Anno Pastorale 2016-2017

Festa Patronale della Santa Croce 2017

con il Vescovo Mons. Carlo Mazza (Vescovo emerito di Fidenza) e Anniversari di Matrimonio


Festa della Parrocchia

A ciascuno e a tutti un grandissimo GRAZIE con l’augurio che si verifichi sempre più collaborazione e stima reciproca per la gloria di Dio e il bene della Comunità”.

 

Pubblicato da Parrocchia di Santa Croce di San Pellegrino Terme su martedì 15 agosto 2017


Triduo Pasquale e Pasqua 2017 a Santa Croce: il Signore è veramente Risorto! Alleluja!


Domenica delle Palme

“Domenica delle Palme: anche nella nostra Parrocchia inizia la Grande Settimana, la Settimana Santa, cuore della fede cristiana”.


La campane della nostra chiesa suonate in occasione delle Quarantore Domenica 19 febbraio 2017
Concerto di 5 campane in Solb4 (le 3 minori son state fuse da Monzini nel 1871 mentre le 2 maggiori son
state rifuse da A. Ottolina nel 1949)

[00:19] Allegrezze in elettrico-manuale. Ore 11.45. Suonano Federico e Riccardo
[14:14] Concerto solenne in elettrico-manuale per l’Angelus solenne.
 

 

S. Messa Solenne di chiusura e Processione delle ore 14.30

[00:12] Allegrezze manuali per la fine della Messa. Ore 16.00 circa. Suonano Federico, Riccardo, Samuel e Mattia, campanari della Federazione Campanari Bergamaschi [00:12] Marcia di Lenna [02:07] Marcia di Grumello [03:06] Mazurca di Grumello [04:39] Allegrezza

[05:35] Suono alla romana. Ore 16.15 circa. Suonano Federico e Samuel, campanari della Federazione Campanari Bergamaschi, alternandosi con tastiera e campanone.
 

 


Carnevale a Santa Croce 2017 

Pomeriggio dedicato ai più piccoli per divertirsi e giocare in allegria
Sfilata, festa in maschera. Una festa, domenica 26 febbraio tra coriandoli e costumi..

Il carnevale ha per noi un significato speciale: gli ultimi giorni prima dell’inizio della Quaresima, tempo di penitenza e di astinenza dagli eccessi.

Significato della parola Carnevale:
Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cattolica. I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare, l’elemento distintivo e caratterizzante del carnevale è l’uso del mascheramento. La parola carnevale deriva dal latino “carnem levare” (“eliminare la carne“) poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

Don Sergio
“Grazie di vero cuore a tutti coloro che hanno collaborato e un fantastico applauso al Mago Fiorellone, ciaooo”


Festa del Battesimo del Signore

“In occasione della Festa del Battesimo di Gesù, le famiglie che hanno battezzato i loro bambini negli ultimi 3 anni (2014, 2015,2016), sono state invitate a partecipare alla S. Messa comunitaria delle ore 10.30. Durante la celebrazione è stato ricordato il sacramento ricevuto e i genitori hanno vissuto il segno dell’olio profumato, che richiama il Crisma, l’olio consacrato dal Vescovo il Giovedì santo, con il quale siamo stati segnati in fronte nel Battesimo e nella Cresima. Insieme con la Comunità abbiamo chiesto a Dio che ci aiuti a diffondere nella nostra casa il profumo delle buone opere secondo lo stile del Vangelo di Gesù.”


Festa della Madonna della Salute


Rito Mandato alle Catechiste

Catechisti per l’anno 2016-2017


Visita del Vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi


Alcune bellissime foto dell’amico Celeste


Rito d’Accoglienza del Vescovo al Monumento

Guida: Carissimo Vescovo Francesco: benvenuto nella nostra Parrocchia con le sue comunità di Cà de Rizzi, Antea, Santa Croce e Spettino. Oggi è una Festa grande e importante per la nostra Parrocchia: è la Festa della Madonna del Santo Rosario nell’Anno del Giubileo della Misericordia. Papa Francesco ha suggerito di ripassare le Opere di Misericordia Corporali e Spirituali. Ecco: le nostre Catechiste con il nostro don ci hanno aiutato, lungo l’anno giubilare, a ripassarle. Ecco quelle corporali:

L1Dar da mangiare agli affamati e dar da bere agli assetati”. Quanta fame nel mondo e non solo di pane, l’affamato e l’assetato hanno fame e sete di amore, di cure, di considerazione.

L2Vestire gli ignudi”. La persona nuda è sia quella che non ha vestiti per il corpo, ma anche quella la cui dignità è stata calpestata. Vestire gli ignudi significa anche dare ad ognuno (neonati, anziani, donne, emarginati) la dignità di uomo e di Figlio di Dio.

