Referendum 4 dicembre 2016

costituzioneNel prossimo mese di dicembre i cittadini italiani saranno chiamati con il loro voto ad approvare o respingere la riforma della Costituzione varata dal Parlamento. Si tratta di un evento importante di esercizio della sovranità popolare.
Purtroppo questa occasione rischia di essere tenuta in ostaggio dal clima di polemica e di speculazione partitica che limita pesantemente la comprensione della reale portata della consultazione, condizionandone oltre che lo spirito anche la serenità di giudizio, l’equilibrio, l’onestà intellettuale che deve accompagnare queste scelte, ma soprattutto il diritto ad una corretta informazione.
Il referendum sulle questioni Costituzionali è un percorso legittimo previsto dai Padri Costituenti: è necessario e doveroso, perciò fare il possibile per conoscere e informarsi in modo da esprimere in maniera serena e consapevole, attraverso il voto, un giudizio su questioni, che ci riguardano da vicino come cittadini democratici.
Come cristiani, inoltre, esiste una maggiore responsabilità nel saper valutare al meglio la scelta, al fine di perseverare nel bene comune per le nostre Comunità e la nostra Nazione.

PERCHÉ È IMPORTANTE ANDARE A VOTARE

Dalla Costituzione italiana:

Art. 48
“Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico…..
…..Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge……”

Roberto Benigni ben esprime l’importanza del voto nel Discorso tratto dallo spettacolo “La più bella del mondo”. Spettacolo dedicato alla Costituzione italiana, andato in onda su RAI 1 il 17 dicembre 2012:

“ Prima di leggerveli questi 12 principi fondamentali, vi dico due cose: i nemici che ha la Costituzione…. sono: l’indifferenza alla politica, cioè il disinteresse della politica. Ora voi mi direte: “Benigni, con questi tempi che corrono ci vieni a dire di rispettare la politica?”. Infatti, io non vi dico di rispettare la politica, io vi dico di amarla. Di amare la politica. E’ la cosa più alta, la cosa più alta del pensiero umano per costruire la nostra vita insieme, per organizzare la pace, la serenità e il lavoro.
(…) Coloro che hanno scritto queste cose che sentiremo erano politici. Uomini di politica, che si occupavano di politica dalla mattina alla sera e hanno scritto una cosa immensa, grandiosa, che si salva. Queste sono le cose straordinarie. Per questo bisogna interessarsene (…) è la nostra vita. (…) Disprezzare la politica è come disprezzare sé stessi.
(…) votare è l’unico strumento che abbiamo. Ma per arrivare al voto ci sono volute migliaia di persone morte per non dire milioni, per darci a noi la possibilità di esprimere, di esprimere ciò che noi desideriamo.
(…) Guardate che ognuno di noi ha più potere di quello che pensa sul mondo. Ognuno di noi porta il suo contributo invisibile ma concreto verso il bene o il male, verso il giusto o l’ingiusto.
…….La cosa più terribile è chiamarsi fuori, non votare (…) “

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COSA TRATTA QUESTO REFERENDUM?

Il prossimo dicembre si terrà un referendum costituzionale, riguardante cioè la modifica della Costituzione. In questa occasione gli italiani con almeno 18 anni d’età dovranno decidere se approvare o respingere la proposta di riforma della Costituzione presentata dal Governo, che porta il nome dell’attuale primo ministro, Matteo Renzi, e della ministra alle Riforme Costituzionali e ai Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi.
Come si diceva poc’anzi l’articolo 138 della nostra Costituzione prevede la possibilità di apportare modifiche alla Costituzione stessa. Le leggi di revisione della Costituzione, infatti, devono essere votate da entrambe le Camere con due votazioni ciascuna. La seconda votazione in tutte e due le camere deve ottenere la maggioranza assoluta, ossia la metà esatta più uno dei componenti di entrambe le camere.

Gli italiani sono stati chiamati a dire sì o no alla proposta di legge Costituzionale Renzi-Boschi perché durante la seconda votazione alla Camera dei Deputati il disegno di legge non ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. La decisione della sua entrata in vigore spetterà, dunque, a noi Cittadini.

