Ingresso don Gianluca

Il Saluto della Comunità

A nome dell’intera comunità parrocchiale di Santa Croce porgo un caloroso benvenuto al nostro nuovo parroco don Gianluca, benvenuto nella nostra comunità, poco più di una piccola grande famiglia, ma oserei dire benvenuto a casa, perché da alcuni anni Santa Croce è anche casa tua, da quando abbiamo avuto modo di condividere con te il percorso che ci ha portato all’Unità Pastorale con San Pellegrino. Permettetemi però di salutare con affetto e di dare il benvenuto anche a don Pierangelo che recentemente il Vescovo Francesco ha nominato Vicario Interparrocchiale dell’Unità Pastorale e che già da diversi mesi è anche lui è sempre più spesso a Santa Croce.

Qualche domenica fa, con un poco di emozione, abbiamo reso grazie al Signore per il servizio di don Sergio in mezzo a noi, oggi, nel giorno della Festa della Madonna del Rosario, una ricorrenza molto sentita dalla nostra comunità, siamo qui per lodare il Signore e ripetere ancora una volta “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”.

Trovi una comunità pronta a riprendere il cammino con un nuovo compagno di viaggio, con una nuova guida, simbolo di Gesù buon Pastore. La presenza del Parroco è infatti per noi molto preziosa: ci aiuta a riconoscerci discepoli e a mettere insieme le nostre sensibilità e le nostre diversità.

Da molti anni ormai anche Santa Croce ha abbandonato le processioni con le confraternite, i paggetti, le figlie di Maria, le consorelle, i disciplini, i giovani di San Luigi, che erano espressioni di una fede d’altri tempi, questo non significa che non ci sia più. La nostra fede non è cambiata, e tantomeno tradita, bensì approfondita e messa in sintonia con le più profonde esigenze di oggi. E’ una fede più matura, che però ci permette di fare quotidianamente esperienza concreta della misericordia di Dio.

Caro don Gianluca il tuo essere qui viene dal Signore e dalla vocazione che ha coinvolto tutta la tua vita. Anche questo ci fa bene, ci ricorda che il Signore chiama e che la gioia di ciascuno di noi sta nel rispondere con generosità.

Con emozione accogliamo oggi il dono della tua presenza in mezzo a noi. Sarai per noi Padre e Maestro, ma anche fratello, e con Te condivideremo sforzi ed iniziative per edificare sempre più la Chiesa e annunciare il regno di Dio che è vicino ad ogni uomo. Noi ti assicuriamo la nostra buona volontà, ti offriremo le nostre idee ma soprattutto le nostre preghiere perché la tua missione sia sempre sostenuta dalla Grazia.

Sarai pastore di due Parrocchie San Pellegrino e Santa Croce, siamo certi che per te non saremo la parrocchia di serie B, anche se molto più piccola di San Pellegrino. L’Unità pastorale, con il tuo aiuto, sarà una vera ed unita Comunità Cristiana che respira, come hai detto nella tua lettera di saluto, con due polmoni ma con un solo cuore e un unico obiettivo: Gesù Cristo!

A Santa Croce, la Canonica, in questi giorni con le luci spente perché disabitata, non vogliamo diventi un ulteriore luogo chiuso, quasi a testimoniare lo spopolamento delle comunità di montagna, speriamo che diventi invece “la casa di tutti”, il centro della comunità, un luogo di idee, di dialogo, di scambio e di crescita cristiana per tutti i parrocchiani di Santa Croce, Antea, Spettino e Caderizzi, ma, perché no, anche dell’intera unità pastorale.

Siamo certi inoltre che saprai prenderti cura anche di quell’esperienza educativa che è la nostra Scuola materna parrocchiale, ora unita in associazione con la scuola materna di San Pellegrino, nell’Associazione Santa Teresa di Calcutta, anche questa per la nostra comunità è importante, significa difendere il diritto dei bambini all’educazione, perché la scuola materna è una “scuola”, non è un’esperienza ludico-ricreativa, non è più soltanto l’asilo di una volta.

Troverai inoltre la massima collaborazione anche dalla nostra Unione Sportiva, che da anni gestisce con passione e con competenza il campo sportivo di proprietà parrocchiale, che è diventato il luogo di incontro e di aggregazione non soltanto giovanile. Un patrimonio prezioso, un punto di riferimento, il luogo dove non solo si pratica attività sportiva, ma vuole diventare la palestra che porta al superamento dell’individualismo e dell’auto-affermazione che sembrano costituire una cifra comune del mondo adulto, che ha inevitabilmente contagiato anche il mondo giovanile. Infatti la partecipazione e l’appartenenza ad un progetto condiviso – sia esso civile o religioso – sono sempre più difficili anche nelle piccole realtà, poiché la soddisfazione del bisogno del singolo, o tutt’al più del proprio nucleo familiare, tende ad essere prioritaria rispetto all’adesione ad un progetto collettivo.