L3Visitare gli ammalati. Seppellire i morti”. La visita ai malati ha lo scopo di portare consolazione, anche solo facendogli compagnia, quanti anziani spesso ammalati, rimangono soli. Ma la consolazione da sola non basta, abbiamo scoperto che bisogna portare la speranza e la serenità che vengono da Dio.

L4Ospitare i forestieri”. Il pensiero va immediatamente agli immigrati, spesso rifugiati, in fuga da persecuzioni e guerre. I forestieri non sono solo coloro che hanno bisogno di un alloggio, sono anche quelli che nessuno ama, che nessuno desidera come amico: ospitarlo vuol dire accoglierlo. 

L5 “Visitare i carcerati”. Quest’opera di misericordia è una delle più difficili da praticare. Il carcere non è un ambiente accessibile a chiunque. Le leggi e regolamenti consentono visite solo a persone autorizzate. Abbiamo pregato per i carcerati e per le loro famiglie che trascorrono mesi/anni assai difficili per terribili situazioni.

Guida Caro Vescovo, noi abbiamo ascoltato bene le nostre catechiste…che sono davvero brave! ma non ci ricordiamo a memoria queste opere, e i nostri cuori, ma anche quelli dei grandi, sono un po’ duri. Le catechiste e il nostro don, non contenti, ci hanno insegnato anche le opere di misericordia spirituale. Eccole:

L6Insegnare agli ignoranti”. E’ l’opera di chi non è geloso delle cose che sa e non le tiene solo per sé; è l’opera di chi si impegna a far capire con pazienza come stanno veramente le cose; è l’opera di chi non approfitta di quello che gli altri non sanno per portare avanti i propri interessi…

L7Consigliare i dubbiosi”. E’ l’opera di chi incoraggia a prendere buone decisioni; è l’opera di chi aiuta a capire meglio le cose; è l’opera di chi fa attenzione nei consigli che dà.

L8Ammonire i peccatori”. E’ l’opera di chi non ha paura di diventare meno simpatico con gli amici per il fatto che non approva qualche loro parola o azione cattiva.

L9Perdonare le offese”. È l’opera di amici che non sono permalosi, non vedono qualche cosa di male dietro ogni parola e azione; è l’opera di chi risponde sempre con la non violenza.

L10Consolare gli afflitti”. E’ l’opera di persone che trasmettono speranza nel momento della sofferenza; è l’opera di persone in buona salute che dedicano tempo a chi non ha salute.

L11Sopportare pazientemente le persone moleste”. È l’opera di chi usa pazienza con le persone fastidiose, sgradevoli,irritanti, noiose. E’ l’opera di chi accetta le persone così come sono.

L12Pregare Dio per i vivi e per i morti”. E’ l’opera dei genitori che pregano per i figli, dei figli che pregano per i genitori, degli amici che pregano gli uni per gli altri; è l’opera di coloro che pregano per i propri cari defunti e per ogni persona che muore.

Guida Caro Vescovo abbiamo ripassato queste opere, ma spesso succede che i nostri cuori assomigliano alla pietra: dura, fredda, grigia, spigolosa. Le nostre catechiste tante volte ci hanno detto che in ogni cuore è nascosto qualcosa di luminoso, dono di Dio, dono del cuore misericordioso del Signore Gesù: è l’Amore, il desiderio più grande di ogni uomo, l’unico e solo desiderio che ci rende felici. A nome di tutti: Aprici il cuore alla misericordia, l’incontro con Gesù ci apre alla misericordia e cambia il nostro cuore di pietra in cuore di carne (Ez 36,26), un cuore beato e felice perché capace di amare.

Grazie Vescovo Francesco!


Saluto del Sindaco dottor Vittorio Milesi 

Eccellenza Reverendissima,

con grande gioia e gratitudine, Le porgo a nome della comunità civile di San Pellegrino Terme, il saluto più cordiale in occasione delle celebrazioni nella ricorrenza della Festa della Madonna del Rosario.

comuneUna presenza la Sua che onora questa nostra piccola realtà che ci è particolarmente cara perché ha saputo esprimere sempre un forte e spesso sorprendente senso di comunità e perché continua a conservare un grande attaccamento ai valori cristiani che mi pare ben rappresentato anche oggi dai segni esteriori che adornano le vie attorno a noi.

Un appuntamento quello odierno che so fortemente voluto dal nostro Parroco don Sergio, che ringrazio per il suo impegno costante ed assiduo nelle molteplici attività del suo ministero nell’ambito parrocchiale come in quello vicariale.

In questo tempo strano che per tanti aspetti inquieta e nel quale la rivendicazione dei diritti e della libertà assoluta dell’individuo, si accompagna spesso al disconoscimento e al capovolgimento di ideali e valori, la comunità civile riconosce in quella religiosa un punto di riferimento essenziale per costruire quel “bene comune” che continua ad essere rappresentato dagli ideali e dai valori che non tramontano propri della tradizione cattolica.

