Missione: Incontri nelle case per la Missione dell’Unità pastorale

San Pellegrino
Nei Centri d’ascolto dialogo e confronto sul brano del Vangelo dei discepoli di Emmaus
All’interno della settimana di Missione nell’Unità pastorale di San Pellegrino, quattro serate sono state dedicate ai Centri d’ascolto: lunedì e mercoledì per gli adolescenti e i giovani, martedì e giovedì per le famiglie. Anziché nei consueti ambienti dell’oratorio e della parrocchia, questi incontri si stanno svolgendo nelle abitazioni di alcune persone che hanno scelto di aprire le porte di casa propria ai missionari, agli amici e ai vicini: questa modalità è già un essere «Verso l’Alt(r)o», una «Chiesa in uscita». Le due serate che stanno coinvolgendo i giovani hanno come filo conduttore il brano di Vangelo dei discepoli di Emmaus. Nel corso della prima serata l’attenzione è caduta in particolare sui desideri, ma anche sui dubbi e sulle delusioni, cioè su quei desideri «feriti» con cui spesso ci si trova a fare i conti nella propria vita di ogni giorno, e anche nella propria vita con Dio. La seconda serata, invece, sarà dedicata soprattutto al tema dell’incontro con Gesù e del desiderio grande di condividere con gli altri la gioia grande di aver conosciuto l’amore del Signore. Gli ingredienti che caratterizzano i Centri d’ascolto sono davvero pochi ma forse il punto di forza della proposta sta proprio nella semplicità di quello che si vive: un canto iniziale, la lettura del brano di Vangelo, qualche provocazione da parte dei missionari, e a questo punto la condivisione di storie, di domande e di pensieri sorge spontaneamente. Probabilmente il fatto di trovarsi in una casa rende il clima più familiare e quindi diventa più semplice dialogare e confrontarsi. E forse anche l’idea che a provocare e a lasciarsi provocare dai dubbi, dai problemi e dalle intuizioni che il Vangelo suscita non siano solo sacerdoti e religiose, ma altri giovani come quelli a cui è rivolto il Centro d’ascolto è già in qualche modo una provocazione grande. Infatti, come scrive il vescovo Francesco nella Lettera pastorale «Una voce che invia», «se è vero che la testimonianza sapiente e credibile di un adulto è condizione indispensabile per la comunicazione e l’apprendistato della fede, è altrettanto vero che la sorpresa e la meraviglia di una fede fresca, coraggiosa, disinibita di un giovane, contiene una forza interpellante per ciascuno e soprattutto per i suoi coetanei». Francesca D’Aprile – da l’Eco di Bergamo del 18/10/2019