La Riforma dei Vicariati


Camminare insieme nella gioia del Vangelo

1 – VERSO LA RIFORMA DEI VICARIATI

Il nostro Vescovo, raccogliendo l’invito del Papa alla Chiesa italiana in occasione del convegno di Firenze e provocato dalla realtà della nostra diocesi che ha avuto modo ormai di conoscere approfonditamente  a seguito delle 5 visite vicariali oltre che per i numerosissimi incontri sul territorio avuti in questi anni di permanenza a Bergamo, ha voluto consegnarci quest’anno una lettera circolare dove sinteticamente e attraverso una sua lettura della situazione, offre importanti orientamenti per un rinnovato cammino comunitario nella gioia del Vangelo.

Si tratta di una riflessione che a partire da sguardi puntuali, riporta l’attenzione sulle questioni di fondo dell’essere Chiesa in rapporto ed a servizio con il mondo. Si tratta di sollecitazioni che trovano il loro grande punto di partenza a partire dal Vangelo, dal Concilio Vaticano secondo, dal cammino della Chiesa bergamasca con particolare attenzione al Sinodo diocesano e dal magistero attuale che con grande vigore ci interpella e ci sostiene nel costante cammino di conversione che abbiamo da vivere come cristiani nelle nostre comunità.

067bweb-due-a-dueIl documento non manca di lasciar emergere tra le righe, che il desiderio di riforma per essere sempre fedeli al messaggio affidatoci, oggi sia anche una necessità che non possiamo trascurare se vogliamo che le nostre parrocchie e la nostra Chiesa di Bergamo continui ad essere strumento efficace di trasmissione del Vangelo attraverso l’incontro ed il servizio agli uomini ed alle donne che vivono assieme a noi.

Nella prima parte viene delineata l’evidenza della ricchezza di possibilità ed esperienze che animano e sostengono le nostre comunità: l’organizzazione, le strutture, il volontariato.

Questa situazione segnala però anche alcuni rischi e fatiche: Il rischio di fare tanto ma di generare poco; Il rischio di essere “utili o utilizzati” ma non “necessari” ad un territorio e ad una cultura che procedono per la loro strada; Il rischio di investire e consumare moltissime energie per la “gestione ordinaria”, per mantenere l’esistente, restando poi molto appesantiti ed essere poco “in uscita”, l’essere molto affaticati e poco sereni pensando che la conservazione e la difesa dell’esistente sia tutto quello che si può fare.

Tutto ciò stride e mortifica la gioia del Vangelo che dovrebbe sostenere la natura e l’identità del cristiano e della nostra comunità.

Da qui la scelta e il riferimento all’icona di Emmaus che ci accompagna quest’anno, dove solo l’incontro col risorto rilancia la vita del discepolo e rigenera la vita della comunità.

Ed è proprio a partire dalla consapevolezza di questa costante presenza che ci accompagna che vengono indicate alcune priorità da perseguire.

Anzitutto la necessità di operare un lavoro di verifica delle nostra attività, strutture e progetti per discernere ciò che va nella direzione della generatività e ciò che si trova di più nella logica della “produttività” (realizziamo molte cose ma che però restano poco feconde. Produrre della cose è diverso che generare qualcosa che ha in se la vita.)

Questo esercizio di discernimento va nella direzione di un alleggerimento rispetto ad un  “troppo pieno” che condiziona la vita delle nostre comunità, di una preferenza per scelte di qualità più che di quantità. Naturalmente, la qualità non è semplicemente frutto di una diminuzione e maggiore cura delle proposte ma piuttosto si tratta di concentrarci su ciò che ha segnato le scelte pastorali degli anni che stiamo vivendo e compiere esercizi di discernimento che permettano di trovare stili e orientamenti  nuovi e più generativi.

Il consiglio pastorale e i luoghi dove le persone accolgono e realizzano il Vangelo devono diventare occasione di verifica e rilettura della realtà in prospettiva dell’ ”uscita” e non solo luoghi di organizzazioni pratiche o “del si è sempre fatto così”.

vescovo_beschi8L’esigenza di un ripensamento e di un rilancio dei vicariati locali per una relazione più significativa col territorio, che favorisca una ricaduta e un fermento evangelico più incisivi. A questo progetto di riforma è indispensabile il contributo dei laici per un approfondimento delle ragioni e delle finalità che portano a questo cambiamento. Ciò è richiesto quest’anno particolarmente ai consigli pastorali vicariali e parrocchiali al fine di elaborare rinnovati stili di vita cristiana, di coscienza ecclesiale e di relazione-ricaduta sul territorio.

Nel frattempo i sacerdoti a servizio delle nostre comunità sono chiamati a realizzare la costituzione di fraternità presbiterali che favoriscano la relazione e la collaborazione ministeriale. Il Vescovo incontrerà tutti i consigli presbiterali e pastorali vicariali proprio per indicarci e illustrarci ulteriormente il cammino che ci attende.

Accogliendo queste indicazioni e prospettive vogliamo vivere il tempo che ci sta davanti con ottimismo e serena fiducia per generare aria nuova e vita nuova nella nostra comunità.

                                                                                                                                                       Don Cristiano Re

 

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