Per questo la Sua presenza, diventa per noi oggi uno stimolo e un incoraggiamento ad affrontare le difficoltà quotidiane, nelle nostre famiglie come nella comunità, un invito forte a riscoprire che i destini di queste nostre realtà non dipendono sempre dagli altri, ma sono legati in larga misura a noi, alla nostra qualità umana, alla nostra responsabilità e a quello che singolarmente e collettivamente sappiamo mettere in campo.

Proprio ieri abbiamo vissuto una giornata splendida con un convegno di studio  promosso dalla Parrocchia di Santa Croce sui pittori che portano il nome di questa comunità, pittori che hanno fatto conoscere nel mondo il nome di questa realtà con opere particolarmente pregevoli e apprezzate, interamente dedicate al sacro. Un’iniziativa che è nata dalla passione e dall’amore per questa terra soprattutto di una persona – il dott. Adriano Avogadro – che in accordo con don Sergio, ha inteso in questo modo anche ricordare un grande Parroco di questa comunità scomparso nel 2011, don Luigi Tiraboschi, al quale nel maggio scorso abbiamo intitolato proprio questa via che conduce alla Parrocchia e che oltre 30 anni fa aveva promosso un’iniziativa analoga per ricordare questi pittori.

Il mio Eccellenza, non voleva essere un saluto di circostanza e mi consentirà pertanto di collegare questa bella iniziativa sui pittori di Santacroce al tema delle unità pastorali di cui si discute da qualche tempo in questa Parrocchia e in quella di San Pellegrino.

Un tema delicato e che suscita preoccupazioni e timori soprattutto qui, preoccupazioni e timori che sono in parte anche della comunità civile proprio per quel ruolo centrale che la Parrocchia ha avuto e continua ad avere in questa comunità, anche rispetto ad aspetti che esulano da quelli strettamente religiosi (cito per tutte la Scuola per l’Infanzia Parrocchiale).

Avendo partecipato ad un incontro proprio qualche giorno fa a San Pellegrino tenuto da mons. Casati, ho avuto modo di meglio comprendere le modalità, intelligenti e flessibili, con le quali queste unità pastorali vengono proposte e per questo mi permetto di cogliere quest’occasione per dire alla Sua presenza, in primo luogo ai cittadini che sono qui, che questo passaggio deve essere pensato e vissuto non come un impoverimento per questa realtà, ma al contrario, come una opportunità da cogliere anche per questa comunità, sottolineando che anche qui la differenza sarà fatta dalla qualità e dalla responsabilità delle persone.

Per quanto ci riguarda, in questi anni abbiamo lavorato per cercare di dimostrare che vivere in montagna non è una maledizione e neppure una colpa, tentando di fare in modo che in queste nostre realtà più periferiche, si potesse invertire la tendenza allo spopolamento e all’impoverimento determinata dalla mancanza di lavoro e del venir meno dei servizi.

La grave crisi economica in atto ha reso tutto più difficile e complicato, ma credo che questo debba essere l’obiettivo che insieme dobbiamo perseguire anche per il futuro.

Conosciamo, Eccellenza, la Sua attenzione e sensibilità per questi temi, la Sua vicinanza ai problemi di questi territori, testimoniata anche oggi da questa presenza così significativa ed è per questo che mi permetto di esprimere l’auspicio che la riflessione aperta sulle unità pastorali possa consentirci di costruire e sperimentare insieme dei percorsi nuovi, in grado di dare a questi territori una speranza di futuro.

San Pellegrino è stata negli anni recenti una “terra benedetta” per le vocazioni: in circa 20 anni abbiamo avuto la grazia di 10 sacerdoti e di 1 suora (l’ultima ordinazione è stata quella di don Gabriele Bonzi nel 2011).

La speranza e l’augurio di tutti è che questa terra continui ad essere benedetta e sono certo che la Sua attesa, autorevole parola costituirà per tutti uno stimolo forte per ravvivare e rialimentare la nostra fede e la nostra responsabilità.

E la Madonna del Rosario che oggi festeggiamo e alla quale ci affidiamo, continui a guardare con benevolenza e a proteggere tutta la comunità sanpellegrinese!

 


Saluto di Adriano a nome dell’intera Comunità Parrocchiale

Eccellenza,
è con profonda emozione unita ad  umana partecipazione e grande amicizia che Le dico grazie a nome mio personale e della parrocchia  di Santa Croce per la sua presenza in mezzo a noi oggi che è la Festa della Madonna del Rosario una delle feste a noi più care e più sentite.

Insieme a Lei Eccellenza pregheremo la Madonna affinché faccia tornare in noi il desiderio della recita del Santo Rosario, una preghiera semplice e bella. Si, il desiderio! La Virtù dell’anno pastorale, il desiderio di pregare, il desiderio di amore per se stessi e per i nostri fratelli, ma anche desiderio di cambiare, di percorrere nuove strade.

