Festa della Madonna del Rosario 2016

Visita del Vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi


Alcune bellissime foto dell’amico Celeste


Rito d’Accoglienza del Vescovo al Monumento

Guida: Carissimo Vescovo Francesco: benvenuto nella nostra Parrocchia con le sue comunità di Cà de Rizzi, Antea, Santa Croce e Spettino. Oggi è una Festa grande e importante per la nostra Parrocchia: è la Festa della Madonna del Santo Rosario nell’Anno del Giubileo della Misericordia. Papa Francesco ha suggerito di ripassare le Opere di Misericordia Corporali e Spirituali. Ecco: le nostre Catechiste con il nostro don ci hanno aiutato, lungo l’anno giubilare, a ripassarle. Ecco quelle corporali:

L1Dar da mangiare agli affamati e dar da bere agli assetati”. Quanta fame nel mondo e non solo di pane, l’affamato e l’assetato hanno fame e sete di amore, di cure, di considerazione.

L2Vestire gli ignudi”. La persona nuda è sia quella che non ha vestiti per il corpo, ma anche quella la cui dignità è stata calpestata. Vestire gli ignudi significa anche dare ad ognuno (neonati, anziani, donne, emarginati) la dignità di uomo e di Figlio di Dio.

L3Visitare gli ammalati. Seppellire i morti”. La visita ai malati ha lo scopo di portare consolazione, anche solo facendogli compagnia, quanti anziani spesso ammalati, rimangono soli. Ma la consolazione da sola non basta, abbiamo scoperto che bisogna portare la speranza e la serenità che vengono da Dio.

L4Ospitare i forestieri”. Il pensiero va immediatamente agli immigrati, spesso rifugiati, in fuga da persecuzioni e guerre. I forestieri non sono solo coloro che hanno bisogno di un alloggio, sono anche quelli che nessuno ama, che nessuno desidera come amico: ospitarlo vuol dire accoglierlo. 

L5 “Visitare i carcerati”. Quest’opera di misericordia è una delle più difficili da praticare. Il carcere non è un ambiente accessibile a chiunque. Le leggi e regolamenti consentono visite solo a persone autorizzate. Abbiamo pregato per i carcerati e per le loro famiglie che trascorrono mesi/anni assai difficili per terribili situazioni.

Guida Caro Vescovo, noi abbiamo ascoltato bene le nostre catechiste…che sono davvero brave! ma non ci ricordiamo a memoria queste opere, e i nostri cuori, ma anche quelli dei grandi, sono un po’ duri. Le catechiste e il nostro don, non contenti, ci hanno insegnato anche le opere di misericordia spirituale. Eccole:

L6Insegnare agli ignoranti”. E’ l’opera di chi non è geloso delle cose che sa e non le tiene solo per sé; è l’opera di chi si impegna a far capire con pazienza come stanno veramente le cose; è l’opera di chi non approfitta di quello che gli altri non sanno per portare avanti i propri interessi…

L7Consigliare i dubbiosi”. E’ l’opera di chi incoraggia a prendere buone decisioni; è l’opera di chi aiuta a capire meglio le cose; è l’opera di chi fa attenzione nei consigli che dà.

L8Ammonire i peccatori”. E’ l’opera di chi non ha paura di diventare meno simpatico con gli amici per il fatto che non approva qualche loro parola o azione cattiva.

L9Perdonare le offese”. È l’opera di amici che non sono permalosi, non vedono qualche cosa di male dietro ogni parola e azione; è l’opera di chi risponde sempre con la non violenza.

L10Consolare gli afflitti”. E’ l’opera di persone che trasmettono speranza nel momento della sofferenza; è l’opera di persone in buona salute che dedicano tempo a chi non ha salute.

L11Sopportare pazientemente le persone moleste”. È l’opera di chi usa pazienza con le persone fastidiose, sgradevoli,irritanti, noiose. E’ l’opera di chi accetta le persone così come sono.

L12Pregare Dio per i vivi e per i morti”. E’ l’opera dei genitori che pregano per i figli, dei figli che pregano per i genitori, degli amici che pregano gli uni per gli altri; è l’opera di coloro che pregano per i propri cari defunti e per ogni persona che muore.

