Gian Paolo Cavagna




Giovanni Paolo Cavagna: visioni, apparizioni, miracoli. La prima mostra monografica

“Visioni, apparizioni miracoli. La pittura di Giovan Paolo Cavagna e la mostruosa meraviglia” è la prima mostra monografica dedicata all’artista che visse a Bergamo la sua stagione più produttiva. La mostra, che si terrà al museo Bernareggi a partire dal prossimo 9 febbraio fino al 6 maggio 2018, vuole porsi come obiettivo, non solo quello di far conoscere l’artista al grande pubblico, ma intende anche comprendere se le opere riscoperte sono ancora in grado, come all’epoca del pittore, di suscitare sentimenti di elevazione spirituale nell’uomo contemporaneo.

Come ha evidenziato Giuseppe Giovanelli, presidente della Fondazione Adriano Bernareggi:”Cavagna è stato in grado di interpretare il suo tempo attraverso la sua arte”.

L’esposizione, a cura di Simone Facchinetti, è promossa dall’Ufficio Beni Culturali e Ufficio Pastorale della Cultura della Diocesi di Bergamo ed è progettata e realizzata in collaborazione con Credito Bergamasco, con il sostegno di Fondazione Cariplo della Comunità Bergamasca e del Comune di Bergamo. “Fondamentale è stata anche la campagna di restauri che ha coinvolto in primis le opere che si trovavano in condizioni conservative meno ottimali”, ha spiegato Don Fabrizio Rigamonti, direttore dell’ufficio Beni Culturali della diocesi di Bergamo.

“Compito di un museo diocesano come il Bernareggi doveva essere anche quello di permettere un incontro tra fede e arte come i dipinti di Cavagna, vere e proprie ricchezze che non sempre nel nostro territorio vengono valorizzate”.

Una pittura, quella di Paolo Cavagna, che si sviluppa in un’epoca segnata dallo spirito della Controriforma, in un periodo teso al radicale rinnovamento, sia nell’ambito dei costumi religiosi sia in quello degli edifici sacri. “Il titolo della mostra”, spiega il curatore Simone Facchinetti:”vuole alludere a tre differenti gradi di ricezione e di rappresentazione del mondo ultraterreno: le visioni avvengono nel chiuso della mente, le apparizioni si manifestano tramite il senso della vista, mentre i miracoli creano degli effetti concreti sugli uomini di conversione o di guarigione”.

Con Cavagna la sfera del sacro cala progressivamente sulla terra e gli episodi miracolosi sono narrati con toni realistici, mentre anche gli oggetti stessi possono divenire causa di stupore, come il famoso coccodrillo di Ponte Nossa che sarà presente alla mostra in tutto il suo splendore, dopo essere stato studiato ai raggi x grazie alla collaborazione della Casa di Cura San Francesco e restaurato grazie al contributo del Museo Civico di Scienze Naturali “E. Caffi” di Bergamo.

L’esposizione sarà infine visibile da martedì a domenica dalle 15 alle 18.30 al costo di 5 euro, 3 euro con la riduzione. Per i bambini della scuola primaria e dell’infanzia sono previsti anche laboratori e percorsi didattici dal titolo: “Storie mostruose e meravigliose” per scoprire divertendosi la meravigliosa arte del pittore bergamasco.

da Sant’Alessandro.org

Giuditta con la testa di Oloferne e la spada – Bergamo (BG), Basilica di S. Maria Maggiore


Figlio di Giampietro, nacque a Bergamo, non si sa con esattezza in quale anno.

La data 1556 comunemente accettata è stata ricavata dalla scritta, ora scomparsa, che il Cavagna aveva aggiunto alla firma, e alla data 1591 dello stendardo dell’oratorio della Dottrina cristiana nella chiesa di S. Rocco a Bergamo: “XXXV aetatis suae” (P. Locatelli). La famiglia era originaria di Santa Croce in Val Brembana, ma il Fornoni, sulla base del testamento steso nel 1547 dal nonno del Cavagna, Gian Antonio, dice che questi si era già stabilito a Bergamo e aveva nella contrada Prato in borgo San Leonardo una bottega di tintore.

Il Tassi, che scrisse la biografia del Cavagna, nel 1793 precisava (p. 193) di aver dovuto “penar molto a poter anco rinvenirne quelle poche” notizie che pubblicò. Sappiamo che egli dimorò in vicolo Zambonate, dove il biografo poteva ancora vedere sulla facciata della sua casa tracce di affreschi con l’autoritratto del pittore (oggi la casa non è più individuabile come non resta traccia di altri affreschi, eseguiti sulla facciata di alcuni edifici sacri, ricordati dalle fonti).

Ebbe in moglie Margherita Canubina, dalla quale nacquero quattro figli: Caterina e Francesco, che divennero pittori, Giacomo Antonio, che prese l’abito talare, e Giovanni Battista. Nel 1586, ’92 e ’93 dipingeva nel palazzo civico di Bergamo e nel 1605 l’artista venne consultato a proposito dell’esecuzione del cornicione della loggia del Palazzo Nuovo (Bergomum, XIII [1919], p. 23). Dai libri matrimoniali di S. Alessandro in Colonna risulta che il 16 novembre del 1611 il Cavagna sposò in seconde nozze Caterina Minetti. Nel testamento redatto il 17 maggio 1627 lasciò in eredità ai figli alcune proprietà che aveva acquistato a Spirano e una casa sulla strada di Cologno (Fornoni).

Morì a Bergamo il 20 maggio 1627 (Arch. parrocchiale di S. Alessandro in Colonna), e fu sepolto in S. Maria delle Grazie.

L’apprendistato del Cavagna avvenne nella bottega di Cristoforo Baschenis il Vecchio (Pasta, 1775). Da questo alunnato dovette nascere certamente anche un rapporto di lavoro. La modesta personalità del maestro non pare tuttavia di sufficiente prestigio, né idonea a spiegare il fondo culturale veneziano che si individua nei dipinti cronologicamente più antichi del Cavagna. Il Tassi infatti ricorda come prima esperienza artistica del Cavagna un soggiorno a Venezia, durante il quale il pittore avrebbe studiato nella “stanza” di Tiziano. Questa supposizione potrebbe essere stata suggerita anche dal fatto che fino alla fine dell’ottavo decennio non abbiamo notizie di opere sue. Si deve ricordare a questo proposito che dal 1576 al 1578 Bergamo fu afflitta da una grave epidemia di peste, e ciò determinò la sospensione quasi totale di ogni attività artistica in tutto il territorio.