Si prospettano infatti anni di profondo mutamento, dovremo costruire dei ponti, in un tempo in cui vanno di moda i muri. Ponti in vista dell’Unità Pastorale con S. Pellegrino Terme.

Noi siamo pronti e ben disposti, anche se siamo consapevoli che ci vorrà sicuramente del tempo, così come c’è voluto tempo nell’unione di Antea e Caderizzi a Santa Croce.

Ponti anche in vista della Riforma dei Vicariati che, apprendiamo dalla sua lettera circolare per l’anno pastorale 2016-2017 «Camminare insieme nella gioia del Vangelo», dovrà riportare in primo piano la questione della corresponsabilità dei laici nella vita della Chiesa.

Il tempo che viviamo ci vede un po’ disorientati, crollano i punti di riferimento, c’è poca voglia di costruire e di progettare, perché c’è molta precarietà non solo lavorativa, si vive il presente come unico stadio e del futuro non vi è alcuna traccia, eppure, paradossalmente, può essere proprio questo il “momento favorevole” per gettare nuove basi, per il cambiamento.

Grazie Eccellenza per il suo sostegno in questo momento di passaggio così importante, sappia che noi ci metteremo a disposizione, con impegno e con la saggezza degli uomini e donne di montagna.

 


Solennità Santi e Triduo

Halloween? No, Festa di Ognissanti e memoria dei defunti

La festa di Ognissanti ha per oggetto la glorificazione di tutti i Santi che sono in cielo: Angeli, Martiri, Confessori, Vergini. La sua origine viene dalla commemorazione di tutti i martiri che fin dal secolo quarto si faceva in alcune chiese particolari.

Il tradizionale Triduo dei Morti è un tempo di riflessione sui defunti. Gli altari delle chiese vengono dotate di un’imponente struttura decorativa formata da candele accese a simboleggiare la fede e la vita. 

Viviamo in un tempo in cui la morte spaventa e si compiono tutti gli sforzi possibili per dimenticarla e nasconderla, promettendo di far vivere l’uomo per molto tempo. Ma se la morte umanamente è una realtà terribile, non può essere così dal punto di vista della fede; il Triduo dei morti ci aiuta a liberare la morte della paura, parlandoci di Risurrezione e insegnandoci la ricetta di quella vita senza fine, che è lo scopo del nostro pellegrinaggio terreno.


Ore Liete
Oggi abbiamo vissuto il primo appuntamento di “ORE LIETE”: attori protagonisti, in spirito di gioia e allegria, i bambini e i ragazzi e…anche alcune mamme. Tutti al lavoro per realizzare idee creative stimolando fantasia e manualità. È stato un pomeriggio fantastico, grazie alla generosa collaborazione di alcune Catechiste. Grazie a tutti coloro che in modi diversi hanno collaborato e…alla prossima!


… a Santa Croce:

“Lasciamoci provocare dai Magi per consentire a Cristo di piantare la sua tenda in ognuno di noi e tra  di noi!”.


Recita di Natale

15591496_1628034207501257_8216541733370283456_oLa Recita Natalizia dei Bambini della Scuola dell’Infanzia “S. Croce” insieme ai bambini della Scuola Primaria di Santa Croce. Protagonisti i nostri Bambini che, emozionati e molto preparati grazie alle loro maestre, hanno eseguito magistralmente ognuno la loro “piccola parte” sotto lo sguardo dei loro genitori, nonni, e tanti tanti amici che hanno riempito il nostro Teatro.

Al termine è arrivato anche Babbo Natale che ha distribuito caramelle a tutti i presenti e numerosi doni. Per tutti è stato offerto un semplice rinfresco.

Un Grazie sincero alle Maestre delle due Scuole, alle Mamme Volontarie per la Recita Natalizia, a tutte le Mamme che hanno collaborato con tanta generosità ed impegno.

Buon Natale.

 

 


Buon Natale ai nonni nelle case di riposo
Alcuni nostri Ragazzi di Terza Media con la loro Catechista e alcuni nostri generosi Collaboratori hanno fatto visita ai Nonni della nostra Parrocchia, Ospiti presso le Case di Riposo in Valle (Laxolo, Zogno, San Pellegrino Terme, Piazza Brembana) per augurare loro un  sereno e Santo Natale.

A tutti i nostri Nonni è stato donato un originale albero di Natale di carta realizzato dai Ragazzi stessi che hanno vissuto un pomeriggio domenicale alternativo e significativo per la loro giovane vita. Uno dei nostri Ragazzi di Terza Media ha avuto modo di incontrare e salutare la Nonna-bis.

Non potevano mancare tra i sorrisi di alcuni Nonni anche alcune silenziose lacrime! Buon  Natale ancora a tutti i Nonni!