Lettera del Parroco

Cari fratelli e sorelle,
in questa situazione di emergenza sanitaria, in cui dobbiamo attenerci – con pazienza, malgrado disagi – alle indicazioni che le autorità preposte hanno stabilito, è facile lasciarsi andare spiritualmente, diventando apatici nei confronti della preghiera, ritenuta inutile.
Vi invito, invece, cari fratelli e sorelle, a dare più spazio alla lettura della Parola di Dio e alla preghiera che sempre apre le situazioni a Dio.
La Parola di Dio vi aiuterà a comprendere, come riferimento essenziale per la vostra vita, lo sguardo del Padre “che vede nel segreto”. Vi chiedo di innalzare con me al Signore il grido della nostra preghiera: pregare significa già sperare.
La preghiera è intimità: “stare cuore a cuore con Gesù”.
La preghiera è l’unico modo per rientrare in noi stessi.
Nella preghiera non siamo soli: ci accompagna, ci illumina e ci guida lo Spirito Santo.
È Lui che attira nella cella del nostro cuore il Signore.

Tornate a pregare fratelli e sorelle; col Vangelo, con la corona del Rosario, con quelle invocazioni semplici, che una volta chiamavano “giaculatorie”.

La Chiesa Parrocchiale di S. Croce ogni giorno è aperta per la preghiera personale dalle ore 8.00 alle ore 18.00. I giorni dell’emergenza-coronavirus sono sostanzialmente una quarantena o, se vogliamo, la “Quaresima” del nostro spirito, l’opportunità, cioè, di una conversione personale e comunitaria verso nuovi stili di vita: sono l’occasione per ripensare ciò che facciamo e come lo facciamo, quindi per cambiare.

Vi ricordo tutti nell’Eucaristia quotidiana: soprattutto gli ammalati e i loro familiari, affinché non si scoraggino, ma anche tutti gli operatori sanitari che si stanno spendendo per far fronte al contagio.

Stiamo uniti nella preghiera!
Interceda per noi la Madre di Dio, Nostra Signora della Salute di Antea: Dio vi benedica.

Con affetto don Sergio