Dopo questa probabile esperienza veneziana, che si intravvede orientata non tanto in direzione tizianesca, come suggeriva il Tassi, ma piuttosto verso il Tintoretto, i Bassano (soprattutto Francesco e Leandro) e il Veronese, filtrato dagli artisti tardomanieristi dell’entroterra, il Tassi giustamente segnala un avvicinamento ai modi di Giambattista Moroni, e alla cultura lombarda, che aveva i suoi centri, oltre che a Bergamo, a Brescia e a Cremona. Infatti nell’Incoronazione della Vergine e santi della parrocchiale di Casnigo, firmata e datata 1580 (è la prima opera datata del Cavagna che si conservi), il Cavagna rielabora insieme con ascendenze venete uno schema morettiano e interpreta, filtrandolo, il luminismo del Savoldo, ottenendo risultati che sono da porsi in parallelo a quelli ricercati da Vincenzo Campi. Il sostanziale significato lombardo dei suoi orientamenti si manifesta poi nell’atteggiamento colloquiale e dimesso delle figure, nella definizione ritrattistica dei visi, nella resa serica delle vesti.

Tuttavia, sin dalla fase iniziale si riscontrano le differenze generazionali nei confronti dei suoi grandi modelli bresciani e bergamaschi: uno schema più severo che rispondeva agli intenti moralistici della Controriforma, una grandiosità icastica e un’attenzione ai “valori” della realtà rivelano il pittore ideatore di nuove iconografie religiose, modelli per la pittura naturalistica locale del Seicento; così come la spinta devozionale e gli atteggiamenti mistico-ascetici che caratterizzano le figure, rese quasi sempre a grandezza naturale, inseriscono la sua produzione in quella che è stata definita la “Counter-maniera” (S. J. Freedberg, Painting in Italy 1500 to 1600, Harmondsworth 1971).

La notorietà del Cavagna dovette affermarsi lentamente, se ancora nel 1588, pur di poter far parte dei pittori operanti per la basilica di S. Maria Maggiore, egli accettò di dipingere la pala di SGiovanni Evangelista alla condizione che se l’opera non fosse piaciuta ai committenti gli sarebbe stata respinta senza il rimborso delle spese (Tassi, I, p. 194). Dello stesso periodo sono l’Assunta della chiesa parrocchiale di Gromosone di Nese, le tele di S. Rocco (il trittico, firmato e datato 1591, con la Madonna e santiSCarlo SCaterina che presentano due devoti, le due tele che formavano lo stendardo della confraternita con la Madonnasanti e devoti SRocco e devoti, firmato e datato 1591, e la Madonna con SGiovanni Battista, SAntonio Abate, SFrancesco e SCarlo, che può considerarsi cronologicamente vicina), nonché la Madonna col Bambino e santi della collezione Astori di Bergamo.

Queste opere, per la carica naturalistica resa con eccezionale intensità, sottolineata da una luce che agisce a distanza ravvicinata e con maggior evidenza che non nel Moroni, per la naturalezza del rapporto confidenziale ed umano delle figure, appaiono come una importante testimonianza della cultura lombarda paracaravaggesca, con risultati affini a certo naturalismo iberico così da suggerire per il Cavagna una collocazione secondo la formula di H. Voss (Malerei des Barock in Rom, Berlin 1925) tra i “falsche Spanier”.

Affini alle tele di S. Rocco sono i ritratti di Don Ferrante e Sofonisba Ambiveri (Ponteselva, Bergamo), la Madonna e santi della parrocchiale di Sforzatica, SDiego della chiesa di S. Maria di Lovere e, benché databile verso la fine del secolo, la Trinità di Alzano Lombardo (Locatelli-Milesi, 1935. ill. p. 222), oltre alla Madonna del Cinto dell’Accademia Carrara. In alcune tele, come la Nascita del Battista della collezione Battaglia di Faenza. l’Ultima Cena della chiesa di S. Martino di Treviglio e quella della parrocchiale di Cologno, i brani di natura morta preannunciano, pur attraverso il bassanismo di fondo, i temi e i caratteri della pittura secentesca di genere.

Nel 1592 i rettori della basilica di S. Maria Maggiore di Bergamo affidarono al Cavagna il restauro di quattro ovati di Francesco Bassano per la volta del coro, che si erano guastati durante il viaggio da Venezia (Tassi, I, pp. 194 s.). Per la stessa chiesa il Cavagna eseguì numerose opere tra il 1592 e il 1593: la Assunta a fresco e olio nel catino dell’abside (vicino ai dipinti del Bassano), la Natività (1593), che copre la cassa del finto organo, Giuditta e Oloferne Ester e Assuero sulle pareti del presbiterio. In questi dipinti i richiami al manierismo veneto sono accompagnati dalla propensione per il naturalismo illusivo, “romanista”, dei Campi e del Cattapane e per il gigantismo di derivazione emiliana di Panfilo Nuvolone il Vecchio, artisti certamente già noti al Cavagna quando nel 1595 giunse a Cremona insieme con il suo allievo G. B. Grifoni per eseguire gli affreschi, distrutti nel 1815-17, della biblioteca degli agostiniani.

Tali caratteri compaiono anche in opere di qualche anno più tardi, come la Adorazione dei pastori nella chiesa di S. Pietro ad Alzano Lombardo, la tela dello stesso soggetto del duomo di Crema, i dipinti della parrocchiale di S. Martino a Treviglio dove il Cavagna è documentato insieme con il figlio Francesco dal 1597 (a differenza delle tele che ivi si conservano, gli affreschi furono distrutti nel rifacimento dei Galiari che però lasciarono quattro medaglioni nella cupola: vedi R. Bossaglia in Arte lombarda, IV [1959], 2, p. 324), le tele della chiesa parrocchiale di Gorlago e quelle della chiesa di S. Spirito a Bergamo.

