Inaugurazione nuove vie

Sono state dedicate a pittori originari di Santa Croce
1) piazzale Francesco di Simone da Santa Croce
2) via Girolamo da Santa Croce
3) scaletta Francesco di Girolamo da Santa Croce
4) mentre la via che conduce alla chiesa parrocchiale verrà dedicata a don Luigi Tiraboschi- Parroco di Santa Croce dal 1971 al 1987
Lo stesso giorno è stato presentato il libro: Don Luigi Tiraboschi – Gli anni di Santa Croce

(qui di seguito alcune fotografie scattate dall’amico Celeste)

Alcune informazioni:

DON LUIGI TIRABOSCHI Ha lasciato una grande impronta a Santa Croce, comunità con la quale ha mantenuto uno speciale rapporto anche durante il suo successivo apostolato presso la sua nuova parrocchia di Paratico. Durante la sua ha permanenza a Santa Croce ha provveduto alla completa ristrutturazione della Chiesa Parrocchiale, della attigua Casa Parrocchiale e del Sagrato della Chiesa stessa. Ha completato la costruzione del Campo Sportivo; ha ristrutturato la scuola materna, la Chiesa di Spettino, di Antea e di Ca’ de Rizzi. Ha realizzato la cappella della Madonna di Lourdes lungo la strada che conduce da Santa Croce a San Pellegrino. Uomo di cultura, ha portato a Santa Croce la pala di Francesco Rizzo, unica opera dei Santacroce nella loro terra d’origine; ha curato nel 1982, nell’ambito delle celebrazioni per il quinto centenario di fondazione della parrocchia, un mostra dedicata a questi pittori del cinquecento, inoltre ha organizzato e curato anche altre mostre dedicate alla storia e all’artigianato locale

Uomo di grande fede ha rispettato tutte le tradizioni religiose che ha trovato all’interno della nostra comunità, ha dato importanza a tutte le Funzioni Liturgiche celebrandole con dignità e solennità secondo lo spirito della Chiesa e mettendo in primo piano la parola di Dio; ha curato l’Istruzione religiosa celebrando due Missioni nel 1975 e nel 1985; ha seguito con cura i ragazzi e la gioventù, attraverso numerosi incontri spirituali loro dedicati, ma anche con numerose gite in montagna al fine di conoscerli e guidarli meglio; ha curato le famiglie, consapevole del fatto che fosse il nucleo fondamentale della Comunità e il perno di ogni efficace educazione cristiana; ha rivolto una attenzione speciale ai malati, agli infermi, agli anziani, per questi ultimi ha dato inizio alla “Festa degli Anziani” tradizione che perdura tutt’oggi; ha curato con amore il canto liturgico, congeniale alla sua personale passione per la musica.

Ha lavorato con passione, con gioia, con entusiasmo, a tempo pieno per la sua comunità di Santa Croce che ha sempre avuto nel cuore.

FRANCESCO DI SIMONE DA SANTACROCE
Nato a Santa Croce tra il 1470 e il 1475.
Le opere a lui attribuibili con certezza, e su cui si è fondata la ricostruzione della sua personalità storico-artistica, si riferiscono ad un arco di tempo piuttosto breve. Tutti di stampo belliniano questi dipinti sono stati collocati dalla critica tra il 1504, anno in cui firmò l’Annunciazione proveniente dalla chiesa di Spino, oggi all’Accademia Carrara di Bergamo, e il 1507, data che troviamo apposta sulla pala con Madonna e santi oggi nella chiesa di S. Pietro Martire, a Murano. E’ del 1506 il Trittico del Redentore, proveniente da Lepreno, che si conserva all’Accademia Carrara di Bergamo. Muore nel 1508 e nel dettare il testamento si ricordava della terra natale, lasciando una somma in denaro per la celebrazione di messe all’ “ecclesia Sancte Crucis Vallis Brembane”, oltre a un appezzamento di terreno per il locale consorzio della Misericordia

GIROLAMO DA SANTACROCE
Nato a Santa Croce tra il 1480 e il 1485.
Ancora in giovane età si trasferisce a Venezia, dove morirà nel 1556. Stando a quanto emerso da diversi documenti, nella città lagunare studia presso la bottega di Gentile Bellini e forse, dopo la morte di quest’ultimo nel 1507, gravita nella cerchia di Giovanni Bellini. Ludwig ritiene che Girolamo abbia passato pure un breve periodo presso la bottega di Cima da Conegliano, anche se non sono state rintracciate prove in grado di confermare tale ipotesi. Probabilmente verso il 1520 Girolamo apre a Venezia una propria bottega, da un punto di vista artistico, l’impronta stilistica belliniana rimarrà predominante. I suoi dipinti furono destinati prevalentemente a chiese di provincia, nel territorio veneto e, specie nel periodo della tarda maturità, nell’Istria e nella Dalmazia. In provincia di Bergamo troviamo, oltre a quelli custoditi presso l’Accademia Carrara,

1) Trittico della Visitazione
(S. Giuseppe – Visitazione – S. Simeone – nella lunetta, l’Eterno e cherubini) ad
Oneta, Santuario della Madonna del Frassino
2) Madonna con Bambino e Santi a Nese – Alzano Lombardo, Parrocchia di S. Giorgio martire
3) Polittico di San Rocco (S. Cristoforo – Sant’Antonio Abate – Pietà ) ad Olera – Alzano Lombardo, Parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo

FRANCESCO DI GIROLAMO
Francesco, figlio di Girolamo, nacque a Venezia nel 1516. Collaboratore del padre, alla morte di questi ne ereditò la bottega portando avanti la sua attività. Morì nel 1584. Per quanto riguarda l’aspetto squisitamente tecnico, Francesco è forse meno capace del padre, in quanto dotato di un segno più duro e le figure da lui rappresentate hanno un senso di minore espressività. Allo stesso tempo però, Francesco sfoggia un autentico spirito manageriale ed imprenditoriale. Inizialmente per inserirsi meglio nella rete di committenze pazientemente tessuta dal padre, non solo ne imita le opere, ma con ogni probabilità, almeno a parere di Prijatelj, si firma usando il nome di Girolamo. Si sa anche che Francesco stringe alcuni accordi con conventi francescani sparsi in Dalmazia e che prevedono la fornitura di un certo numero di dipinti, in un lasso di tempo determinato, in cambio di una somma di denaro prestabilita. Tutto ciò dimostra come la bottega dei Santa Croce sia prolifica, organizzata e con un solido sistema di committenze ben ramificato.