Convegno 15 ottobre


Saluto del Parroco

Quale Parroco di Santa Croce,

sono lieto di porgere a tutti il mio saluto più cordiale in occasione di questo Convegno “I Santacroce: una famiglia di pittori del Rinascimento a Venezia” organizzato nel giorno di vigilia della Solennità della Madonna del S. Rosario della Parrocchia di Santa Croce di San Pellegrino Terme.

Ringrazio gli organizzatori, le istituzioni intervenute, i relatori e in modo del tutto particolare il caro Adriano Avogadro che tanto si è prodigato per questo evento con grande passione perché l’arte espressa dai Pittori Santacroce non sia solo conosciuta come testimone credibile della bellezza del creato, ma anche come uno strumento prezioso di evangelizzazione per la Chiesa.

Papa Francesco ha detto che l’arte è una forza creatrice, è uno degli antidoti alla “cultura dello scarto”. L’arte è “speranza” ed è “consolazione”. L’arte deve essere aperta a tutti, ma soprattutto ai poveri, gli emarginati, i diseredati… E i Pittori Santacroce con maestria e sapienza attraverso le loro opere sono stati grandi testimoni. Seguire Cristo non è solo una cosa vera ma anche bella, capace di riempire la vita di gioia, perfino nelle difficoltà di tutti i giorni. In questo senso la bellezza rappresenta una via per incontrare il Signore. L’arte può essere un veicolo straordinario per raccontare agli uomini e alle donne di tutto il mondo, semplicemente, la buona notizia di Dio che si fa uomo per noi, perché ci vuole tanto bene. E questo è bello!

Possa questo Convegno essere un aiuto al progresso spirituale, ecclesiale ed artistico di ciascuno: attraverso l’arte ognuno sia messaggero della fede, messaggero del bello, messaggero di Dio in questo mondo, e attraverso il vostro servizio possiate trovare sempre il centro della vostra vita nella gloria di Dio.


 

Questo i’intervento finale di Adriano

 

Buongiorno,

dopo interventi così autorevoli, importanti ed interessanti  la mia intromissione vuol essere una  semplice testimonianza di affetto nei confronti di questi pittori;  mi fa da salvacondotto il fatto di essere nato e residente nella piccola località che ha dato loro i natali e soprattutto il dovere morale che nutro verso questi artisti  che hanno orgogliosamente portato il nome di Santa Croce in tutto il mondo.

Noto tra i presenti molti amici provenienti da Santa Croce, lo stesso parroco non ha voluto mancare sebbene oggi fosse una giornata importante dal momento che domani è la festa della Madonna del Rosario, una delle feste più sentite della nostra parrocchia, ma in tutti noi c’era tanta curiosità, molto interesse verso questi pittori che tutti noi desideriamo poter conoscere più a fondo, sento quindi forte in questo momento  l’appoggio dell’intera mia comunità di Santa Croce, vorrei dire che sto dando voce all’intera comunità.

Prima però di parlare del mio lavoro, delle mie idee  e perché no anche dei miei “sogni” per il futuro, concedetemi alcuni doverosi  ringraziamenti.  Mi rendo conto che dovrebbero essere  molti coloro che dovrei nominare, purtroppo non mi è possibile per limite di tempo, li ricordo tutti e conservo nel mio cuore ogni singolo aiuto o contributo, però alcuni li devo obbligatoriamente citare.

Il primo da ringraziare è doverosamente il dottor Silvio Tommasini, senza il suo apporto, senza la sua professionalità e competenza  non avremmo potuto preparare e condurre una giornata di studi  come quella di oggi; debbo ringraziare sentitamente la professoressa Ivana Capeta Rakic, che quando ho incontrato lo scorso anno a Spalato, di fronte al Polittico di Girolamo da Santacroce nella chiesa di Santa Maria delle Grazie alle Paludi, alla mia domanda se avrebbe partecipato ad un eventuale convegno a San Pellegrino Terme, mi ha risposto immediatamente si, dando così il via al mio, fino ad allora, sogno segreto (che nascondevo anche a me stesso perché mi sembrava irrealizzabile);  la più grande esperta al mondo sui Santacroce, un punto di riferimento mondiale, infatti quest’anno a Nicosia e l’anno prossimo  a Chicago in convegni internazionali parlerà dei nostri Santacroce. Ma numerose sono le pubblicazioni e gli studi da lei effettuati, oltre alla corposa tesi di dottorato.