Entro il primo decennio del Seicento sono da datare l’Assunta di Scanzorosciate, l’UltimaCena di Cologno al Serio e quella di Telgate, l’affresco con il Crocefisso e dolenti in S. Maria del Lino a Brescia, in cui i motivi veneti si intrecciano con novità emiliane, parmensi e procaccinesche e con elementi derivanti da Camillo Boccacci. Nel Seicento inoltrato gli orientamenti del Cavagna si inseriscono con una maggiore evidenza nella consistente corrente di classicismo normalizzante che era rappresentato a Bergamo da Enea Salmeggia. Rispondono a questo orientamento il Martirio di SSisto e SLorenzo nella chiesa di S. Sisto a Piacenza (1604), la Madonna e santi (1606) e i SSNicola da Bari e Bernardino da Siena in S. Bernardino in Pignolo, i Santi in gloria (1607) e la Madonna con SAnna e SFrancesca Romana (1610) in S. Alessandro in Colonna, il SAngelo carmelitano nella chiesa del Carmine, il ciclo ad affresco con Profeti ed Angeli (in ovati: due sono da assegnarsi a F. Zucco e uno al Talpino) e l’Incoronazione della Vergine nella cupola di S. Maria Maggiore, datato 1615, la Madonna del Rosario della chiesa parrocchiale di Olmo al Brembo del 1617.

Nel Miracolo di SMartino di Alzano Lombardo (1620), nel Miracolo dei fiori in S. Alessandro in Colonna, e nel Miracolo annuale dellacqua nella chiesa di S. Benedetto sempre a Bergamo, entrambi del 1621 (l’ultimo inciso da G. Locati presso Wagner) e in generale nelle opere più tarde, ricompare una narrazione piana e popolare che, pur in una luce meno contrastata, ancora una volta mette in evidenza la propensione per i valori della realtà che avevano caratterizzato i dipinti dell’ultimo decennio del Cinquecento. L’ultima attività del pittore è da rintracciare nella pala con Madonna e santi di S. Grata a Bergamo, e nelle Stimmate di sFrancesco nella chiesa parrocchiale di Vilminore (1625), nelle quali tuttavia si devono notare interventi di aiuti.

Attualmente la fama del Cavagna è affidata alla ritrattistica. Coevo ai ritratti dei Coniugi Ambiveridi Ponte Selva è il ritratto dell’Organista Lorenzo già della galleria Heim di Parigi (Longhi, 1957), che rivela, insieme con reviviscenze del Moroni e dell’Anguissola, esperimenti non dissimili da quelli tentati nello stesso periodo dal giovane Caravaggio. Riallacciandosi alla tradizione savoldesca, il Cavagna ripropone il ritratto a mezza figura, come nel Flautista del museo di Algeri, attribuitogli dall’Arcangeli (Longhi, in Paragone, IV [1953], 41, p. 25), che per spontaneità e confidenziale naturalezza ancora una volta è da porsi in parallelo con le mezze figure giovanili del Merisi; e nel ritratto più aulico del console Gian Gerolamo Albani (di cui è ignota l’ubicazione), in cui le qualità brillanti e cangianti dei colori, che appaiono il risultato degli orientamenti veneziani del Cavagna, permettono di datarlo tra la fine del Cinquecento e i primissimi anni del secolo successivo (vedi anche per bibliografia precedente A. Locatelli-Milesi, Dipinto del Cavagna attribuito al Greco, in Bergomum, XXVIII [1934], pp. 94 s.). Nel ritratto di Gentiluomo del Museo Bardini di Firenze, firmato e datato 1600 (Bergomum, XXIII [1929], p. 127), il Cavagna si ricollega alla tradizione del ritratto a figura intera, introdotta a Bergamo dal Moroni.

Fonti e Bibliografia:
Cremona, Biblioteca governativa e Bibl. civica, ms. A. a. 1.90.1: Pitture della libreria di SantAgostino (XVII secolo);
ms. A. a. 1.6.1: Dichiarazioni delle celebri pitture nella biblioteca del nobile Convento di SantAgostino in Cremona (1764);
Bergamo, Archivio MIA, Giornale, V, pp. 4, 14, 102; 
Ibid., Arch. comunale, Ationes, 40, 243: 21 giugno 1586;
43, 219: 25 genn. 1592;
44, 18 sett. 1593;
Ibid., Bibl. civica;
C. Marenzi, Il servitor di piazza, (ms.), cc. 11 s.;
Ibid., G. Moratti, Raccolta di pittori che dipinsero in Bergamo (ms. 1900), I, pp. 226-263;
Ibid., Curia vescovile, E. Fornoni, Pittori bergamaschi (ms., s.d. [1915-1920]), II, pp. 126-159;
E. Lodi, Storia di Treviglio, Milano 1647, p. 17; D. Calvi, Effimeride sagro profana…, Milano 1676, II, p. 93;
B. Faino, Catalogo delle chiese di Brescia [1630-1690], a cura di C. Boselli, Brescia 1961, p. 41;
F. Paglia, Il Giardino della pittura [1660-1672 c.], a cura di C. Boselli, Brescia 1967, p. 315;
F. Bartoli, Notizie della pittura…, Venezia 1756, I, p. 232; II, p. 127;
G. B. Carboni, Le pitture di Brescia, Brescia 1760, p. 80;
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F. M. Tassi, Le Vite de pittori … bergamaschi [1793], a cura di F. Mazzini, Milano 1969-70, ad Indicem;
G. Beltramelli, Pittori bergamaschi [circa 1795], a cura di F. Mazzini, Milano 1970, pp. 159 s.;
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L. Lanzi, Storia pittordella Italia, a cura di M. Capucci, II, Firenze 1970, p. 155; 
Oggetti meritevoli di osservaznella chiesa del Carmine, Bergamo 1861, p. 78;
S. Fenaroli, Dizionario degli artisti bresciani, Brescia 1877, p. 173;
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A. Pinetti, Per la storia della pittura bergam., in Bergomum, II, (1908), pp. 231, 237, 249 s.;
G. Locatelli, La paternità di GBMoroni in un documento di Parreibid., III (1909), p. 154 (crocifisso del C. nella parroch. di Parre);
C. Caversazzi, Il ritratto italdal Caravaggio al Tiepolo, Bologna 1911, p. 144;
A. Roncalli, La Misericordia Maggiore di Bergamo, Bergamo 1912, p. 47;
A. Pinetti, Elenco di edifici… esistenti in Valle Camonica, in Bergomum, VI (1912), p. 119 (opere del C. ad Angolo);
A. Pinetti, La decorazione pittorica secentesca di SMaria Maggiore, in Bergomum, X (1916), pp. 79, 113 s., 165;
V. E. Gasdia, SAlessandro della Croce, Bergamo 1924, pp. 77-82;
P. Sina, La parrocchiale di Lovere, Bergamo 1926, p. 35;
A. Lensi, Il Museo Bardini…, in Dedalo, X (1929), pp. 79 s.;
P. Pesenti, La prepositurale di SAlessandro della Croce, in Rivdi Bergamo, X (1931), pp. 254-59; 
Invdegli oggetti darte dItalia, A. Pinetti, Provincia di Bergamo, Roma 1931, ad Indicem (vedi anche Suppl. dello stesso, in Bergomum, XXVI [1932], pp. 30, 34 39 s., 48; XXVII [1933], pp. 81 s., 92, 96, 106 s., 114);
P. Pesenti, La chiesa di SRocco, Bergamo 1933, p. 14; A. Venturi, Storia dellarte ital., IX, 7, Milano 1934, pp. 372-374;
V. Pancotti, I quadri di CProcaccini nella chiesa di SSisto, in La Scure (Piacenza), 1º luglio 1934;
A. Locatelli-Milesi, Un maestro poco noto, in Emporium, LXXXI (1935), pp. 217-225;
A. Pettorelli, Il coro della chiesa di SSisto, Piacenza 1935, p. 10; 
Cataldelle cose darte e di antichità…, A. Morassi, Brescia, Roma 1939, pp. 48, 514;
R. Longhi, in I pittori della realtà in Lombardia (catal.), Milano 1953, pp. 35 s.;
A. Locatelli-Milesi, Da GBMoroni a CCeresa, in Gazzdi Bergamo, IV (1953), 8-9, pp. 10-14;
G. Testori, CCeresaritrattista, in Paragone, IV (1953), 39, pp. 19 s.;
R. Longhi, Un ritratto del C., ibid., VIII (1957), 87, pp. 67 s.;
B. Belotti, Storia di Bergamo e dei Bergamaschi, Bergamo 1959, ad Indicem; S. Angelini, SMaria Maggiore…, III, Bergamo 1959, ad Indicem: (con ill.);
T. Torri, Monastero e chiesa di SSpirito, in Atti dellAteneo di scienzelettere e arti di Bergamo, XXXI (1960-61), pp. 277 s.;
A. Geddo, San Martino ed Alzano Lombardo, in Giorndi Bergamo, 10 marzo 1963;
P. Capuani, Il Cin SMaria della Torre, in Eco di Bergamo, 17 ott. 1965; G. P. Galizzi, SPellegrino Terme e la Valle Brembana, Bergamo 1971, pp. 132 s.;
L. Pagnoni, Le chiese parrocchdella diocesi di Bergamo, Bergamo 1974, ad Ind.;
M. Lumina, SAlessandro in Colonna, Bergamo 1977, passim;
L. Bandera, I pittori bergamaschi…, IV, Bergamo 1978; Enciclopedia Italiana, IX, p. 513;
U. Thieme-F. Becker, Künstlerlexikon, VI, pp. 212 s. (con bibl.); 
DizEnciclBolaffi, III, 1972, pp. 194-195.

