Il nostro contributo ad un grande progetto

Pubblichiamo la lettera della Fondazione Piero e Lucille Corti per LACOR HOSPITAL con i ringraziamenti per il nostro contributo.

Abbiamo anche aggiunto sotto una breve informativa sull’attività di questo importante ospedale.
Una storia da leggere perché ci aiuta a riflettere.
Buona lettura!

IL ST. MARY’S LACOR HOSPITAL

Storia – Il St. Mary’s Hospital Lacor, più noto come Lacor Hospital, è situato nel distretto di Gulu, Nord Uganda. Nato nel 1959 come piccolo presidio sanitario fondato dai missionari Comboniani, nel 1961 viene affidato ai coniugi Piero Corti e Lucille Teasdale, pediatra lui e chirurga lei. A quell’epoca il Lacor consiste in un ambulatorio, una maternità e una trentina di letti. I due medici dedicano l’intera vita a svilupparlo in termini di strutture, capacità e competenze locali.

Nel corso della sua storia l’ospedale affronta innumerevoli emergenze, tra cui dittature, conflitti armati e un’epidemia di ebola nel 2000. Nonostante le difficoltà, la struttura continua a crescere e a fornire cure e assistenza.

In oltre cinquant’anni di attività il Lacor diventa così uno dei maggiori ospedali non a scopo di lucro dell’Africa equatoriale. Oggi rappresenta una delle poche speranze di guarigione e di salvezza per centinaia di migliaia di persone ogni anno.  

Il Lacor Hospital ha 600 dipendenti ugandesi

Obiettivo – Offrire “le migliori cure possibili al maggior numero di persone e al minor costo”, garantendo quindi assistenza medica senza discriminazioni di sesso, razza, stato sociale, religione o affiliazione politica.

Al Lacor, infatti, chi non è in grado di contribuire viene curato gratuitamente. In un’area in cui la maggior parte della popolazione vive in povertà, infatti, curarsi è spesso difficile, se non impossibile. Qui anche una spesa modesta è insostenibile: disporre di 20 euro per curarsi spesso significa dover vendere i pochi averi o chiedere prestiti al villaggio.

Capacità di cura – Ogni anno l’ospedale accoglie e cura oltre 250 mila pazienti provenienti da tutto il territorio nazionale e anche da oltre confine. Di questi, l’80% sono bambini e donne, i più colpiti dalla povertà e da condizioni di vita estreme.

Il Lacor offre quotidianamente cure specialistiche in medicinachirurgia, pediatria e ostetricia-ginecologia. Dispone di 554 letti di cui 72 nei tre Centri sanitari periferici, situati in un raggio di 40 km dall’ospedale. Mediamente, ogni giorno sono presenti in ospedale 600 pazienti ricoverati e 600 sono visitati negli ambulatori. Dal 1988 a oggi il Lacor Hospital ha curato oltre 5,8 milioni di persone.

Formazione e lavoro – Il Lacor Hospital ha 600 dipendenti ugandesi, inclusa la direzione, ed è uno dei principali datori di lavoro privato del Nord Uganda. In un paese dove è tuttora difficile reperire personale sanitario specializzato, con 200 studenti esterni il Lacor è polo universitario della Facoltà di Medicina dell’Università Statale di Gulu e sede di tirocinio obbligatorio per medici neolaureati nelle tre facoltà governative.

Formare le persone che prenderanno il nostro posto (Lucille Teasdale)

Inoltre il Lacor offre numerosi corsi di formazione professionale: ogni anno oltre 500 studenti residenti frequentano le sue scuole per infermiere, ostetriche, tecnici di laboratorio e anestesia, assistenti di sala operatoria.

Per sopravvivere ai decenni di isolamento l’ospedale ha dovuto allestire officine per costruzioni, riparazioni e manutenzione che permettono a muratori, carpentieri, elettricisti e meccanici di essere il più possibile autosufficiente, e nel contempo apprendere un mestiere.

Sviluppo sociale – Accanto alla formazione sanitaria, dal 2008 l’ospedale ha avviato progetti di sviluppo delle competenze manageriali del personale, essenziali per assicurare la gestione efficiente di una realtà strutturata e complessa.

