Congratulazioni don Sergio

Apprendiamo con gioia da L’Eco di Bergamo di domenica 7 ottobre che il nostro parroco don Sergio è stato nominato dal Vescovo Francesco Moderatore della Fraternità Presbiterale 1 della CET 4.  A lui l’Augurio di buon lavoro da parte dell’intera Comunità Parrocchiale di Santa Croce.

Ma cosa è la Fraternità Presbiterale
Si tratta innanzitutto di uno stile di vita che caratterizza l’intera comunità cristiana e che Papa Francesco ha ultimamente indicato come la risposta cristiana alla frammentazione, alle divisioni, alle ostilità e alle guerre del nostro tempo.
È luogo di relazioni fraterne, di condivisione della fede e di alimentazione della spiritualità presbiterale diocesana, di formazione culturale, teologica ed umana, di dialogo e collaborazione pastorale tra i presbiteri che, in quanto membri del presbiterio diocesano, stabiliscono un rapporto che supera i confini della propria parrocchia.

Quali sono i fini della Fraternità Presbiterale
La Fraternità Presbiterale persegue le seguenti finalità:
• favorire la formazione spirituale, culturale e pastorale dei presbiteri della Fraternità
• alimentare lo stile fraterno con la condivisione di esperienze di vita, di fede, con la cura delle relazioni personali, particolarmente nei confronti dei presbiteri in condizioni delicate, e con il confronto sui temi che interpellano in modo particolare la vita dei presbiteri e del presbiterio
• valorizzare le proposte elaborate dal Consiglio pastorale territoriale e promuovere iniziative interparrocchiali
• prospettare al Vescovo, tramite il “Moderatore della Fraternità”, particolari esigenze della vita dei presbiteri

Per dare concretezza alla Fraternità presbiterale è compito di ogni prete:

• alimentare la consapevolezza che ogni confratello è un dono di cui si è responsabili e del quale prendersi cura, non solo per aiutarlo nel vivere la vocazione ricevuta in dono, ma anche per lasciarsi istruire e correggere per una risposta generosa nel ministero
• partecipare ai momenti di condivisione della fede, nella comune dedizione alla Chiesa
• nutrire stima verso tutti i confratelli, cercando rispettose forme di contatto con coloro che faticano maggiormente e di presenza attenta presso i confratelli anziani e malati
• dare la propria disponibilità effettiva per un aiuto ministeriale ai confratelli in momenti di necessità
• mettere in conto l’ascetica della fraternità, che ha bisogno di buona volontà, di cuore e sapienza evangelica, di pazienza, di tempo per incontri spontanei, o suggeriti dai bisogni dei confratelli.
*** In vista del perseguimento delle finalità indicate, la Fraternità Presbiterale, definisce una Regola di vita della Fraternità a partire da indicazioni diocesane.

Il Moderatore della Fraternità presbiterale presiede la Fraternità.
E’ nominato dal Vescovo, su proposta dei presbiteri della Fraternità Presbiterale. Dura in carica cinque anni e può essere rieletto una seconda volta consecutiva. Ha il compito di perseguire e far perseguire le finalità della Fraternità presbiterale, alla luce dello Statuto e della Regola di vita. In particolare:
• alimentare la fraternità presbiterale e curare la qualità delle relazioni con i presbiteri e tra presbiteri
• aver cura che i presbiteri della Fraternità Presbiterale conducano una vita consona al loro stato e che adempiano diligentemente i loro doveri nei diversi ambiti pastorali: evangelizzazione, liturgia, carità, comunione e missione, responsabilità amministrative e istituzionali
• aver particolare sollecitudine per i presbiteri che si trovano in situazioni difficili
• aver cura dei presbiteri ammalati, perché non manchino degli aiuti spirituali e materiali
• far in modo che durante la malattia o alla morte di un parroco non vadano perduti o asportati libri, documenti, suppellettili sacre e ogni altra cosa che appartiene alla Chiesa
• convocare, fissare l’ordine del giorno e presiedere gli incontri della Fraternità Presbiterale
• visitare ogni due anni tutte le parrocchie dei presbiteri della Fraternità, secondo le indicazioni date dal Vescovo attraverso i competenti uffici di curia, incontrando i presbiteri e verificando la situazione pastorale anche con il Consiglio pastorale parrocchiale e quello per gli affari economici • comunicare al Vescovo, ogni anno, i problemi, le istanze e i problemi di maggior rilievo della Fraternità presbiterale e dei singoli presbiteri
• curare i collegamenti tra la Fraternità presbiterale e gli organismi diocesani, la Comunità Ecclesiale Territoriale e la Giunta presbiterale
• condividere con tutti i Moderatori delle Fraternità presbiterali problemi e prospettive delle stesse, nelle modalità previste a livello diocesano


La Chiesa di Bergamo sta vivendo un tempo di passaggio.
Il vescovo Francesco lo scorso 12 settembre ha firmato i decreti di istituzione delle 13 Comunità Ecclesiali Territoriali e all’interno di esse ha istituito 31 Fraternità Presbiterali.

In ogni CET saranno presenti all’incirca due Fraternità: cioè gruppi di circa 20/30 preti chiamati a vivere il loro ministero nelle parrocchie, condividendo il lavoro pastorale e favorendo un clima di sempre maggiore collaborazione tra le comunità cristiane del territorio.

Le Fraternità Presbiterali divengono il segno visibile della fraternità evangelica che ogni prete è chiamato a vivere nel presbiterio diocesano in cui entra a far parte nel momento dell’Ordinazione. Diverranno un segno per i laici di come un gruppo di uomini testimonia con la vita fraterna il Vangelo in questo mondo segnato da chiusure e individualismi deleteri.

Le Fraternità Presbiterali sono guidate dalla figura dei «Moderatori» che il vescovo ha designato, dopo che i preti delle singole zone si sono riuniti e gli hanno inviato le loro indicazioni. Tutti i presbiteri condivideranno momenti di fraternità sul territorio dove vivono, con lo stile di chi si fa carico del proprio fratello prete condividendo la formazione spirituale, culturale e pastorale.

Nello Statuto di istituzione si legge tra le altre finalità: le Fraternità «alimentino lo stile fraterno con la condivisione di esperienze di vita, di fede, con la cura delle relazioni personali, particolarmente nei confronti dei presbiteri in condizioni delicate, e con il confronto sui temi che interpellano in modo particolare la vita dei presbiteri e del presbiterio». All’interno del vissuto pastorale delle nostre parrocchie bergamasche, si avvia un’esperienza che vuole essere sempre più immagine di una Chiesa che con stile sinodale passa dalle molteplici «riunioni» organizzative allo stile del sapersi «incontrare» con sguardo generativo riconoscendo il volto dell’altro come fratello e compagno di viaggio della vita.


 leggi anche: La lettera del Vescovo Francesco: una riforma per dare nuovo slancio ai vicariati. E la fraternità come stile di vita