da Treccani


Riscoperto dipinto dimenticato opera di Gian Paolo Cavagna

(da L’Eco di Bergamo Mercoledì 25 novembre 2009)

Affascina e sorprende rinvenire un dipinto dimenticato, tanto più un’opera di autore non solo noto, ma autorevole per qualità e valore storico-artistico. È successo di recente a Giuseppe Sangalli, presidente dell’Associazione amici della Biblioteca civica Angelo Mai, mentre stava riordinando e inventariando le testimonianze storiche ed artistiche della congregazione delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù.

«Questa collezione – ricorda – comprende oggetti di culto e di uso quotidiano, quali abiti e libri, dei due fondatori bergamaschi della congregazione religiosa, Santa Teresa Eustochio Verzeri (1801-1852) e il conte canonico monsignor Giuseppe Benaglio (1767-1836), e alcuni ritratti di persone legate ai fondatori e alla congregazione. Allora notai un ulteriore dipinto ad olio su tela, di diverso soggetto e di elevata qualità e, ancor prima di leggere la firma riportata in basso a destra, ho pensato al pittore Gian Paolo Cavagna».

È una “Madonna col Bambino e Santi”. Ella siede in trono al centro del dipinto. A destra in primo piano San Giovanni Battista rivolge lo sguardo allo spettatore, indossa sotto un manto la tradizionale veste di peli di cammello e sostiene l’agnello, suo principale attributo iconografico, accompagnato anche in questo caso dalla scritta latina “Ecce Agnus Dei”. Il drappo con la frase evangelica si svolge lungo la sottile croce che San Francesco d’Assisi – rappresentato con i consueti stigmate, saio e cingolo a sinistra in profondità – porge al Bambino e che allude alla Passione di Cristo. Sullo sfondo un paesaggio naturale: uno squarcio di cielo, arioso e schiarito da luce soffusa, e una quinta di alberi.

«Ora che il dipinto è stato tolto all’oblio e reso leggibile nel suo impianto pittorico originale da un intervento di restauro sostenuto da Fondazione Credito Bergamasco, – precisa Giuseppe Sangalli – speriamo che qualche storico dell’arte vi si dedichi e ne approfondisca tutti gli aspetti».

La pala è firmata sulla pietra dipinta in basso a destra, con le usuali abbreviazioni «Io(an): Pau(lu)s Cavan(eu)s. F(ecit).». L’attribuzione a Gian Paolo Cavagna (Bergamo, 1556-1627) è avvalorata dall’intervento conservativo appena condotto sul dipinto dal Laboratorio di restauro Alberto Sangalli di Sombreno di Paladina, sotto la direzione di Amalia Pacia della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici della Lombardia occidentale.