In seno all’ospedale inoltre – grazie a un fondo di partenza di 45.000 dollari – nel 1997 è nata una cooperativa di credito che ogni anno concede 500 prestiti ai propri dipendenti. Oltre il 90% dei prestiti richiesti sono utilizzati per l’educazione dei figli, propri e della famiglia allargata. Migliaia di bambini hanno ricevuto un’educazione grazie a quest’opportunità e alla stabilità dell’impiego offerto dall’ospedale.

SROI (Social Return on Investment) – Il cambiamento che la presenza dell’ospedale ha prodotto è stato misurato in termini monetari da un’analisi curata dal Centro studi Lang sulla Filantropia strategica e supportato da Fondazione Cariplo. Da esso è emerso che per ogni euro donato al Lacor Hospital sono stati generati 2,92 euro di benessere per la collettività dei distretti circostanti (per questo calcolo è stato usato l’indicatore SROI -Social Return on Investment).


IL CONTESTO IN CUI OPERA L’OSPEDALE

L’Uganda è uno Stato dell’Africa Orientale con capitale Kampala. Non ha sbocchi sul mare, confina a nord con il Sud Sudan, a est con il Kenya, a sud con la Tanzania e il Ruanda e a ovest con la Repubblica Democratica del Congo.

Storia – Considerata la “Perla d’Africa” negli anni del protettorato britannico, l’Uganda si conquista una fama diversa poco dopo l’Indipendenza, ottenuta nel 1962, quando la situazione nel Paese degenera a causa di ripetuti colpi di stato. Sotto dittatori dai nomi tristemente noti, come Milton Obote e Idi Amin Dada, il Paese si avvia verso il tracollo economico e sociale. La guerra Uganda-Tanzania (1979) inaugura una serie di conflitti civili.

Nel 1986, con la presa del potere da parte del Presidente Yoweri Museveni, tuttora in carica, il sud inizia lentamente a ristabilirsi, mentre nel nord nascono movimenti di ribelli contro il governo. A prevalere fra questi è il feroce LRA (Lord’s Resistance Army) di Joseph Kony, movimento paramilitare di ispirazione messianica che per vent’anni tiene sotto scacco il nord con efferati crimini contro la sua stessa gente. Al termine di questo periodo di conflitto, due milioni di persone hanno abbandonato le proprie terre e vivono, in condizioni disperate, nei campi per sfollati, mentre trentamila bambini, secondo le stime più conservative, sono stati rapiti dai guerriglieri per ingrossare le file del loro “esercito”.

Nel 2007 i ribelli si spostano a quasi mille km di distanza, nelle foreste tra Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana, dove continuano a seminare il terrore. Nel nord Uganda torna invece la pace.

Condizioni economiche e sociali – L’Uganda è composta da più di trenta diversi gruppi etnici, la maggior parte della popolazione vive di agricoltura di sussistenza. Attualmente il reddito pro-capite delle famiglie è ancora molto basso: circa il 35% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Il tasso di mortalità infantile è altissimo: novanta bambini su 1.000 nati non arrivano ai 5 anni d’età a causa di malaria, polmonite, diarrea, malnutrizione. L’emergenza sanitaria è grave, soprattutto nel Nord. Gli indicatori sanitari del Paese sono tra i peggiori a livello internazionale: ci sono 1,7 medici ogni diecimila abitanti e 13 ostetriche ogni diecimila mamme.

L’Uganda è uno dei Paesi con il più alto tasso di natalità al mondo: la media di figli per donna è di 5,9 (in Italia siamo a 1,3).  Nella classifica UNDP (United Nations Development Programme) 2014, il Paese si posiziona al 164° posto su 187, con un indice di sviluppo umano pari a 0,484 e una speranza di vita alla nascita di soli 59,2 anni. Questo indicatore è calcolato tenendo conto dei diversi tassi di aspettativa di vita, istruzione e reddito nazionale lordo pro capite.

LA FONDAZIONE PIERO E LUCILLE CORTI – ONLUS

Nasce nel 1993 a Milano per volontà dei coniugi Piero Corti e Lucille Teasdale e oggi è il principale sostenitore dell’ospedale; a guidarla è l’unica figlia di Piero e Lucille, Dominique Atim Corti.