Troverai la massima collaborazione da tutti i tuoi nuovi parrocchiani, di tutte le “contrade o frazioni” che compongono la tua nuova parrocchia da Antea, Spettino e Caderizzi che, pur nella diversità della loro storia, hanno, da alcuni anni, intrapreso un cammino di unità e collaborazione. Mai come ora si sentono unite e partecipi ad un unico progetto.

Insieme ci affidiamo all’intercessione di Maria, Beata Vergine del Rosario, affinché possa accompagnare il nostro cammino con il motto che quest’anno scalderà la nostra azione di crescita nella fede ed in umanità: “Ultreya … Suseya, sempre avanti … sempre più in alto”, che vuole essere un reciproco incoraggiamento sul percorso che stiamo per intraprendere insieme.

Don Gianluca, benvenuto nella tua nuova casa, nella tua famiglia; che il Signore ti e ci benedica.

Il Saluto del Sindaco

BENVENUTO A DON GIANLUCA
La coincidenza vuole che questo saluto di benvenuto sia il mio primo atto ufficiale quale Sindaco della nostra cittadina e non è retorica dire che mi fa molto piacere e mi emoziona esercitarlo in questa occasione qui a Santa Croce.
Lunedi 4 ottobre, il primo messaggio di auguri che ho ricevuto è stato il Tuo e con i complimenti mi assicuravi la Tua preghiera e benedizione, perché di uno sguardo benevolo dall’Alto………avrò certo molto bisogno.
Caro Don Gianluca, a nome della comunità civile di San Pellegrino Terme il più sincero saluto e augurio di benvenuto nelle comunità di Santa Croce, Spettino, Antea e Caderizzi, come guida di questa nuova e ulteriore Parrocchia che Sua Eccellenza il Vescovo di Bergamo ha voluto affidare alla Tua responsabilità.
Una Parrocchia, la cui guida spirituale e non solo, non potrà come in passato essere presente in forma esclusiva in questa porzione di territorio. Una situazione nuova che è la prova più difficile che Ti attende e attende insieme a Te, le comunità che ti appresti a guidare.
Per i fedeli di queste comunità che hanno sempre avuto la fortuna della presenza continua del Parroco (Santa Croce dal 1482) non è stato facile accettare questa nuova condizione.
Siamo in presenza di gente molto legata alle tradizioni e, fra le tradizioni e la fede, la figura del Parroco continua ad essere vista come un indispensabile punto di riferimento. Un faro come si usa dire oggi.
Come sai l’Amministrazione Comunale in questi anni ha fatto tutto il possibile per mantenere servizi e creare presupposti per fare in modo che queste frazioni, Santa Croce in particolare, rimangano vive e vissute.
Sarebbe un grosso dispiacere e una sconfitta per tutti se il venir meno della figura di un Parroco dedicato ai bisogni esclusivi di queste comunità, avesse come conseguenza l’avvio di un percorso inverso.
Per questo motivo, desidero assicurarti che l’impegno dell’Amministrazione Comunale non verrà meno e saremo al Tuo fianco per il bene della nostra gente.
Caro Don Gianluca, avrai modo di constatare come i tuoi parrocchiani siano persone determinate, concrete, solidali e generose.
Questa sarà la forza che Ti aiuterà e aiuterà loro a superare le inevitabili difficoltà che si presenteranno.
Se dovessero capitare, io Ti auguro non succeda mai, giorni difficili, dal fondovalle sali tra questi luoghi e la loro bellezza ti sarà di aiuto.
Un abbraccio fraterno.