ADORAZIONE DEI MAGI 
Sagrestia del Capitolo della Cattedrale di Crema 

 

GIAN PAOLO CAVAGNA Figlio di Giampietro, nacque a Bergamo, non si sa con esattezza forse nel 1556. La famiglia era originaria di Santa Croce in Val Brembana, ma già dal 1547 il nonno del Cavagna, Gian Antonio, si era stabilito a Bergamo e aveva nella contrada Prato in borgo San Leonardo una bottega di tintore.
Ebbe in moglie Margherita Canubina, dalla quale nacquero quattro figli.
Dai libri matrimoniali della Chiesa di S. Alessandro in Colonna risulta che il 16 novembre del 1611 il Cavagna sposò in seconde nozze Caterina Minetti.
Morì a Bergamo nel 1627 e fu sepolto in S. Maria delle Grazie..
Il pittore rinascimentale Cavagna nel 1586, ’92 e ’93 dipingeva già nel Palazzo civico di Bergamo e nel 1605 l’artista venne consultato a proposito dell’esecuzione del cornicione della loggia del Palazzo Nuovo.
L’apprendistato del Cavagna avvenne nella bottega di Cristoforo Baschenis il Vecchio.
La personalità del maestro non spiega il fondo culturale veneziano che si individua nei dipinti cronologicamente più antichi del Cavagna, tale influenza sembra dovuta ad un soggiorno fatto in giovane età a Venezia. Durante tale periodo il pittore avrebbe studiato nella “stanza” di Tiziano.
Dopo questa esperienza veneziana, che si intravvede orientata non tanto in direzione tizianesca, ma piuttosto verso il Tintoretto, i Bassano e il Veronese, è segnalato dagli storici dell’arte un avvicinamento ai modi del bergamasco Giambattista Moroni e alla cultura lombarda, che aveva i
suoi centri, oltre che a Bergamo (Moroni), anche a Brescia (Savoldo, Moretto) e a Cremona (Vincenzo Campi).
Il sostanziale significato lombardo dei suoi orientamenti si manifesta nell’atteggiamento colloquiale e dimesso delle figure, nella definizione ritrattistica dei visi, nella resa serica delle vesti.
Tuttavia, sin dalla fase iniziale della pittura, nel Cavagna si riscontrano le differenze generazionali nei confronti dei suoi grandi modelli bresciani e bergamaschi:
– uno schema più severo che rispondeva agli intenti moralistici della Controriforma (Concilio di Trento 1545-1563)
– una grandiosità icastica e un’attenzione ai “valori” della realtà rivelano il pittore ideatore di nuove iconografie religiose, modelli per la pittura naturalistica locale del Seicento;
– la spinta devozionale e gli atteggiamenti mistico-ascetici che caratterizzano le figure, rese quasi sempre a grandezza naturale, inseriscono la sua produzione in quello che è stato definito Manierismo.
Le opere del Cavagna a partire dal 1588, per la carica naturalistica resa con eccezionale intensità, sottolineata da una luce che agisce a distanza ravvicinata per la naturalezza del rapporto confidenziale ed umano delle figure, appaiono come una importante testimonianza della cultura lombarda para caravaggesca e con risultati affini a certo naturalismo iberico.
Nei dipinti a partire dal 1592 sono presenti richiami al manierismo veneto accompagnati dalla propensione per il naturalismo illusivo, “romanista”, dei Campi e del Cattapane e per la grandiosità di derivazione emiliana di Panfilo Nuvolone il Vecchio, artisti certamente noti al Cavagna.
Tali caratteri compaiono anche in opere di qualche anno più tardi, come l’Adorazione dei pastori nella Chiesa di S. Pietro ad Alzano Lombardo e la grande tela “ADORAZIONE DEI MAGI” del Duomo di Crema.
Numerose sono le opere del Cavagna presenti nel primo Seicento nelle più importanti chiese della Lombardia. Nel Seicento inoltrato gli orientamenti del Cavagna si inseriscono con una maggiore evidenza nella consistente corrente di classicismo normalizzante, che era rappresentato a Bergamo da Enea Salmeggia.
In generale nelle opere più tarde, ricompare una narrazione piana e popolare che, pur in una luce meno contrastata, ancora una volta mette in evidenza la propensione per i valori della realtà che avevano caratterizzato i dipinti dell’ultimo decennio del Cinquecento.
Il dipinto del Duomo di Crema è collocabile su basi stilistiche intorno ai primi anni Novanta del Cinquecento. Le prime notizie della grande “Adorazione” cremasca ( tela firmata con cornice di m. 4 x 2,80) risalgono al tardo Settecento, quando la tela fu descritta per la prima volta nella Sacrestia dei Canonici della Cattedrale.
Pur riutilizzando un’impaginazione della scena tutt’altro che inedita, la grande Adorazione dei Magi del Cavagna mostra i segni della felice ispirazione dell’artista. Segni che sono visibili nell’armonioso disporsi dei numerosi personaggi all’interno dell’ampia superficie lunettata della tela. Infatti la composizione appare studiata e complessa, con i diversi gruppi di figuranti che convergono da varie direttrici diagonali verso l’immagine dell’anziano re in ginocchio, in atto di baciare il piede del piccolo Gesù.
In particolare:
– il gruppo centrale con San Giuseppe, la Madonna, il Bambino e il Re Mago anziano in ginocchio sono posti tutti in basso a sinistra e di profilo;
– il corteo a cavallo discende ‘a cascata’ da un punto in alto a destra;
– la scalinata diagonale è sopra la testa della Vergine.
Nella Adorazione dei Magi del Duomo di Crema è visibile la caratteristica mescolanza di robusto realismo:
– nel volto emaciato, privo di qualsiasi idealizzazione dell’anziano San Giuseppe
– nell’altera bellezza popolana della Madonna
– nella ricercata eleganza manierista.
L’Adorazione dei Magi della Sacrestia dei Canonici della Cattedrale di Crema appare permeata di ricordi della pittura dei Bassano e di Paolo Veronese, che si evidenziano soprattutto nella sfarzosa resa degli abiti dei figuranti del corteo e nell’allungarsi innaturale delle proporzioni dei cavalli in secondo piano.
La raffinata stesura alla veneta, a corpose macchie di colore, è pensata per far rilucere i freddi, vitreiaccordi di giallo e verde scuro.
Magda Franzoni
(Fonti Luisa Bandera – Mauro Pavesi)

da Crema online


 Alcune opere di Gian Paolo Cavagna 

Bergamo, Accademia Carrara


– Madonna della cintura con i Santi Agostino, Monica, Nicola da Tolentino e devoti 
Angelo con giglio
Angelo con turibolo
– Ritratto del cardinale Gian Gerolamo Albani 
– Ritratto di gentildonna con libro


 

Bergamo, Basilica di S. Maria Maggiore (1615)

– Assunzione di Maria
Ester davanti ad Assuero 
Giuditta e Oloferne
– …


 

Bergamo – Cattedrale

Crocefissione e Santi Google Maps
Dio Padre
Ecce Homo
San Procolo tra i Santi Fermo e Rustico 


 

Bergamo – Istituti Educativi


Madonna col Bambino in trono tra due Sante e quattro orfane (1575 – 1580 circa)


 

Bergamo – Monastero di San Benedetto


Miracolo dell’acqua che sgorga dall’arca dei Santi Fermo, Rustico e Procolo (1621) Google Mas

 


Bergamo – Villa La Benaglia

  • – con tre distinti cicli nelle tre sale al piano terreno dell’ala più antica e raffiguranti nell’ordine: le Otto Beatitudini, Episodi dell’Antico Testamento, Episodi della vita di San Francesco. 

