lettera di Natale 2016

UN CAMMINO CI ATTENDE: L’UNITÀ PASTORALE

Carissimi fratelli e sorelle, che abitate nella Parrocchia di San Pellegrino Terme e nella Parrocchia di Santa Croce, vi giunga il nostro più affettuoso e cordiale augurio di Buon Natale!

L’anno scorso il Vicario Generale Mons. Davide Pelucchi, a nome del Vescovo, ci ha chiesto di cominciare a porre riflessioni per dare concretezza ad una nuova esperienza di chiesa: l’Unità Pastorale (= UP) di San Pellegrino Terme che interessa le nostre Parrocchie, due comunità diverse per un unico cammino.

Noi sacerdoti abbiamo deciso di stendere questa lettera per aiutare nella comprensione del significato di questa prospettiva pastorale voluta dal Vescovo per le nostre e tante altre realtà parrocchiali.

 

Cosa sono le “UP”?

Un’UP è, tra virgolette, “un nuovo” modo di ripensare e vivere la fede come popolo di Dio all’interno della società contemporanea, che non è più quella dei nostri nonni e nemmeno quella di alcuni anni fa, quando la vita scorreva lentamente e la pastorale si ripeteva inalterata. La parola “nuovo” è tra virgolette, perché le UP sono esperienze ormai consolidate da tempo, in tutto il mondo, in Italia e anche nella nostra Diocesi, dove ce ne sono fin’ora quindici. Nessuna Parrocchia viene soppressa. Nessun Parroco viene esonerato. Un’UP, in parole semplici, è un “unire”, non fondere o accorpare, ma un unire più comunità parrocchiali che diventano, pastoralmente nel tempo, un’unica entità, sotto la guida di un gruppo di sacerdoti. L’UP è in funzione della Parrocchia perché la Parrocchia possa essere maggiormente valorizzata. Le nostre due Comunità insieme programmano la pastorale e i laici assumono più ampie responsabilità.

 

Perché le UP?

I motivi sono principalmente due, legati strettamente tra di loro: il primo, è la sempre più grande mancanza di sacerdoti, che possano garantire nel tempo la loro presenza in ogni comunità; il secondo, altrettanto importante, è che le comunità cristiane si stanno via via numericamente riducendo sempre più. Sembra essere molto attuale la domanda che Gesù pose duemila anni fa: “…il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Lc 18,8). Non vorremmo che la fede scomparisse dalla terra, dalla nostra zona, dal cuore della gente. Perché la fede in Dio dà un senso al vivere dell’uomo. Però come è possibile vivere un cammino di fede in Gesù quando i cristiani sono sempre di meno? Ecco che l’UP consente di condividere le forze e le risorse, mantenendo comunque sempre le realtà esistenti con le loro specificità per realizzare insieme i percorsi pastorali.

 

Da dove viene l’idea dell’UP?

Siamo dentro quella grande scia di cambiamento avviata con il Concilio Vaticano II indetto da Papa Giovanni XXIII più di cinquant’anni fa. Di fronte a un mondo che cambia la Chiesa che cosa può fare? Il Concilio ha risposto: «Deve rinnovare se stessa». Non nel senso di «correre dietro» a tutte le mode, come spesso si è creduto (di dover fare o di non dover fare), ma nel senso di ritrovare e quindi poter donare ancora agli uomini di oggi, quello che da sempre è il suo “Tesoro” più prezioso: Gesù Cristo e una Vita secondo il suo Vangelo!

Il Sinodo che la Chiesa di Bergamo ha celebrato e vissuto ormai 7-8 anni fa, si è posto una domanda: «La Parrocchia è ancora in grado di generare figli e figlie alla Fede?». La risposta è stata: «Sì, ma deve re-imparare a essere davvero una Comunità Cristiana e soprattutto non riesce e quindi non può più a farlo da sola!». Nessuna Parrocchia, nemmeno la più grande, può più ritenersi autosufficiente. La Parrocchia cioè è ancora oggi soggetto di Cristianesimo però è chiamata ad agire e camminare in modo più cristiano, appunto, quindi camminando insieme alle altre comunità cristiane. La Lettera Pastorale del nostro Vescovo Francesco del 2012/13 intitolata La fraternità cristiana diceva: «Le parrocchie devono uscire dalla loro autosufficienza; la via da percorrere per diventare vere Comunità Cristiane è la Fraternità Cristiana nell’ambito di una graduale formazione delle Unità Pastorali».

 

Come nasce un’UP?

Non nasce dall’oggi al domani, né viene decisa improvvisamente da Dio, dal Papa o da altri. È un cammino lungo e faticoso, di comunione, di condivisione, di unione. È un cammino che le nostre Parrocchie hanno iniziato a fare già da alcuni anni (anche se non ce ne siamo resi conto), quando hanno incominciato a vivere insieme alcuni percorsi catechistici dei ragazzi delle medie, la celebrazione comunitaria del sacramento della Confermazione o Cresima, l’esperienza del CRE…

Allora adesso siamo un’UP?