Guida Caro Vescovo abbiamo ripassato queste opere, ma spesso succede che i nostri cuori assomigliano alla pietra: dura, fredda, grigia, spigolosa. Le nostre catechiste tante volte ci hanno detto che in ogni cuore è nascosto qualcosa di luminoso, dono di Dio, dono del cuore misericordioso del Signore Gesù: è l’Amore, il desiderio più grande di ogni uomo, l’unico e solo desiderio che ci rende felici. A nome di tutti: Aprici il cuore alla misericordia, l’incontro con Gesù ci apre alla misericordia e cambia il nostro cuore di pietra in cuore di carne (Ez 36,26), un cuore beato e felice perché capace di amare.

Grazie Vescovo Francesco!


Saluto del Sindaco dottor Vittorio Milesi 

Eccellenza Reverendissima,

con grande gioia e gratitudine, Le porgo a nome della comunità civile di San Pellegrino Terme, il saluto più cordiale in occasione delle celebrazioni nella ricorrenza della Festa della Madonna del Rosario.

comuneUna presenza la Sua che onora questa nostra piccola realtà che ci è particolarmente cara perché ha saputo esprimere sempre un forte e spesso sorprendente senso di comunità e perché continua a conservare un grande attaccamento ai valori cristiani che mi pare ben rappresentato anche oggi dai segni esteriori che adornano le vie attorno a noi.

Un appuntamento quello odierno che so fortemente voluto dal nostro Parroco don Sergio, che ringrazio per il suo impegno costante ed assiduo nelle molteplici attività del suo ministero nell’ambito parrocchiale come in quello vicariale.

In questo tempo strano che per tanti aspetti inquieta e nel quale la rivendicazione dei diritti e della libertà assoluta dell’individuo, si accompagna spesso al disconoscimento e al capovolgimento di ideali e valori, la comunità civile riconosce in quella religiosa un punto di riferimento essenziale per costruire quel “bene comune” che continua ad essere rappresentato dagli ideali e dai valori che non tramontano propri della tradizione cattolica.

Per questo la Sua presenza, diventa per noi oggi uno stimolo e un incoraggiamento ad affrontare le difficoltà quotidiane, nelle nostre famiglie come nella comunità, un invito forte a riscoprire che i destini di queste nostre realtà non dipendono sempre dagli altri, ma sono legati in larga misura a noi, alla nostra qualità umana, alla nostra responsabilità e a quello che singolarmente e collettivamente sappiamo mettere in campo.

Proprio ieri abbiamo vissuto una giornata splendida con un convegno di studio  promosso dalla Parrocchia di Santa Croce sui pittori che portano il nome di questa comunità, pittori che hanno fatto conoscere nel mondo il nome di questa realtà con opere particolarmente pregevoli e apprezzate, interamente dedicate al sacro. Un’iniziativa che è nata dalla passione e dall’amore per questa terra soprattutto di una persona – il dott. Adriano Avogadro – che in accordo con don Sergio, ha inteso in questo modo anche ricordare un grande Parroco di questa comunità scomparso nel 2011, don Luigi Tiraboschi, al quale nel maggio scorso abbiamo intitolato proprio questa via che conduce alla Parrocchia e che oltre 30 anni fa aveva promosso un’iniziativa analoga per ricordare questi pittori.

Il mio Eccellenza, non voleva essere un saluto di circostanza e mi consentirà pertanto di collegare questa bella iniziativa sui pittori di Santacroce al tema delle unità pastorali di cui si discute da qualche tempo in questa Parrocchia e in quella di San Pellegrino.

Un tema delicato e che suscita preoccupazioni e timori soprattutto qui, preoccupazioni e timori che sono in parte anche della comunità civile proprio per quel ruolo centrale che la Parrocchia ha avuto e continua ad avere in questa comunità, anche rispetto ad aspetti che esulano da quelli strettamente religiosi (cito per tutte la Scuola per l’Infanzia Parrocchiale).