Bergamo – Palazzo Morando

(1574 ca., a fianco di Giovanni Battista Guerinoni d’Averara)


 

Bergamo – Chiesa di San Lorenzo [Redona]


San Lorenzo


 

Bergamo – Chiesa di San Bernardino .


Chiesa di San Bernardino Google Maps
 Angelo annunciante
Madonna Annunciata
San Nicola
San Bernardino da Siena
Pietà  Google Maps
– 
Angioletto con colonna (simbolo della Passione)
– Angioletto con croce (simbolo della Passione) 
– Angioletto con simboli della Passione 
– Dio Padre    affresco strappato, trasportato su compensato 
– Madonna con Gesù Bambino in trono, San Bernardino da Siena, Sant’Alessandro, San Pietro e San Defendente


 

Bergamo – Chiesa di San Rocco


San Rocco e i discepoli verdi Google Maps
Madonna con il Bambino tra i Santi Rocco, Sebastiano e quattro devoti (1591 – riportava una scritta ora scomparsa  “XXXV aetatis suae” (P. Locatelli))
San Carlo Borromeo e devoto Google Maps
– Santa Caterina d’Alessandria e una devota
– Madonna con Gesù Bambino, San Martino, San Paolo, San Rocco, Santo martire domenicano e angeli
– Madonna con Gesù Bambino e quattro santi
Google Maps


 

Chiesa di San Vigilio sul Monte

– Santo Stefano
– San Giovanni Battista


 

Bergamo – Santa Caterina


Madonna Immacolata


 

Bergamo – Santa Croce alla Malpensata


Gesù Cristo crocifisso e santi


 

Bergamo – Sant’Alessandro della Croce


Gesù Cristo che versa sangue (Corpus Domini)
– Sant’Alessandro Google Maps
Fratelli martiri
– Madonna con San Ludovico e due sante (1618 – del figlio Francesco)
 Santa Felicita e i fratelli martiri


Bergamo – Basilica di Sant’Alessandro in colonna

Episodio della vita di San Maurizio (1605) dipinto murale staccato
– Strage della legione tebea (1605) dipinto murale staccato
– San Carlo Borromeo
(olio su tela) Google Maps
– Madonna col Bambino in gloria e Sante Anna e Francesca Romana (1610) Google Maps
Trasporto della salma di Sant’Alessandro (1620) Google Maps
 San Pietro San Paolo e San Cristoforo invocano la misericordia divina su Bergamo (1607) Google Maps
San Maurizio conduce la sua legione ad Agaunum sul Rodano (1605) dipinto murale staccato


 

Bergamo – Santa Maria Immacolata delle Grazie


Madonna e i Santi Carlo e Stefano Google Maps

 Il più importante dei nostri artisti controrifomati, dopo l’astro di Giovanni Battista Moroni (1520 circa-1577), è Giovan Paolo Cavagna (1556-1627), che nacque, visse e lavorò alacremente nel borgo di San Leonardo per quasi tutta la sua vita, sicuramente fino alla morte. A lui dobbiamo moltissime pale d’altare in città e nelle chiese della Diocesi ed è lui che 400 anni fa vinse la gara indetta dalla MIA di Bergamo, per dipingere la cupola della Basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo Alta. Tuttavia pare che, in prossimità della morte, ebbe delle accese scaramucce con il suo parroco, colui che reggeva la Chiesa dei suoi natali, quella di Sant’Alessandro in Colonna, forse per delle contestazioni sorte sulle pale sue e dei colleghi-concorrenti Enea Salmeggia e Francesco Zucco, disposte a distanza di secoli nel coro del tempio. Cavagna, dunque, con tono di accesa ripicca, scelse di farsi seppellire invece che nella parrocchia natia in quella delle Grazie, nella chiesa madre, che, pur rinnovata in fogge neoclassiche, ha conservato un suo bellissimo dipinto. Purtroppo le sue spoglie sono andate perse durane i lavori di rifacimento del tempio, ma il destino non è stato benevolo neppure con i suoi antagonisti, le cui tombe vennero letteralmente spazzate via dai lavori di arretramento della facciata della Basilica di Sant’Alessandro in Colonna.
(da http://www.bergamopost.it/vivabergamo/la-chiesa-santa-maria-delle-grazie-devozione-lunga-secoli/)


 

Bergamo – Sant’Agata nel Carmine


– Madonna del Carmine con santi carmelitani, Sant’Alberto e San Liberio Vescovo [Cavagna, Giovan Paolo; Salmeggia, Chiara; Brina Giuseppe]
– Messa in suffragio delle anime purganti
– Sant’Alberto


 

Bergamo – Santo Spirito 


Abacuc trasportato dall’angelo reca il cibo a Daniele nella fossa dei leoni Google Maps
– San Francesco d’Assisi riceve le stimmate


 

Bergamo Chiesa di San Colombano [Valtesse]


San Colombano abate e Santi Andrea, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Lorenzo 


Bergamo – Chiesa della Beata Vergine dello Spasimo


– Pietà e santi


Bergamo – Chiesa della Beata Vergine della neve


– Madonna del latte in gloria con santi Google Maps


Bergamo – Chiesa di San Pancrazio


– Madonna con Bambino e Santi Google Maps


Bergamo – Chiesa di Sant’Andrea


– Natività di Gesù Google Maps


Bergamo – Museo Diocesano Adriano Bernareggi


– Madonna col Bambino e Santi


Bergamo – Collezione privata


Annunciazione 
Ritratto di Gentiluomo con due figli
Ritratto di Francesco Corsino


Albino


Chiesa di San Giuliano
Madonna con Gesù Bambino in trono, San Barnaba, San Matteo e angeli reggicorona 
Madonna in gloria tra i Santi Cristoforo, Rocco e Sebastiano 
Madonna con Gesù Bambino, San Giovannino, San Marco, San Carlo Borromeo e San Pietro (1613)


Almenno San Salvatore

Chiesa del Santissimo Salvatore
Madonna con Gesù Bambino tra angeli, San Lorenzo e Santo vescovo
Madonna con Gesù Bambino, San Bernardino, San Giovannino e offerenti
Santuario Pieve di San Salvatore e Madonna del Castello
San Carlo tra i Santi Rocco e Pantaleone


