La Cittadinanza

cittadinanza

I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per lingua, né per abiti. Non abitano neppure città proprie, né usano una lingua particolare, … ma testimoniano uno stile di vita mirabile e, a detta di tutti, paradossale … Risiedono nella loro patria ma come stranieri domiciliati (pároikoi); a tutto partecipano come cittadini e a tutto sottostanno come stranieri (xénoi); ogni terra straniera è patria per loro e ogni patria è terra straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non espongono i loro nati. Mettono in comune la tavola, ma non il letto … Dio ha assegnato loro una missione così importante che essi non possono disertare (A Diogneto V,1-2.4-7; VI,10).

Ancora oggi noi sentiamo in questo testo un messaggio forte, che ci intriga: in quei cristiani c’era la capacità di una cittadinanza leale e, nel contempo, la consapevolezza e la responsabilità di una differenza dovuta alla fede in Gesù Cristo. Questa fede implica in effetti una testimonianza concreta nella società, anche attraverso azioni, scelte, comportamenti che hanno un’incidenza politica, sociale ed economica. Amare l’altro come Gesù ci ha amati (cf. Gv 13,34; 15,12), fino al dono della propria vita; amare l’altro anche quando ci è nemico; perdonare l’altro anche se ci perseguita (cf. Mt 5,43-48; Lc 6,27-36); amare l’altro fino a condividere con lui i beni (cf. At 2,42-45; 4,32-35); amare l’altro fino a compiere un’azione di servizio e di liberazione; lavorare quotidianamente per essere artefici di pace e di giustizia: tutto questo è un orientamento decisivo nell’edificazione della polis e di una società rispettosa di tutti!