La Fondazione, attraverso la ricerca costante di fondi, di beni e di competenze, garantisce un imprescindibile sostegno economico e tecnico che permette all’ospedale di concentrarsi sulle priorità locali e nel contempo mantenere la continuità dei servizi offerti.

L’attività di Fondazione Corti è possibile solo grazie alla solidarietà e alla generosità dei donatori italiani ed esteri: privati cittadini, famiglie, medici, gruppi di amici, aziende e fondazioni erogative.  

COME SOSTENERE IL LACOR HOSPITAL
– Con bonifico bancario intestato a Fondazione Corti
IBAN: IT23 H05 6 9601 6000 0000 5945 X61
– Con bollettino postale intestato a Fondazione Corti
C/C Postale n. 37260205
– Online con carta di credito direttamente dal sito www.fondazionecorti.it


LE DATE SALIENTI DEL ST. MARY’S LACOR HOSPITAL

1959 – Nella savana del Nord Uganda i Missionari Comboniani fondano un piccolo ospedale per conto della Diocesi di  Gulu: il St. Mary’s Hospital Lacor.

1961I due giovani medici Piero Cortie Lucille Teasdale giungono al Lacor Hospital. La loro collaborazione si trasformerà nell’impegno di un’intera vita. In questo anno si completa la costruzione dei quattro reparti principali (ostetricia e ginecologia, pediatria, medicina, chirurgia e sala operatoria).

1973 – Si inaugura la scuola per Infermieri Professionali. Negli anni successivi, 1974 e 1976, vengono aperti i tre Centri sanitari periferici del Lacor.

1980 – In Italia, in Brianza, si costituisce il Gruppo d’Appoggio del Lacor formato da volontari impegnati a raccogliere e spedire beni necessari al funzionamento dell’ospedale. Negli anni ’80-’90 l’ospedale è sostenuto anche dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione.

1983 – Il Lacor ottiene l’approvazione per diventare sede di tirocinio dei medici ugandesi neolaureati. Sempre negli anni ’80 vengono ampliate le strutture dell’ospedale. Oltre a rafforzare i reparti di medicina, pediatria, maternità e clinica, si aprono tre nuove sale operatorie, una sala dentistica, laboratori di patologia, endoscopia, fisioterapia.

1986Piero e Lucille Corti ricevono il premio Sasakawa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un riconoscimento importantissimo a cui, negli anni, se ne aggiungeranno molti altri, tra cui l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine del Merito del Canada ricevuta da Lucille e la Medaglia d’argento al Merito Civile italiana ricevuta da Piero.

1986-1989 – In questo periodo i diversi gruppi ribelli compiono incursioni all’interno dell’ospedale anche più volte alla settimana: cercano soldi, farmaci e se non sono soddisfatti rapiscono le infermiere per chiedere un riscatto. Le infermiere durante questi anni effettuano il turno di notte in abiti civili per potersi confondere con i parenti dei malati e ridurre il rischio di essere rapite durante un’incursione. I gruppi ribelli del Nord nel 1987 confluiscono nel Lord’s Resistance Army, che si distinguerà per atrocità. Nel 1989 l’ultima incursione in ospedale ha come scopo il rapimento di Piero e Lucille che sono partiti pochi giorni prima per una vacanza. Al loro posto è il giovane medico ugandese dottor Matthew Lukwiya, vice di Piero, che si presenta ai guerriglieri in qualità di responsabile dell’ospedale. Viene rapito insieme ad alcune infermiere e rilasciato una settimana dopo. Piero e Lucille, che nel frattempo sono rientrati precipitosamente al Lacor, decidono di chiudere l’ospedale ma gli anziani e i responsabili dei villaggi chiedono ai ribelli di risparmiare da lì in poi l’ospedale che è l’unico presidio sanitario rimasto funzionante nell’area. Effettivamente, nonostante la guerra continui a imperversare con violenza fuori dai suoi cancelli fino al 2006, non vi saranno più incursioni all’interno della struttura.

1993 – Piero e Lucille danno vita alla Fondazione Corti, con l’obiettivo di contribuire a sostenere l’ospedale in modo duraturo, attraverso la ricerca di fondi, beni, servizi e competenze.