Grazie al professor Giovanni Villa, che purtroppo è assente per motivi di salute e che sarà però tra noi in una prossima occasione, ricordo, come fosse ieri, la telefonata per chiedere la sua disponibilità e la mia contentezza alla sua risposta affermativa, pensavo in quel momento di toccare il cielo con un dito, il più grande studioso di arte rinascimentale a Venezia, il Coordinatore scientifico della mostra di “Antonello da Messina” alle Scuderie del Quirinale, il curatore delle mostre di “Giovanni Bellini” e di “Cima da Conegliano” avrebbe portato lustro al nostro incontro.

Grazie a Simone Facchinetti, che ha scritto un libretto sui nostri pittori “Intorno ai Santacroce”  e che ha dato titolo e volto all’evento.

Grazie a Paolo Plebani che ha descritto in modo dettagliato la storia e le vicissitudini dell’opera a noi più famosa, l’Annunciazione di Spino.

Grazie al prof. Tarcisio Bottani, presidente del Centro Storico Culturale Vallebrembana, al Sindaco di San Pellegrino Terme, dottor Vittorio Milesi, all’ex assessore Michele Pesenti che hanno creduto al mio progetto, e l’hanno finanziato; a proposito di finanziamento grazie a tutti gli sponsor che hanno sostenuto economicamente il progetto.

Infine grazie a tutti voi per la partecipazione e l’interesse, mi fa molto piacere vedere un riscontro di  pubblico così numeroso ed attento, ma tra i presenti un grazie particolare a due/tre persone che partecipano arrivando da lontano;  da Parigi la studentessa Flore Brizé Le Lion, che sta svolgendo un Master di Ricerca in Storia dell’arte alla Scuola del Louvre (Parigi) e sta preparando una tesi su Girolamo da Santacroce; grazie poi ad Alois Lettner, studioso dei Santacroce,  e al suo amico che giungono da Salisburgo.

convegnoDopo questi sinceri ringraziamenti ora un accenno al mio lavoro, alla mia raccolta, che non ha il crisma della scientificità, e detto da un farmacista questo potrebbe sembrare essere un paradosso. Purtroppo non ne ho le competenze, e sono troppo lontani ed anche superficiali i ricordi delle lezioni di storia dell’Arte al Liceo Classico, di quegli anni mi è rimasta la passione per il bello.

Cullavo l’idea di approfondire la vita e le opere dei pittori di Santa  Croce  dal 1982, quando in occasione del V centenario di fondazione della Parrocchia è stata  organizzata una bella mostra nella nostra chiesa parrocchiale, ma il mio lavoro di ricerca vero e proprio è iniziato  solo tre anni fa.

In questo sono stato molto aiutato da internet, infatti diversi musei hanno ottimi siti, con foto e schede delle opere esposte o in deposito ; sono pure numerosi  i testi, specialmente antichi, digitalizzati ed ora disponibili in rete; tutto questo ha facilitato il mio lavoro e il mio studio che non può dirsi finito.

Ho digitalizzato le pagine dedicate ai Santacroce di alcuni studi  (per esempio lo studio pubblicato nel 1906 dal  Fiocco; quello del 1962 del prof Heinemann; lo studio di Kruno Prijatelj del 1967 e quello del 1976 di Della Chiesa e Baccheschi);

stessa cosa per una tesi della professoressa Ferraro e articoli molto interessanti .

