Pastorale

 

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La pastorale è da concepirsi come l’azione multiforme dell’intera comunità ecclesiale animata dallo Spirito Santo, per l’attuazione nel tempo del progetto di salvezza di Dio sugli uomini.

Il termine, che è stato sempre nel tempo identificato con l’azione di chi custodiva il gregge dell’ovile e lo conduceva al pascolo, oggi – che il tempo della pastorizia è tramontato – viene collegato alla vita della Chiesa, alla sua missione salvifica nei confronti del mondo, all’azione dei suoi sacerdoti.

A partire dal Concilio Vaticano II il significato del termine si è allargato fino a comprendere i compiti di tutta la Chiesa intesa in quanto popolo di Dio in cammino nella storia umana, e quindi l’attività di tutti i suoi membri, gerarchia e laicato, finalizzata alla salvezza integrale degli uomini.

Le virtù dell’operatore pastorale (A. Fallico)

Operatore pastorale non si nasce. Ci si diventa. E ci si diventa per qualificazione oltre che per vocazione. Occorrono anni di paziente, costante, progressiva formazione.

Le virtù necessarie? Tante, quante ne richiede il compito delicato e importante di far da segno e strumento, ossia da sacramento a Cristo Messia-pastore, nell’oggi e nel qui della storia.

L’operatore ecclesiale deve avere la coscienza di servire il Signore Gesù come canale di trasmissione e fedele portavoce del messaggio evangelico, ma anche testimone che conferma, garantisce e dimostra con la vita il messaggio annunciato.

Quali dunque le virtù richieste?

1- Anzitutto quelle umane, dominio di sé, l’apertura mentale, la rettitudine, il rispetto dell’altro, la tolleranza, la prudenza, la sincerità, la temperanza, la cordialità, la perseveranza, il coraggio delle proprie idee, la giustizia, l’onestà, la solidarietà.

2- Su queste qualità tipicamente umane possono e debbono incarnarsi le virtù promosse dal messaggio di Gesù che vanno da quelle teologali, Fede, Speranza e Carità, a quelle legate ai Consigli evangelici e alle Beatitudini come la povertà di spirito, la purezza di cuore, l’umiltà, la sottomissione della propria volontà alla volontà di Dio e a coloro che nel mondo la rappresentano, l’arricchimento progressivo della vita interiore, la preghiera incessante e profonda, la partecipazione ai sacramenti, la conversione e l’ascesi legate alla sequela di Gesù, la capacità di perdono, la dedizione amorevole e coraggiosa all’apostolato per l’evangelizzazione del mondo…

3- E inoltre le virtù richieste dall’esercizio stesso della ministerialità ecclesiale: disponibilità al servizio, generosità di prestazione, umiltà nella partecipazione e nella collaborazione e non ricerca di potere o di carriera, attenzione agli ultimi…

4- Conviene attenersi ad una rosa di virtù-sintesi, virtù-simbol desumibili dal comportamento stesso del missionario Messia-pastore Gesù di Nazareth. Il capitolo X di Giovanni ne è pieno. Le raggruppiamo in una sorta di decalogo-itinerario utile al cammino formativo dell’operatore pastorale.