Il referendum costituzionale 2016 è importante perché si deciderà se cambiare oppure no alcuni punti cardine del testo della Costituzione così come lo conosciamo. Quindi è bene arrivare preparati, consapevoli riguardo al ddl Renzi-Boschi, consci delle posizioni favorevoli e contrarie e consci soprattutto che la scelta che ci viene richiesta come Cittadini non è affatto semplice ed è al contempo fondamentale.
Il testo della riforma Renzi-Boschi introduce diverse novità, tra cui:
 l’abolizione del bicameralismo paritario (ossia Camera e Senato aventi le stesse funzioni),
 la riduzione del numero dei senatori e il cambiamento della loro natura, composizione e modalità di elezione,
 la modifica del quorum per l’elezione del presidente della Repubblica
 l’aumento del numero delle firme necessarie per proporre un referendum, come anche il quorum che deve raggiungere per essere valido
 l’aumento del numero di firme necessario ai cittadini per proporre una legge al parlamento.
Per questo tipo di referendum, chiamato anche referendum confermativo o sospensivo, non è necessario il raggiungimento del quorum. Diversamente dal referendum abrogativo – come quello di aprile sulle trivellazioni, per intenderci – non servirà il 50% dei voti più uno e, a prescindere dal numero di partecipanti, vincerà l’opzione (Sì o No) che ha ottenuto la maggioranza dei voti.

COSA PREVEDE QUESTA NUOVA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE?

Il referendum riguarda principalmente 9 punti chiave:

1) La fine del bicameralismo perfetto

La Camera dei deputati diventerà l’assemblea legislativa principale che avrà sempre l’ultima parola nella approvazione delle leggi. Essa, inoltre, manterrà da sola il potere di votare la fiducia al governo.

2) Un nuovo Senato

Il numero dei senatori verrà ridotto da 315 a 100 di cui 5 scelti dal Presidente della Repubblica, questi senatori scelti dal Presidente non saranno più a vita, ma la loro carica durerà 7 anni come il mandato del Capo dello Stato. Gli altri senatori invece non saranno eletti da noi cittadini ma saranno eletti dal Consiglio di ogni Regione una volta entrato in carica. I vari Consigli Regionali dunque eleggeranno al loro interno almeno un consigliere regionale e almeno un sindaco della regione, che diventeranno dunque senatori. Il numero di Senatori eleggibili verrà stabilito in un momento successivo sulla base del numero degli abitanti residenti di ogni regione. Il disegno di legge stabilisce però un numero minimo pari a due (un sindaco e un consigliere regionale) per poter comunque garantire la rappresentatività della Regione stessa.
Non avendo tutte le Regioni gli stessi tempi di rinnovo del Consiglio Regionale conseguentemente i senatori non saranno eletti tutti nello stesso momento, ma a scaglioni secondo l’anno di votazione per il rinnovo del Consiglio.
Inoltre i senatori non riceveranno alcuna indennità aggiuntiva, ma godranno dell’immunità parlamentare e dei rimborsi spese come già previsto dal regolamento del Senato. Tale scelta è stata fatta poiché i sindaci e i consiglieri regionali eletti senatori non perderanno la carica principale per la quale sono stati eletti. Continueranno, dunque, ad esercitare la loro carica di sindaco e di consigliere regionale e al contempo svolgeranno la loro funzione all’interno del Senato della Repubblica.
I senatori a vita già nominati rimarranno. Gli ex presidenti della Repubblica, invece, non verranno conteggiati nel numero dei senatori scelti dal Colle, continueranno a sedere in Senato. La normativa, tuttavia, non specifica se parteciperanno alle votazioni come attualmente previsto.

3) Una nuova funzione legislativa per il Senato

I senatori avranno una competenza legislativa diversa e diversificata. Diversa dalle competenze che oggi i Senatori sono chiamati a svolgere e diversificata poiché le funzione legislative del Senato saranno suddivise e strutturate in più modi.
Possiamo suddividere la competenza legislativa del Senato in due grandi rami.
a) Competenza congiunta, ossia leggi bicamerali fatte da Camera e Senato
b) Competenza residuale, ossia leggi monocamerali, varate solo dalla Camera sulle quali il Senato può intervenire previe certe condizioni.
La funzione legislativa sarà esercitata collettivamente (caso a) dalle due Camere in materia di:
– Riforme costituzionali e altre leggi costituzionali
– Referendum
– Tutela delle minoranze linguistiche
– Trattati dell’UE
– Ordinamento, funzioni e legislazione elettorale di comuni e città metropolitane
– Sistema elettorale degli organi delle regioni
– Sistema elettorale del Senato
– Attribuzione alle regioni di maggiore autonomia rispetto a quella già prevista
L’esame delle leggi in tali materie inizierà sempre alla Camera per poi passare al Senato. Per le leggi bicamerali non sono previste tempistiche.
Tutte le altre materie, al di fuori di quelle sopra elencate sono di competenza monocamerali, ossia di competenza della sola Camera. Per tali leggi, dopo l’approvazione della Camera, il testo viene trasmesso, entro 40 giorni, al Senato il quale può formulare proposte di modifica, emendamenti entro 30 giorni dalla data della trasmissione. La Camera potrà scegliere se accettare o meno tali modifiche tramite una votazione a maggioranza semplice.
Il Senato può anche chiedere l’esame completo del disegno di legge previa una votazione interna a maggioranza assoluta. Tale votazione deve essere fatta entro 10 giorni dalla trasmissione da parte della Camera. Anche in questo caso, l’ultima parola spetterà alla Camera.

