vita dell’ospedale ugandese con un linguaggio molto vicino all’esperienza quotidiana dei bambini, anch’esso disponibile per scopi didattici (per informazioni www.fondazionecorti.it,  info@fondazionecort.it, oppure 035 345278, achirosa@tin.it).

L’introduzione di «Ododo» è un fumetto: c’è una simpatica coniglietta, la piccola Susi, che senza volerlo rompe la sua bambola. Allora vorrebbe subito aggiustarla, come fare? L’unica, le spiega la mamma, è portarla all’ospedale delle bambole. Ma un ospedale cosi c’è solo in certi paesi, mentre in altri non ci sono nemmeno quelli che servono per curare i bambini. Un modo semplice ma efficacissimo per condurrei più piccoli a scoprire, a part-re da una realtà a loro vicina e da un evento che si può comunemente verificare nella vita quotidiana, come la rottura di un giocattolo, un orizzonte molto più ampio, com’è quello della vita dell’Uganda e dell’ospedale di Lacor.

Roberta Grazzani descrive il Lacor Hospital come una speciale e laboriosa città. I testi semplici e diretti permettono ai piccoli lettori di condividere il sogno di Piero e Lucille Corti di aiutare le persone più fragili, e di seguire il loro lavoro anche nei momenti più difficili.

Una storia esemplare, bellissima da leggere. Particolarmente interessante per i bambini risulterà la vicenda di Atim che in lingua Acoli significa «nata lontano da casa», e che è poi Dominique Corti, la figlia di Piero e Lucille, cresciuta nell’ospedale di Lacor, testimone e parte attiva di questa storia straordinaria. Completano il volume un ricco corredo di schede con notizie sulla storia e la geografia dell’Uganda, giochi a tema e una favola d’ambientazione africana di Roberta Grazzani.

Sabrina Penteriani