Vicariato

 

vicariatoIl nostro Vicariato, rappresentato da 6 Comuni (Camerata Cornello, Dossena, San Giovanni Bianco, San Pellegrino Terme, Taleggio, Vedeseta) e 11 Parrocchie, è situato in un territorio montano sparso e impervio: svolgono il loro ministero 12 sacerdoti, di cui 1 è coadiutore festivo e 5 da meno di 3 anni. Popolazione complessiva di 12.300 abitanti, portatori di ricchezze valoriali, ma anche di criticità e fragilità segnate particolarmente e gravemente dalla crisi economica. Sono persone che vivono un continuo e progressivo abbandono della residenza montana per spostarsi in zone meglio urbanizzate e che garantiscono un ipotetico “futuro” migliore. Tutto ciò determina un forte indice di invecchiamento tanto che la popolazione del Vicariato è la più vecchia in assoluto della Provincia di Bergamo. Neppure i 260 stranieri presenti sul territorio (soprattutto donne che in buona parte svolgono mansioni di assistente familiare per i tanti anziani presenti nel Vicariato) contribuisce ad abbassare in modo significativo gli indici di vecchiaia e a garantire un adeguato ricambio della fascia di persone in età lavorativa.

Attualmente la composizione demografica dei nostri paesi (più popolosi San Giovanni Bianco e San Pellegrino Terme, gli altri sono al di sotto dei mille abitanti residenti) presenta caratteristiche che ci portano ad inevitabili riflessioni sul futuro della nostra società:

 Diminuzione della natalità (con un saldo negativo, cioè più morti che nati nel corso di un anno)
 Famiglie mononucleari (con una sola persona per lo più anziana)
 Famiglie unigenitoriali (con la presenza di un solo genitore, dopo la separazione, il divorzio o la convivenza)
 Invecchiamento continuo e progressivo della popolazione

Le relazioni d’amore

Considerando la Famiglia valore fondamentale della nostra società, constatiamo tante difficoltà che rispecchiano l’attuale momento storico. Costanti e consolidati sono: l’accompagnamento vicariale delle coppie di fidanzati in preparazione al matrimonio, le proposte di incontri formativi per i battesimi e l’accompagnamento per la catechesi dell’IC dei bambini e ragazzi. Va però segnalato che all’impegno profuso dalle Comunità spesso non corrisponde una “Donne e uomini capaci di Carità” E’ la lettera pastorale del Vescovo che fa nascere le nostre prime riflessioni, nella convinzione che “l’esercizio della carità possa diventare una strada su cui avviene la trasformazione del cuore” per essere capaci di passare dalle molteplici opere di misericordia già attive ad un cuore misericordioso. vera trasformazione del cuore, piuttosto una sorta di giustificazione che va a coincidere soprattutto con la pigrizia. In alcune parrocchie sono presenti segni di attenzione e di stimolo caritativo, dai servizi per l’infanzia allo spazio compiti; dalla ricerca di lavoro all’aiuto per persone disabili, dal Cre all’animazione dell’Oratorio laddove esiste. Nessun servizio proposto dalle Parrocchie è affidato alle famiglie, ma si è a conoscenza di singoli/gruppi/associazioni che senza nulla dire si prodigano per servizi ad alcune famiglie del Vicariato con disagi gravi. Non manca un incremento delle situazioni di separazione e/o divorzio, così pure di convivenze che favoriscono varie fragilità e precarietà.

Ad interpellare la Comunità cristiana nella sua missione caritativa è non solo la famiglia che vive la crisi economica, la mancanza di lavoro, la precarietà abitativa, ma anche tante belle famiglie che rivelano carenze dal punto di vista educativo e incapacità di aiutare le giovani generazioni ad affrontare il futuro. Vediamo infatti in tanti ragazzi di oggi “dei nuovi poveri” caricati di tante possibilità materiali e connessioni tecnologiche, ma incapaci di aggregazione serena e di ideali più grandi dei loro fragili miti televisivi e sportivi. Da circa sei mesi ci stiamo interrogando seriamente sulla pastorale giovanile del Vicariato confrontandoci pure coi Sindaci dei nostri Comuni, o loro delegati, disponibili al confronto.

Dobbiamo farci carico anche di queste povertà unite alle fatiche di coloro che risiedono nelle frazioni più lontane dal capoluogo. Frequenti sono i casi di solitudine ed isolamento che non sempre immediatamente vengono riconosciuti soprattutto per donne e minori. Pur essendo un Vicariato con parrocchie relativamente piccole spesso esistono divisioni nelle comunità motivate da molteplici proposte di Gruppi e/o Associazioni che non lavorano in rete determinando gravi sovrapposizioni. Significativa e positiva la richiesta di alcune giovani famiglie di una parrocchia del Vicariato per un accompagnamento formativo e spirituale che si auspica possa essere esteso a tutte le Parrocchie del Vicariato.