 

Alzano Lombardo 

Basilica di San Martino
Assunzione della Madonna
San Martino resuscita un bambino morto Google Maps
San Martino in Cattedra e Santi
San Martino dona parte del mantello al povero Google Maps
Trinità e Disciplini Bianchi in adorazione (per la Santissima Trinità prende spunto da stampe di Cort Cornelis)
Adorazione dei Magi 

Chiesa di San Lorenzo
– Madonna del rosario con San Domenico, San Lorenzo e committenti


Azzano San Paolo

Chiesa della Conversione di San Paolo
Conversione di San Paolo


Azzonica

Chiesa di San Giuseppe
– Vergine col Bambino e i Santi Giuseppe e Bernardo (1623)


 

Bariano


Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
I Misteri del Rosario [Maria riceve l’annuncio dell’Angelo (Annunciazione) – Maria visita Sant’Elisabetta (Visitazione) – Natività di Gesù – Presentazione di Gesù al tempio – Gesù nel tempio tra i dottori – Gesù Cristo nell’orto di Gethsemani – Gesù Cristo flagellato – Gesù Cristo coronato di spine – Gesù Cristo sale sul monte Calvario – Crocifissione di Gesù Cristo – Resurrezione di Gesù Cristo – Ascensione di Gesù Cristo – Discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e la Madonna raccolti in preghiera (Pentecoste) – Assunzione della Madonna – Incoronazione della Madonna]


Berzo San Fermo


Chiesa dei Santi Fermo e Rustico
Martirio dei Santi Fermo e Rustico (1605) 


 

Borgo di Terzo


Chiesa di Santa Maria Assunta
Gesù Cristo risorto e devoti
Chiesa di San Michele
Adorazione dei Magi
Chiesa di Santa Maria Assunta
Madonna incoronata e devoti


 

Burligo (Palazzago)


Chiesa di San Carlo Borromeo
Madonna con San Carlo Borromeo (cerchia)


Capriate


Chiesa di Sant’Alessandro
Madonna e i Santi Alessandro e Antonio abate (1613)


Casnigo


Chiesa di San Giovanni Battista
Vergine Incoronata e i Santi Giovanni Battista, Francesco, Maria Maddalena e Giovanni Evangelista (1580 – è la prima opera datata del Cavagna che si conservi)
– Madonna del rosario tra i Santi Domenico, Rosa da Lima, Francesco e Girolamo


Cenate Sopra


Chiesa di San Leone 
Cristo incontra la Madre


 

Cepino (Sant’Omobono)


Chiesa di San Bernardino
Vergine con San Bernardo e Santi


Chignolo d’Isola


Chiesa di San Bernardino
Santa Brigida d’Irlanda
Santa Caterina d’Alessandria


 

Clusone 

Basilica di Santa Maria Assunta
– Martirio di S.Lorenzo


Cologno al Serio


Chiesa di Santa Maria Assunta
Madonna del Rosario 
L’Ultima Cena 


Costa di Valle Imagna

– Visitazione


 

Endine



Chiesa di San Giorgio
Pala del Rosario con i Santi Domenico, Caterina da Siena e Carlo Borromeo e tutt’intorno i quindici Misteri [Maria riceve l’annuncio dell’Angelo (Annunciazione) – Maria visita Sant’Elisabetta (Visitazione) – La nascita di Gesù – Presentazione di Gesù al tempio – Gesù nel tempio tra i dottori – Gesù Cristo nell’orto di Gethsemani – Gesù Cristo deriso – Gesù Cristo flagellato – Gesù Cristo sul monte Calvario – Gesù Cristo crocifisso – Gesù Cristo risorto – Gesù Cristo asceso al cielo – Discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e la Madonna raccolti in preghiera (Pentecoste) – Assunzione della Madonna – Incoronazione della Madonna]


 

Fiorano al Serio


Chiesa di San Giorgio
L’Ultima Cena (con autoritratto nella figura del servo)


 

Gazzaniga


Chiesa della Santissima Trinità 
Madonna e Sant’Antonio da Padova intercedono presso Gesù Cristo per le anime del Purgatorio


Ghisalba


Chiesa di San Lorenzo
Gesù Cristo redentore con San Lorenzo e San Giacomo Maggiore
 Madonna del rosario con San Defendente e Sant’Amando
Gesù Cristo crocifisso tra la Madonna, San Giovanni Evangelista e Santa Maria Maddalena


 

Gorlago


Chiesa di San Pancrazio
 Gesù Cristo deposto dalla croce
San Martino dona il mantello al povero, la Trinità e i Santi Ambrogio, Spiridione, Carlo Borromeo e Bernardino
 Pietà con i Santi Caterina da Siena, Domenico, Stefano, Faustino, Giovita, Giorgio, Orsola, Fermo, Rustico, Chiara, Bernardino, Gerolamo, Francesco, Lorenzo e il Beato Giovanni da Gorlago
 San Carlo Borromeo
 Pietà e Santi – Pietà
Villa Franchetti della Cotta (oggi Gozzini) (1580 ca.)


 

Grone


Chiesa della Natività di Maria Vergine
Santi Fermo e Rustico


 

Lovere

Basilica di S.Maria in Valvendra
San Diego d’Alcalà appare ad un frate francescano e a un sacerdote Brigenti 

Chiesa di San Giorgio
Ultima Cena (1589)


 

Malpaga (Cavarnago)


Chiesa di San Giovanni Battista
Madonna del Rosario (sono ritratti alcuni membri della famiglia Martinengo Colleoni)


 

Martinengo


Chiesa di Sant’Agata
Il Battesimo di Gesù (1609)  >>>


 

Mornico al Serio


Chiesa di Sant’Andrea
Madonna col Bambino in gloria e Santi Andrea e Carlo Borromeo 
Madonna col Bambino e i Santi Andrea e Valeria restaurate nel 1903 da Valentino Bernardi
– Sant’Alessandro martire e San Luigi IX


 

Mozzo


Chiesa di San Giovanni Battista
Battesimo di Gesù restaurato nel 1965 da Marcello Bonomi


Nese


Chiesa di San Giorgio Martire
Madonna con Gesù Bambino in trono, San Grato Vescovo, San Marco e donatori restaurata da Callisto Gritti nel 1974 
Santuario della Madonna del Giglio
Assunzione della Madonna 