Ho  linkato documenti disponibili sul web, qui mostro come  esempio lo studio  della professoressa Capeta riguardante le scene tratta dall’Orlando Furioso, un articolo di Vilmos Tatrai storico dell’Arte del museo di Budapest, è comunque notevole la bibliografia che ho potuto ricostruire.

Ho cercato di recuperare foto e letteratura riguardante le opere dei sette artisti, (opere  firmate, opere assegnate ma anche  quelle più o meno incerte) e così sono riuscito a raccogliere:

34 opere di Francesco di Simone, 133 di Francesco Rizzo, l’unica opera di Vincenzo Galizzi, le 28 opere di Giovanni Galizzi, comprese le opere del giovane Tintoretto assegnate a Giovanni Galizzi dallo studio  di Robert Echols del  1995, ben 311 opere di Girolamo da Santacroce, 45 di Francesco di Girolamo, e 28 di Pietro Paolo da Santacroce.

Per ogni opera ho realizzato una scheda con fotografia (purtroppo non di tutte), titolo;  dimensioni;  tecnica e supporto (olio su tela, olio su tavola; disegno);  ubicazione (anche in questo caso dove possibile); presenza della firma e della data; bibliografia, ma anche link a siti web che offrono ulteriori informazioni e contributi.

Durante la mia ricerca ho trovato che opere dei Santacroce sono in molti musei italiani, europei ed americani, opere di Girolamo da Santacroce sono alla Presidenza del Consiglio, e una seconda in deposito dal 1940 al Senato della Repubblica.

Non ho trovato  autoritratti dei Santacroce, anche se, secondo il Tassi (1793), il Giuseppe d’Arimatea  della “Deposizione di Cristo dalla croce” olio su tavola conservato all’Accademia Carrara viene identificato con l’autoritratto di Girolamo che indica una croce dipinta sul coperchio del vaso di unguento che tiene in mano.

Altra curiosità, il Paesaggio con cavaliere sempre di Girolamo da Santa Croce conservato alla Phillips Collection  di Washington  è in effetti molto piccolo è un olio su tavola, cm. 1,91 x 1,03

Ho trovato  che l’Annunciazione di Spino, splendida opera di Francesco di Simone del 1504, conservata ora all’Accademia Carrara, è stata oggetto/protagonista di  un breve romanzo , una “Leggenda Artistica” opera di Pasino Locatelli del  1867.
Narra la vicenda  di Giacomo (di Santa Croce)  e della bella Marina (di Spino), e del loro amore contrastato a causa dei dissidi, per questioni di confini non rispettati, tra i due paesi.  La disputa, che era sfociata in tragedia  a causa della morte di Paolo, fratello di Marina, durante una furibonda rissa,  si risolve con l’intervento del pittore Francesco Rizzo (e qui un piccolo refuso) che dona alla chiesa di Spino l’opera che aveva dipinto per la chiesa di Santa Croce.

Altra scoperta, tratta questa volta da Milano Finanza del dicembre dello scorso anno, dice che “La performance più clamorosa del 2015 è stata raggiunta dalla casa d’aste  Wannenes a Genova in dicembre dove una coppia di dipinti attribuiti a Girolamo da Santacroce sono passati da una valutazione di 400/600 euro sino a un prezzo finale di 149 mila euro.

A proposito di Aste, il prossimo 18 ottobre, la Dorotheum casa d’Aste di Vienna  proporrà questa Sacra Famiglia con Maria Maddalena attribuita a Girolamo da Santacroce, base d’asta 150/200 mila euro.

Ho così raccolto e catalogato  una mole notevole di materiale, immagini e documenti sui nostri pittori, questi sono serviti per un mio arricchimento personale ma potrei mettere tutto questo con piacere a disposizione per l’allestimento di un centro studi, o, magari, di un piccolo museo virtuale, che potrebbe diventare un utile punto di riferimento per coloro che li studiano o anche solo li vogliano conoscere.

Un sogno? Forse! ma è così bello sognare, e in fin dei conti non costa nulla.