No, non ancora. I Consigli Pastorali delle nostre Parrocchie, autonomamente, hanno già avuto modo di incontrare Mons. Lino Casati, Delegato Episcopale per le UP della nostra Diocesi per comprendere il significato della UP e per iniziare ad individuare i prossimi passi di questo cammino.

 

Le tempistiche per la creazione della UP

Per la creazione della UP abbiamo provato a ragionare su un orizzonte temporale che guardi al futuro:

  • Tempo di preparazione: 2 anni (2016-2018)
  • Tempo di attività: 4 anni (2018-2022)
  • Verifica 

Quali sono i prossimi passi da compiere?

  1. Pregare perché il Signore ci conceda di essere aperti ai fratelli, desiderosi di conoscerci maggiormente, determinati nel mettere in gioco e a servizio dell’UP ciò che di bello e buono viviamo nella nostra parrocchia. Per favorire questo alleghiamo una preghiera, breve ma profonda, che accenda e accresca questo impegno comune.
  2. Creare da gennaio un gruppo di lavoro formato dai due parroci e da due rappresentanti (maschio e femmina) delle due Parrocchie, che tenga il filo del discorso: avrà il compito di coordinare le diverse fasi di preparazione man mano che ci avviciniamo all’istituzione dell’UP vera e propria:
  • Ragionare a partire da quanto già esiste in ogni parrocchia e dalle collaborazioni già presenti tra le due parrocchie;
  • Individuare gli obiettivi graduali da raggiungere il primo anno, poi il secondo…
  1. Far incontrare le persone delle due parrocchie dell’UP, i gruppi, etc., perché si possano raccontare…la loro storia, le esperienze vissute, le modalità che si mettono in atto per far vivere la fede oggi nel nuovo contesto sociale e culturale. Questo passaggio sarà molto importante, perché la creazione dell’UP non può essere intesa solo come una “strategia tecnica”, fredda, pensata a tavolino, ma in esse entri il vissuto delle persone, i sentimenti, … il cuore.
  2. Attraverso uno strumento come questa lettera, attraverso il Notiziario parrocchiale per San Pellegrino, il Sito Internet per Santa Croce e San Pellegrino, la pagina Facebook di entrambe le Parrocchie informare tutti, portare a conoscenza in modo più esteso possibile i passi che man mano si fanno, affinché sia un vero cammino di tutta la comunità, e non solo di qualche “addetto ai lavori”.
  3. Individuare qualche iniziativa concreta per cominciare a vivere e far essere viva l’UP, per non far essere il progetto solo teorico, per accorgersi vivendo le cose insieme che forse non è poi così difficile. Si tratterà certo di “spostarsi” un po’ di più anche per le iniziative che riguardano la fede, come facciamo per tutte le altre dimensioni della nostra vita: lavoro, scuola, sport, acquisti, ecc. 

Quali motivazioni positive ci guidano?

La prima motivazione è la chiara coscienza che se non accogliamo la sfida di creare più fraternità nelle nostre Comunità e tra le nostre Comunità le Parrocchie son destinate a morire. Questo mette in gioco la Missionarietà della Chiesa, cioè la Missionarietà dei cristiani, che è la realizzazione concreta del nostro Battesimo. Se la Chiesa non è missionaria non è se stessa, cioè non è la Chiesa di Gesù. È ciò che ci richiama continuamente Papa Francesco: «è venuto il momento che la Chiesa non rimanga più chiusa nel recinto del perimetro parrocchiale e sotto il campanile, ma è chiamata a essere una Chiesa in uscita». Una Chiesa quindi che esce incontro alle altre Comunità cristiane.

Da parte nostra ci sono ancora dubbi e timori ma, se non fosse così, vorrebbe dire non avere a cuore il Regno di Dio. Per questo è necessario invocare lo Spirito Santo nella preghiera, affinché ci illumini e ci accompagni.

Noi sacerdoti avremmo piacere che la nostra futura UP sia identificata da un logo stilizzato che rappresenti le due chiese o i due campanili (di San Pellegrino e Santa Croce) e il ponte che fisicamente collega le due parrocchie: ci affidiamo alla creatività delle nostre Comunità perché ci venga suggerita un’idea a tal riguardo entro e non oltre il 31 gennaio 2017 ai seguenti indirizzi di posta elettronica segreteria@parrocchiasanpellegrino.it oppure santacroce@diocesi.it .

Ecco … questa è la sfida che ci attende. Questo è ciò che ci viene chiesto. Questo è ciò che insieme, con l’aiuto dello Spirito Santo, vogliamo regalarci.

Su questo, adesso, sta a tutti e a ciascuno decidere… Noi ci stiamo!

Buon Natale!

I sacerdoti

Don Gianluca Brescianini

Don Pierangelo Gualtieri

Don Franco Gherardi

Don Sergio Bonacquisti