 

Olmo al Brembo


Chiesa di Sant’Antonio
Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Caterina da Siena (1617) 


 

Palosco


La Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Caterina da Siena 


 

Parre


Chiesa di San Pietro
Gesù Cristo crocifisso con San Giovanni Evangelista, San Francesco d’Assisi e San Nicola di Bari


 

Peia


Santissima Trinità e Santi  visita sito web


 

Presezzo


Chiesa dei Santi Fermo e Rustico
Santa Barbara condotta davanti al giudice (1624)
Palazzo Furietti
Il palazzo conteneva un ciclo di pregevoli affreschi di Gian Paolo Cavagna che, nonostante fossero sotto tutela del ministero competente, furono strappati tra il 1939 e il 1942 dagli ultimi proprietari del palazzo e tuttora dispersi. Di tali opere sono visibili solo le tracce. I temi affrescati dal Cavagna sono tra i più ricorrenti e cari alla cultura erudita di fine Cinquecento, come il rapporto tra natura e artificio (le quattro stagioni) o le allegorie delle virtù, cui sono dedicati gli affreschi del portico; e ancora le gesta e il mito degli eroi dell’antichità e del mondo classico raffigurati all’interno delle sale (http://www.insiemeperpresezzo.it/)


 

Ranica

Chiesa dei Santi Sette Fratelli Martiri
Deposizione


 

Roncola

Chiesa di San Bernardo
– Vergine in gloria e i Santi Defendente, Rocco e Sebastiano restaurata nel 1969 da Pelliccioli 


 

Sabbio (Dalmine)


Chiesa di San Michele e Santissimo Redentore
Madonna con Gesù Bambino, San Michele arcangelo, Sant’Alessandro


 

Sant’Antonio d’Adda (Caprino Bergamasco)

Pietà con i Santi Carlo e Lorenzo (maniera)


 

Scano al Brembo (Valbrembo)

– Deposizione restaurata nel 1894 da Giuseppe Steffanoni


 

Scanzorosciate


Chiesa di Santa Maria Assunta
Assunzione della Madonna


 

Seriate


Chiesa del Santissimo Redentore
Crocifisso e i Santi Giovanni Evangelista, Domenico, Lucia, Agata e Maddalena


 

Sforzatica (Dalmine)


Chiesa di Sant’Andrea
Madonna in gloria e santi


 

Sorisole


Chiesa di San Pietro
Madonna con Gesù Bambino, San Francesco d’Assisi, offerente e San Giuseppe


 

Sottochiesa (Taleggio)

– Santa Grata


 

Sovere


Santuario della Beata Vergine della Torre
Incoronazione della Madonna
Annunciazione
Santo Stefano
Chiesa di San Martino
Il Battesimo di Gesù


 

Stezzano


Santuario Madonna dei Campi
Sagrestia – (Annunciazione – Presentazione al Tempio – Assunzione)
Navate laterali – (Natività della Vergine Maria – Adorazione dei pastori – Adorazione dei Magi)
Sito web  – Restauri Regonesi


 

Tagliuno


Gli apostoli Giacomo e Filippo restaurata da Vincenzo Villa nel 1978


 

Telgate


Chiesa di San Giovanni Battista
Ultima Cena restaurata da Callisto Gritti nel 1962 


 

Torre de Busi

– San Michele (1619)


 

Treviglio


Il Miracolo della Manna
L’Ultima Cena (1601)
San Basilio
 Sant’Ilario
San Zeno
Santa Teodora
San Pietro – affresco
 San Paolo – affresco
 Mosè e il roveto ardente – affresco
David allieva le sofferenze di Saul (Basilica di S.Martino)
– L’Angelo e Tobiolo – affresco 
– Sposalizio Mistico di Santa Caterina d’Alessandria (1608)
– San Carlo Borromeo (1611)


 

Treviolo


Chiesa di San Giorgio Martire
Angeli reggenti la croce con San Domenico, San Francesco d’Assisi, Santa Caterina e San Nicolò


 

Vallalta (Albino)


Santuario della Beata Vergine di Altino
– Discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e la Madonna raccolti in preghiera (Pentecoste) (1598)


 

Valleve


Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli
San Antonio abate 
Madonna del Rosario con San Domenico (autografa)
San Carlo Borromeo
San Luigi Gonzaga restaurata da Franco Steffanoni nel 1970


 

Verdello

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
Miracolo di San Carlo Borromeo


 

Villa d’Adda

Chiesa di Sant’Andrea Apostolo
Circoncisione (1616) 


 

Villa di Serio


Chiesa di Santo Stefano
Natività di Gesù
Visitazione
San Pietro riceve le chiavi


 

Vilminore di Scalve

Chiesa di Santa Maria Assunta e San Pietro
Le stigmate di San Francesco d’Assisi (1625) 


 

Zambla


Santa Maria Maddalena in gloria 
– Pannelli Madonna con Gesù Bambino, San Carlo e San Francesco


 

Brescia


Musei Civici di Arte e Storia Pinacoteca Tosio Martinengo 
Cristo in croce e due santi 


 

Piacenza


Chiesa di San Sisto
Martirio di San Sisto e San Lorenzo


 

Faenza


Natività di Maria (cornice ottagonale) – iscrizione documentaria (in basso, al centro) IO. PAVLVS CAVANEVS F.


 

Cremona


Convento di San Giuseppe dei Frati Cappuccini
Maria Vergine e i Santi Maria Maddalena, Francesco d’Assisi, Lorenzo e Antonio abate


 Milano

Matteo Lampertico Arte Antica e Moderna
Adorazione dei pastori alla presenza di San Gerolamo – 
http://www.matteolampertico.it/


 


Links utili:

Bibliografia:

  • A. Locatelli Milesi. Un maestro poco noto: Gian Paolo Cavagna. Bergamo, Emporium, 1935. 
    L. Bandera – Da Gian Paolo Cavagna ai fratelli Galliari – in Pittura Cinisello Balsamo, 1987
  • M. Gregori – Pittura a Bergamo, dal romanico al neoclassico Cinisello Balsamo, A. G. Pizzi, 1991
  • F. Rossi – Giovan Paolo Cavagna in S. Martino – Bergamo, 1987
  • E. De Pascale, F. Rosi – Giovan Paolo Cavagna e il ritratto a Bergamo dopo Moroni – catalogo della mostra Quaderni dell’Accademia Carrara, n°14, Bergamo, 1998