1995 – L’Accademia dei Lincei conferisce al St Mary’s Hospital il premio Antonio Feltrinelli per un’impresa eccezionale di alto valore morale e umanitario.

1996 – La Conferenza Episcopale Italiana inizia a sostenere il Lacor Hospital con progetti di sviluppo.

1995-2006 – Durante un periodo della guerra civile durata 25 anni, il Lacor accoglie ogni sera fino a 10.000 “pendolari della notte”, donne e bambini soprattutto, in cerca di un luogo sicuro dove trascorrere la notte, al riparo dagli attacchi dei ribelli dell’LRA. Secondo l’Unicef sono più di 30mila i bambini che furono rapiti nel Nord Uganda per essere costretti a diventare “bambini soldato”.

2000 – Scoppia una terribile epidemia di ebola. Il Lacor è in prima fila per tentare di contenerla: il dottor Lukwiya, direttore sanitario, è il primo a capire di cosa si tratti, quindi avvia e dirige la lotta per contenere la diffusione del male. Morirà contagiato dal virus, come 12 altri membri dell’ospedale, dopo aver prestato cure a tantissimi malati.

2002Dominique Corti, unica figlia di Piero e Lucille, viene nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. L’anno successivo diventa Rappresentante Legale e Presidente della Fondazione, viene in oltre nominata membro del Consiglio di Amministrazione del Lacor Hospital.

2004– Alla memoria di Piero e Lucille Corti viene conferita la Medaglia d’oro al Merito Civile della Repubblica Italiana.

2008 – Il Dottor Bruno Corrado, che ha diretto il Lacor Hospital dopo Piero Corti, consegna la dirigenza dell’ospedale ai colleghi ugandesi che vi lavorano da oltre vent’anni e si sono preparati a tale scopo. Sono il Dottor Opira Cyprian, Direttore Generale, al Lacor Hospital dal 1985, il Dottor Odong Emintone, Direttore sanitario, al Lacor Hospital dal 1989, e il Dottor Ogwang Martin, Direttore affari istituzionali, al Lacor Hospital dal 1992.

2008-2013 – Il Lacor Hospital è beneficiario del grande progetto di intervento di Fondazioni4Africa, guidato da Fondazione Cariplo.

2011 – Il Lacor Hospital viene riconosciuto come Best National Referral Hospital in Uganda.

2012-2015 – Il Lacor Hospital è beneficiario di NUHealth, un importante e innovativo progetto finanziato dalla cooperazione inglese UKAid nel nord Uganda. 


I PROTAGONISTI DEL LACOR HOSPITAL

Lucille Teasdale e Piero Corti fondatori del Lacor Hospital

Piero e Lucille
Pero Corti nasce a Besana nel 1925, quinto dei dieci figli di un imprenditore della Brianza, si laurea in medicina nel 1950.
Lucille Teasdale nasce a Montréal in Canada nel 1929, quarta dei sette figli di un piccolo commerciante, si laurea in medicina nel 1955. Si incontrano nel 1958 al St. Justine, ospedale pediatrico universitario di Montréal: Lucille vi inizia la specializzazione in chirurgia pediatrica e Piero effettua un tirocinio durante la specializzazione in pediatria all’Università di Pavia. Entrambi sognano d’essere “medico in missione”. Piero ritorna in Italia, conclude la specialità e al rientro da un viaggio in India e Africa accetta l’invito di Monsignor Cesana di stabilirsi a Gulu, in nord Uganda. Mentre sta organizzando la partenza dall’Italia, riceve una cartolina da Lucille, che ha vinto una borsa di studio per l’ultimo anno di specialità e si trova a Marsiglia, in attesa di prendere il posto a Parigi. Si incontrano a Milano e a Marsiglia; Lucille accetta di accompagnare Piero a Gulu “per un paio di mesi” e avviare la chirurgia al St. Mary’s. Ritornata per breve periodo in Europa, Lucille accetta la proposta di matrimonio di Piero. Si sposano il 5 dicembre 1961 nella cappella delle Suore Comboniane dell’ospedale. Rimarranno al Lacor tutta la vita, impegnandosi a dirigerlo e svilupparlo, trovando loro stessi i finanziamenti, inizialmente nella cerchia di parenti e amici.