Festa, Lavoro e Cittadinanza

Per i nostri territori il termine ”lavoro” ha un valore particolarmente rilevante, significa imprenditorialità (vi sono numerosissime attività artigianali) passione, creatività e dignità, ma la situazione congiunturale sta mettendo a dura prova tutto ciò.

Il nostro territorio era caratterizzato, sul piano industriale, da attività manifatturiere, anche di discreta rilevanza, che soffrivano, però, di problemi strutturali accumulati nel tempo e che l’evolversi della crisi ha definitivamente aggravato, portando alla chiusura delle stesse, con perdite di centinaia di posti di lavoro diretti e di un numero non meglio quantificabile legato all’indotto. Pensiamo alla Manifattura di Zogno, alla lavanderia Fontanella o alla Areva entrambe di San Pellegrino Terme, alla Brembo e alla Cartiera.

Accanto al manifatturiero, l’edilizia, un altro settore da sempre considerato peculiare del nostro territorio, ha subito un fortissimo ridimensionamento con ulteriori perdite di occupati, in particolare giovani. Purtroppo non sono bastate e non bastano le possibilità offerte da altre imprese locali, comprese artigianato e commercio, ad assorbire e a tamponare questa emorragia di lavoro; di conseguenza le liste dei disoccupati iscritti al Centro per l’impiego hanno raggiunto saldi negativi davvero importanti (più del 12% della forza lavoro, dato anteriore al 2014), con sempre più famiglie che chiedono il conforto del pacco viveri.

Altri settori come turismo o agricoltura, malgrado avessero una tradizione ben affermata e poggiassero su una buona offerta sul piano delle bellezze territoriali (naturali e artistiche), per anni non hanno rappresentato un investimento proficuo su cui impegnare risorse e creare lavoro. In questo momento, pur rappresentando una possibile alternativa sostenibile per lo sviluppo del territorio, l’accrescimento di queste attività è ancora troppo fragile per assorbire la domanda di lavoro che il territorio esprime.

Ci accorgiamo che rispetto alle suddette difficoltà non sempre l’attivazione per creare occupazione coincide con una risposta positiva da parte dei disoccupati che a volte preferiscono l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e il lavoro in nero. Così pure rilevante è il fenomeno dei “Neet”, ovvero dei giovani che né lavorano, né studiano accompagnato dall’incapacità delle famiglie per la loro possibile riattivazione.

Alcune questioni aperte sul nostro territorio sono il Casinò, le Terme, il Grand Hotel sulle quali permangono grosse perplessità come risposta per un rilancio turistico della Valle. Ci pare che il prezzo sociale che la Valle deve pagare sia troppo alto. In merito a questi temi le Parrocchie si sono attivate per cogliere positività ed evidenziare grossi pericoli che la cosa comporta con la collaborazione dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro.

Le Parrocchie a fronte della crisi economica ed occupazionale si sono attivate con iniziative e modalità diverse e accanto alla raccolta fondi da destinarsi al fondo famiglia /lavoro, sono comparsi anche voucher lavoro per aiuto immediato a famiglie.

Rilevanti sono stati i momenti di preghiera e spiritualità sul tema del lavoro.

All’interno della dinamica citata sopra, si colloca anche il progetto dell’Osservatorio vallare sul lavoro e sul sociale coordinato dai vicari delle 4 vicarie della Valle (e quindi valore aggiunto della fattiva cooperazione) al quale partecipano oggi attivamente sia realtà istituzionali, sia realtà datoriali e sociali.

Si tratta di una sorta di “laboratorio” di confronto, di costruzione di letture condivise a partire dai bisogni e dalle criticità che il territorio esprime, di ideazione di strumenti utili a far fronte a questa situazione. Una finalità importante dell’Osservatorio è quella di contribuire ad un processo sempre più collaborativo tra le parti. Questa modalità di collaborazione ha permesso di attivare alcune iniziative tra cui lo Sportello Informativo il cui obiettivo principale è quello di fornire strumenti adatti a rispondere, ove possibile, alle problematiche riscontrate in tema di informazione ed orientamento rispetto a molte questioni legate al lavoro, principalmente di imprenditoria giovanile.

In questo momento lo sforzo dell’Osservatorio è teso alla promozione di due ambiti: 1. la collaborazione tra imprenditori ed amministratori per uno sviluppo sostenibile del territorio; 2. la collaborazione tra scuola e mondo imprenditoriale sulla formazione/orientamento al lavoro dei giovani.

Fragilità

Per quanto riguarda il settore “fragilità” il lavoro da programmare e affrontare è ancora molto. Nel nostro territorio è presente un centro di primo ascolto a San Pellegrino che coinvolge un buon gruppo di volontari che compiono il loro lavoro soprattutto nella raccolta e nella distribuzione di pacchi alimentari. Il materiale raccolto proviene dalle parrocchie del Vicariato che in modi e tempi diversi si prendono cura della sopravvivenza di questa realtà.