SALUTO E AUGURIO di don Gianluca

Un DESIDERIO

  1. PRENDERE PARTE

C’è un’affermazione potente racchiusa nella seconda lettura di oggi che abbiamo appena ascoltato. Eb 4,15a: “Infatti, non abbiamo un Sommo Sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre sofferenze”. E continua al v. 16: “Accostiamoci, dunque, con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno”.
C’è un unico Sommo Sacerdote. Noi lo siamo per adozione. Noi intendo tutti i battezzati e, per un dono gratuito e immeritato, noi ministri ordinati. Ma unico è il Sommo Sacerdote, il Buon Pastore che tutti raduna e conduce a pascoli verdeggianti. Ogni sacerdote è chiamato a guardare e ad aderire a Cristo, e far scoprire sempre più ai fedeli questo polo di attrazione, a cui accostarsi e da cui ricevere ogni dono.
Ho avuto la grazia di intuire questa verità fin da piccolo, dentro il perimetro e la genuinità di fede respirata con gli affetti più cari. Ed è stato tutto un crescendo.
Ho rafforzato e coltivato questa verità (aderire a Cristo) nei luoghi e con le persone che ho abitato e che ho incontrato. E con quelli che ho scelto e dai quali ho imparato molto.
Ho deciso di farla diventare la mia identità, con quel sì che rinnovo ogni giorno e che mi ha portato a servire e testimoniare Lui dovunque sono stato.
Da sei anni mi trovo in questa porzione di Chiesa della Val Brembana, come parroco di San Pellegrino e, con il solenne ingresso di oggi, come parroco di Santa Croce in quel progetto e cammino di Unità, che dopo tre anni, si avvalora sempre di più. E qui vorrei ringraziare sentitamente don Sergio per il suo ministero in questa Comunità, per la nostra amicizia e per il lavoro condiviso in questi anni di collaborazione vera e feconda.
All’inizio di questo settimo anno di presenza, e che segnerà il venticinquesimo anniversario di ordinazione sacerdotale, condivido con voi il ministero che ci accomuna e che ci farà camminare e crescere in questa avventura insieme: PRENDERE PARTE.
Sì, come Gesù, prendere parte, non solo alle debolezze, ma anche ai sogni, alle speranze e alle attese presenti nei cuori di tutti noi, per essere aiutati e aiutarci al momento opportuno. Non so se sarò all’altezza delle attese e corrisponderò ai desideri. Credo di no. Ma statene certi, che con il discernimento dello Spirito e con la ricerca della Sapienza divina, cercherò di compiere la Sua Volontà e portare a compimento le promesse di Dio su questa Comunità, sulla nostra Unità e sulla Chiesa del futuro.
Prendere parte significa tradurre e far abitare il progetto di Dio nella nostra vita, nella nostra fede, nel nostro cammino insieme, di unità.
Prendere parte vuol dire dare respiro a quella Chiesa del futuro che, con Papa Francesco e il Sinodo, da pochi giorni iniziato, ci impegneremo a costruire, resistendo a quanto ce lo impedirà e discernendo con sapienza tutto ciò che contribuirà a realizzarla.
Questo è il primo augurio che facciamo al nostro cammino insieme: prendere parte.

Un IMPEGNO

2. SERVIRE E DARE LA PROPRIA VITA

C’è un atteggiamento che vogliamo fare nostro. Lo raccogliamo dall’episodio evangelico e chiediamo a Gesù, fin da subito, di purificarlo.
È lo stesso che presentano i figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni: “Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo”. Non cadiamo mai, però, nella stessa loro arroganza: quello di pretendere di avere da Lui ciò che noi vogliamo. Ci capiti, invece, sempre di più, di metterci tutti a far crescere il servizio, il dono di sé per diffondere il Vangelo e far riflettere ciò che Lui vuole e ciò che Lui ci comanda. Facciamo nostra la preghiera di Sant’Agostino: “Signore, dammi (ci) ciò che mi (ci) comandi”. Senza pretendere, ma, sempre di più, discernendo e facendo crescere il Regno e la sua Giustizia.
Questo è il secondo augurio che facciamo al nostro cammino insieme: dacci ciò che comandi, ossia servire e dare la vita come Te e far crescere il tuo desiderio di vita e di fecondità per questa Comunità e per la nostra Unità Pastorale.

Un GRAZIE

3. GRATITUDINE E RICONOSCENZA

Sulla scia di quanto detto, io stesso, volentieri, con la mia passione e i miei limiti, rispondo al mandato del Vescovo e alla chiamata di Dio a prendere parte al cammino della Chiesa del futuro della nostra Parrocchia di Santa Croce e dell’unità Pastorale (un cuore, due polmoni), con lo stile del servizio preceduto sempre dal “che cosa sono disposto a mettere in gioco io, che cosa sono disposto a dare, e come darlo … prima di…”.

Semplicemente grazie a tutti e a ciascuno, alla mia famiglia con mia mamma, i miei fratelli, Alberto e Giorgio con le loro famiglie, e Claudio che ci segue da casa con Ketty e il dono meraviglioso che sta venendo alla luce; un grazie a don Pierangelo per l’intesa, la fraternità e la feconda collaborazione a beneficio della Comunità e delle sue frazioni (insieme a Santa Croce, Antea, Spettino, Cà De’ Rizzi); un grazie a don Gianluca Salvi che con la sua presenza e presidenza ha portato la vicinanza e la benedizione del Vescovo e il dono di un’amicizia radicata in Cristo; un grazie al Sindaco neo eletto, Fausto Galizzi, per il suo saluto e a Vittorio per l’amicizia e la collaborazione cresciuta nel tempo e per il lavoro enorme compiuto in tanti anni di servizio attento e premuroso; e un immenso grazie a tutti e a ciascuno per la splendida e vera accoglienza, segno eloquente della stessa volontà a prendere parte tutti dell’unico grande sogno e desiderio di Dio: aderire a Lui e servire come Lui.

Ultreya … Suseya
Sempre più avanti, sempre più in alto
GRAZIE!