Matthew Lukwiya

Il “dottor Matthew”
Matthew Lukwiya nasce nel 1957, è membro della tribù degli Acholi e cresce nella città di Kitgum. Dopo aver conseguito la laurea in medicina all’Università di Makerere, Lukwiya entra a far parte del programma di tirocinio avviato in quello stesso anno presso il St. Mary’s Hospital Lacor. La sua bravura, unita al profondo legame di fiducia instaurato con Piero e Lucille, lo portano a diventare, nel 1997, Dirigente Sanitario dell’ospedale. Nel 1998 è rapito, insieme ad alcune infermiere, dai ribelli dell’LRA. Vengono rilasciati dopo una settimana, e grazie a una presa di posizione degli anziani locali non si avranno più incursioni dei ribelli in ospedale, nonostante gli anni di guerra che si prolungheranno fino al 2006.

Nel dicembre del 1998 lascia per un breve periodo la direzione della struttura per seguire la famiglia, trasferitasi a Kampala. In quello stesso anno, richiamato in ospedale per indagare su alcune morti sospette capisce che la causa è riconducibile a una febbre emorragica, probabilmente ebola. Svolge un ruolo decisivo nell’identificazione e nel controllo del virus organizzando tempestivamente l’ospedale per far fronte alla situazione e avvisando il WHO (World Health Organization). Da quel momento il “dottor Matthew” continua a supportare il personale dell’ospedale e a mantenere misure di sicurezza per evitare la diffusione dell’epidemia, che grazie ai suoi sforzi e a quelli del coraggioso personale non deflagra come potrebbe. La sua cautela però non basta a evitargli il contagio. Lukwiya, probabilmente, contrae il virus dimenticandosi di indossare gli occhiali protettivi mentre tenta di soccorrere uno dei suoi colleghi. Si spegne pochi giorni dopo, il 5 dicembre del 2000.


BIBLIOGRAFIA E FILMOGRAFIA

Mauro Fermariello, Ritorno al Lacor
Appunti di viaggio in un grande ospedale africano, 2016


Bonanate M., Bevilacqua F., I bambini della notte, Milano, Il Saggiatore, 2014

I cosiddetti bambini della notte sono le migliaia di piccoli che, negli anni della guerra civile, si rifugiavano all’interno del Lacor Hospital per trascorrere la notte al sicuro, per non essere rapiti dai guerriglieri e obbligati a diventare “bambini soldato”.


Marcello Bumbica, Other Worlds – Storie degli altri mondi, 2014

Documentario in 11 episodi trasmesso da Sat2000 tra ottobre 2015 e gennaio 2016. (www.tv2000.it).
Racconto della vita e delle storie che s’intrecciano all’Ospedale St. Mary Lacor di Gulu, in Uganda. Luogo unico in tutta l’Africa, per storia e caratteristiche. Si trova nella savana nel nord, dove fu fondato nel 1959 per volontà dei missionari comboniani. Negli anni è diventato sempre più grande, grazie all’impegno dei coniugi Piero Corti, pediatra italiano, e Lucille Teasdale, una delle prime donne chirurgo canadesi, e al sostegno dei fondi derivanti dall’8xMille.


Fondazione Corti (a cura di), Dal sogno alla realtà – Lettere dal Lacor Hospital, Uganda, Bergamo, Corponove Editrice, 2009  
Raccolta di lettere, frammenti di diari e testi scritti da Piero, Lucille e loro collaboratori.


Michel Arsenault Un sogno per la vita
Lucille e Piero, una coppia di medici in prima linea.  E’ la storia personale di Piero e Lucille Corti – Paoline Editoriale Libri – 1999


PER APPROFONDIMENTI …

Il sito della Fondazione – www.fondazionecorti.it 

La storia dell’ospedale:

Il Lacor Hospital oggi:

Un video con testimonianze:

Breve documentario sul Lacor Hospital / di Marcello Bumbica

Il blog  http://www.truestories.it/ da cui nasce l’idea del libro fotografico Ritorno al Lacor