Alcuni parroci, poi, sono in contatto con le assistenti sociali dei singoli comuni che segnalano le situazioni delicate più disparate. Proprio di fronte a queste richieste improvvise e diversificate emerge la mancanza di una Caritas a livello vicariale strutturata e preparata da percorsi di formazione e coinvolgimento. È lodevole il fatto che a questa carenza suppliscono vari gruppi di volontariato che, pur non essendo specificatamente parrocchiali, raccolgono tanti dei nostri cristiani. Il loro impegno è prezioso in un territorio montano come il nostro, aiutando anche le singole amministrazioni a garantire servizi importanti e, nello stesso tempo, delicati. Sicuramente, dato il progressivo impoverimento e invecchiamento delle nostre comunità, uno dei nostri punti deboli è la cura-accompagnamento degli anziani, soprattutto quelli che vivono nelle contrade-frazioni distanti dai centri e dai servizi. La loro solitudine e fragilità da molte famiglie è stata ovviata con l’assunzione di badanti e collaboratrici (a cui è riconosciuto un ruolo sociale importante) ma non per tutti c’è la possibilità di questo sostegno.

La presenza, poi, sul nostro territorio dell’Ospedale, dell’Unità Operativa complessa di Psichiatria e di una Casa di Riposo (“Oasi” di San Pellegrino Terme) apre una parentesi altrettanto importante. Ragguardevole la presenza di un gruppo di Volontari dell’Ospedale (legati alle parrocchie di S. Giovanni e Fuipiano) che, purtroppo, pian piano si sta affievolendo, mentre la struttura stessa dell’Ospedale sta cambiando fisionomia. Ci sono stati vari dibattiti, nelle sedi e nei luoghi opportuni, e adesso si sta aspettando il passaggio alla direzione sanitaria di Bergamo.

Tradizione

Nelle nostre Parrocchie c’è una pastorale di continuità con la Tradizione e le tradizioni, alcune volte portate avanti con una certa inerzia, altre con un lavoro interessante di rivisitazione. Considerevole la ricchezza del volontariato tradizionalmente presente nel nostro territorio in diversi ambiti; accompagnata da palese fatica nel coordinamento di tutte le associazioni. Rilevante che un paio di Oratori non siano ancora vissuti come “Casa” da abitare, nonostante gli innumerevoli sforzi per costruirli o rinnovarli. L’annuncio della fede avviene ancora nella forma della tradizione accompagnata da un’evidente disaffezione alla Messa festiva domenicale, specialmente da parte delle famiglie giovani. Alcune criticità sono: il reperimento di nuove forze per il servizio della catechesi che è veramente difficile (i catechisti fanno quello che possono, ma spesso possono mettere a disposizione solo una piccola parte del loro tempo e non riescono a coprire quelli che sarebbero gli effettivi bisogni delle comunità). Un’altro punto critico riguarda il mondo dei ragazzi un po’ più grandi. Il Sacramento della Cresima purtroppo è per molti ragazzi a tutti gli effetti il sacramento dell’Addio. Mentre la catechesi dei ragazzi gode ovunque di una partecipazione pressoché plebiscitaria, in alcune parrocchie manca del tutto o quasi la catechesi per gli adolescenti e i giovani. E anche nelle parrocchie dove ci sono percorsi per loro la percentuale di presenze è normalmente molto bassa.

Animare la Comunità alla Carità è un compito impegnativo che parte dall’ascolto della Parola, dalla partecipazione alle Messe, dall’annuncio evangelico e passa anche attraverso incontri formativi nei momenti forti dell’anno pastorale che vengono proposti a livello vicariale. Alcune Parrocchie del Vicariato sono coinvolte nella partecipazione a iniziative finalizzate a “gesti di Carità”, verso chi è bisognoso (raccolte alimentari, prodotti d’igiene personale o per la casa…). Viene così spesso coinvolto anche chi non riusciamo ad intercettare direttamente perché non partecipa alla vita parrocchiale: insomma è un’animazione in continua evoluzione che propone, coinvolge, accoglie.

Conclusione

Siamo consapevoli di aver davanti un cammino impegnativo ed affascinante, tracciato dal Sinodo della Chiesa di Bergamo e dalle sue Lettere Pastorali: che le nostre Parrocchie divengano sempre più Comunità cristiane,

  • capaci di Fraternità, nella formazione di eventuali Unità Pastorali,
  • capaci di Vangelo, nell’ascolto e nell’assimilazione della Parola del Signore,
  • capaci di Eucarestia, rivivendo l’azione di Grazia nella Messa domenicale,
  • capaci di Carità, nel divenire testimoni della sua tenerezza, del suo amore e della sua misericordia nei diversi ambiti della nostra vita.

Ci aiuti a intravedere le modalità concrete con cui possiamo fare questo e ci benedica.