Avendo partecipato ad un incontro proprio qualche giorno fa a San Pellegrino tenuto da mons. Casati, ho avuto modo di meglio comprendere le modalità, intelligenti e flessibili, con le quali queste unità pastorali vengono proposte e per questo mi permetto di cogliere quest’occasione per dire alla Sua presenza, in primo luogo ai cittadini che sono qui, che questo passaggio deve essere pensato e vissuto non come un impoverimento per questa realtà, ma al contrario, come una opportunità da cogliere anche per questa comunità, sottolineando che anche qui la differenza sarà fatta dalla qualità e dalla responsabilità delle persone.

Per quanto ci riguarda, in questi anni abbiamo lavorato per cercare di dimostrare che vivere in montagna non è una maledizione e neppure una colpa, tentando di fare in modo che in queste nostre realtà più periferiche, si potesse invertire la tendenza allo spopolamento e all’impoverimento determinata dalla mancanza di lavoro e del venir meno dei servizi.

La grave crisi economica in atto ha reso tutto più difficile e complicato, ma credo che questo debba essere l’obiettivo che insieme dobbiamo perseguire anche per il futuro.

Conosciamo, Eccellenza, la Sua attenzione e sensibilità per questi temi, la Sua vicinanza ai problemi di questi territori, testimoniata anche oggi da questa presenza così significativa ed è per questo che mi permetto di esprimere l’auspicio che la riflessione aperta sulle unità pastorali possa consentirci di costruire e sperimentare insieme dei percorsi nuovi, in grado di dare a questi territori una speranza di futuro.

San Pellegrino è stata negli anni recenti una “terra benedetta” per le vocazioni: in circa 20 anni abbiamo avuto la grazia di 10 sacerdoti e di 1 suora (l’ultima ordinazione è stata quella di don Gabriele Bonzi nel 2011).

La speranza e l’augurio di tutti è che questa terra continui ad essere benedetta e sono certo che la Sua attesa, autorevole parola costituirà per tutti uno stimolo forte per ravvivare e rialimentare la nostra fede e la nostra responsabilità.

E la Madonna del Rosario che oggi festeggiamo e alla quale ci affidiamo, continui a guardare con benevolenza e a proteggere tutta la comunità sanpellegrinese!

 


Saluto di Adriano a nome dell’intera Comunità Parrocchiale

Eccellenza,
è con profonda emozione unita ad  umana partecipazione e grande amicizia che Le dico grazie a nome mio personale e della parrocchia  di Santa Croce per la sua presenza in mezzo a noi oggi che è la Festa della Madonna del Rosario una delle feste a noi più care e più sentite.

Insieme a Lei Eccellenza pregheremo la Madonna affinché faccia tornare in noi il desiderio della recita del Santo Rosario, una preghiera semplice e bella. Si, il desiderio! La Virtù dell’anno pastorale, il desiderio di pregare, il desiderio di amore per se stessi e per i nostri fratelli, ma anche desiderio di cambiare, di percorrere nuove strade.

Si prospettano infatti anni di profondo mutamento, dovremo costruire dei ponti, in un tempo in cui vanno di moda i muri. Ponti in vista dell’Unità Pastorale con S. Pellegrino Terme.

Noi siamo pronti e ben disposti, anche se siamo consapevoli che ci vorrà sicuramente del tempo, così come c’è voluto tempo nell’unione di Antea e Caderizzi a Santa Croce.

Ponti anche in vista della Riforma dei Vicariati che, apprendiamo dalla sua lettera circolare per l’anno pastorale 2016-2017 «Camminare insieme nella gioia del Vangelo», dovrà riportare in primo piano la questione della corresponsabilità dei laici nella vita della Chiesa.

Il tempo che viviamo ci vede un po’ disorientati, crollano i punti di riferimento, c’è poca voglia di costruire e di progettare, perché c’è molta precarietà non solo lavorativa, si vive il presente come unico stadio e del futuro non vi è alcuna traccia, eppure, paradossalmente, può essere proprio questo il “momento favorevole” per gettare nuove basi, per il cambiamento.

Grazie Eccellenza per il suo sostegno in questo momento di passaggio così importante, sappia che noi ci metteremo a disposizione, con impegno e con la saggezza degli uomini e donne di montagna.