4) Elezione del Presidente della Repubblica

l capo dello Stato sarà eletto dai 630 deputati della Camera e dai 100 senatori, senza la presenza dei delegati Regionali, data la nuova composizione del senato. Per i primi tre scrutini occorreranno i due terzi dei componenti del Parlamento in seduta congiunta. Dal quarto scrutinio si scenderà ai tre quinti dell’Assemblea, mentre dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.

5) Referendum e leggi di iniziativa popolare

Per proporre un referendum abrogativo serviranno 800 mila firme, contro le 500 mila attuali. Verrà inoltre modificato il quorum necessario per la validità del referendum: sarà fissato alla maggioranza dei votanti alle elezioni politiche precedenti.
Per quanto riguarda invece i progetti di legge di iniziativa popolare il numero di firme necessarie è triplicato, da 50 mila a 150 mila.

6) Le nomine dei giudici della Consulta

I 5 giudici della Consulta non saranno più eletti dal Parlamento riunito in seduta comune ma verranno scelti separatamente dalle due Camere. Al Senato ne spetteranno due e alla Camera tre. Per la loro elezione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti per i primi due scrutini, mentre dagli scrutini successivi è sufficiente la maggioranza dei tre quinti.

7) L’abolizione di Cnel e Province

La riforma costituzionale prevede l’abrogazione totale dell’articolo 99 della Costituzione riguardante il Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge verrà nominato un commissario straordinario a cui sarà affidata la liquidazione e la ricollocazione del personale presso la Corte dei Conti. Dal testo della Costituzione viene eliminato anche il riferimento alle Province ma sono previste delle premialità per le Regioni “virtuose”, quelle cioè con i conti in regola.

8) La legge elettorale: ricorso preventivo alla Corte costituzionale

Prima della loro promulgazione le leggi che disciplinano l’elezione dei parlamentari potranno essere sottoposte al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte.
Il ricorso motivato dovrà essere presentato da almeno un quarto dei componenti della Camera o almeno un terzo dei componenti del Senato entro 10 giorni all’approvazione della norma. La Consulta si pronuncerà entro 30 giorni e, in caso di dichiarazione di illegittimità, la legge non sarà promulgata.

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incontri

Suggerimenti

E’ evidente che esprimere con serenità di giudizio un parere favorevole o contrario alla revisione Costituzionale proposta sia complesso, in particolare perché anche la semplice comprensione dei capitoli in discussione necessita il diritto ad una corretta informazione, che come si citava all’inizio sembra subordinata ad un clima di contestazione fine a se stesso piuttosto che di riflessione.

Per recuperare questa possibilità le ACLI Provinciali in accordo e collaborazione con l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e il Lavoro, stanno promuovendo, su tutto il territorio bergamasco, una vasta serie di appuntamenti di confronto improntati sul massimo rispetto, correttezza e imparzialità tra le parti in modo da chiarire per quanto possibile i numerosi leciti dubbi di ognuno. Molti incontri hanno già avuto luogo con ampia partecipazione, molti altri si stanno preparando e programmando.

E’ possibile, perciò, visitando i seguenti siti

http://www.aclibergamo.it/, http://www.diocesibg.it/home_page/curia/00000204_Ufficio_Lavoro.html,

prendere visione degli aggiornamenti in corso.

Segnaliamo, inoltre, alcuni articoli interessanti che possono aiutare chi per vari motivi non possa partecipare agli appuntamenti che troverete nell’immagine inserita. Possono essere facilmente scaricati dai siti indicati. 

http://www.diocesibg.it/home_

  • Filippo Pizzolato: I “no” alla riforma costituzionale: retorica, metodo e contenuti
    FONTE: rivista  on-line “Aggiornamenti sociali”, giugno-luglio 2016
  • Carlo Fusaro: Le ragioni del SI alla riforma Costituzionale
    FONTE: rivista on-line Aggiornamenti sociali, giugno-luglio 2016
  • Roberto Bin: Perché votare “sì” alla riforma Costituzionale
    FONTE: rivista on-line “Aggiornamenti sociali”, agosto-settembre 2016
  • Luca R.Perfetti: Cinque argomenti critici sulla riforma Costituzionale
    FONTE: rivista on-line “Aggiornamenti sociali”, agosto-settembre 2016
  • Giuseppe Riggio SJ ; Il cantiere della Riforma Costituzionale
    FONTE: rivista on-line “Aggiornamenti sociali”, aprile 2016